TTIP, il compromesso europeo che non piace alla Sinistra (e non solo)

Gli eurodeputati sembrano non fidarsi dei negoziati Usa-Ue, ma alla fine dicono sì

[29 maggio 2015]

TTIP GUE NGL

Ieri sera la Commissione per il commercio internazionale del Parlamento europeo ha approvato, con 28 voti favorevoli e 13 contrari, una serie di raccomandazioni per la Transatlantic Trade and Investment Partnership (TTIP), secondo le quali «L’accordo Ue-Usa dovrebbe allargare l’accesso dell’Unione al mercato americano, ma non indebolire gli standard comunitari né il diritto di disciplinare l’interesse pubblico». Inoltre «Gli strumenti per risolvere le controversie fra investitori e gli stati dovrebbero essere riformato e migliorato». Ora le  raccomandazioni dovranno approvate dall’Europarlamento, dove la battaglia si annuncia durissima, visto che diversi gruppi parlamentari sono contrari e che il movimento sociale contro il TTIP è in crescita sia in Europa che in America.  Secondo la maggioranza della Commissione per il commercio internazionale, però, dato che il Pil dell’Ue «E’ fortemente dipendente dal commercio e dalle esportazioni», un TTIP «Ben progettato» potrebbe rafforzare «Il contributo del settore al PIL dell’Ue del 15%-20% entro il 2020, poiché le industrie europee – soprattutto le piccole, medie e micro imprese – potrebbero usufruire di un mercato di 850 milioni di consumatori».

Ma anche gli eurodeputati più favorevoli al contestato accordo Usa-Ue non hanno potuto far a meno di evidenziare che «Vari studi mostrano risultati contradditori ed è pertanto difficile valutare i reali benefici del TTIP sull’economia dell’Ue» e per questo il documento di compromesso approvato chiede che «I negoziati siano trasparenti, al fine di raggiungere un accordo ambizioso ma bilanciato, con benefici condivisi tra gli Stati membri, che portino a un ambiente economico efficace e propizio alla concorrenza, senza barriere alle tariffe commerciali. Elevati livelli di protezione per i consumatori dell’Ue devono essere garantiti per i dati personali, per la salute e per la sicurezza, evitando il dumping fiscale e ambientale».  Inoltre, per gli eurodeputati  il TTIP deve «Porre fine alla disparità di trattamento degli investitori europei negli Stati Uniti, istituendo un sistema nuovo ed equo per gli investitori, per cercare di ottenere riparazione del torto».

Un esercizio di equilibrismo estremo – contraddetto da quanto trapela dai negoziati in corso – che sembra riproporre l’impossibile detto della botte piena e della moglie ubriaca. Secondo il tedesco Helmut Scholz, di Die Linke e relatore ombra per il gruppo della Sinistra europea Gue-​​Ngl, «I compromessi concordati tra il relatore Lange (gruppo Socialisti & democratici) ed i gruppi conservatori e liberali stanno  deliberatamente ignorando le profonde preoccupazioni sollevate durante l’ampio dibattito pubblico in molti Stati membri dell’Ue per quanto riguarda la creazione di un mercato transatlantico comune. La stragrande maggioranza delle persone al di fuori della stanza della Commissione respinge l’investor-state-dispute-settlement (ISDS), ma gli eurodeputati favorevoli pensano di saperne di più. A mio parere, è arrogante che gli emendamenti e le opinioni di cinque altre commissioni, tra cui la commissione giuridica e la commissione per gli affari costituzionali, che hanno chiesto di opporsi ISDS, siano state completamente ignorate, proprio come gli 1,9 milioni di cittadini dell’Unione europea che hanno già firmato una petizione contro l’ISDS».

In una nota il Parlamento europeo spiega che «Questo nuovo sistema dovrebbe essere basato sul recente documento (concept paper) relativo al sistema rivisto di protezione degli investitori, presentato il 6 maggio scorso da Cecilia Malmström, commissario per il commercio». Secondo i deputati europei, «Questo sistema dovrebbe includere giudici nominati pubblicamente e indipendenti, audizioni pubbliche, nonché prevedere un meccanismo di appello e infine rispettare la giurisdizione Ue e nazionale. Nel medio termine, si dovrebbe istituire un tribunale pubblico per gli investimenti per risolvere le controversie con gli investitori. Al tempo stesso, deve essere protetto il diritto di disciplinare nell’interesse pubblico, evitando inutili ricorsi».

Nonostante si intenda eliminare tutte le tariffe doganali, secondo gli eurodeputati  Usa e Ue «Dovrebbero in ogni caso negoziare una lista esaustiva di prodotti agricoli e industriali sensibili che potrebbe essere esentata dalla liberalizzazione commerciale oppure essere sottoposta a un periodo di transizione più esteso». A questo va aggiunta la richiesta ai negoziatori dell’Ue di «Inserire una “clausola di salvaguardia”, riservandosi il diritto di chiudere i mercati per specifici prodotti nel caso di ondate di importazione che potrebbero provocare gravi danni alla produzione alimentare interna». La Commissione europea dovrebbe «Assicurarsi che sia sospeso il divieto statunitense sull’importazione di carne di manzo europea e sia salvaguardato il sistema europeo d’indicazione geografica».

Invece, per quanto riguarda il controllo delle importazioni di prodotti alimentari e di piante, «I negoziatori dovrebbero mirare a eliminare le procedure eccessive, tramite il riconoscimento reciproco degli standard equivalenti» e gli standard Ue «Dovrebbero essere salvaguardati nel caso in cui gli standard americani siano molto diversi», le raccomandazioni fanno gli esempi della autorizzazioni delle sostanze chimiche, la clonazione o i prodotti chimici per il sistema endocrino e chiedono il rispetto del «principio di “precauzione” in vigore nell’Ue».

Il TTIP dovrebbe abolire «Le restrizioni esistenti o gli ostacoli all’esportazione dei carburanti, compresi il GNL e il petrolio greggio», aumentando così la sicurezza energetica dell’Ue e riducendo i prezzi dell’energia. Per questo gli eurodeputati dicono che «L’accordo TTIP dovrebbe includere uno specifico capitolo dedicato all’energia, che contribuisca inoltre a mantenere gli standard ambientali dell’Unione europea e gli obiettivi per i cambiamenti climatici». Le raccomandazioni prevedono altri 5 punti:

La protezione dei dati non è negoziabile. Le norme comunitarie sulla protezione dei dati non devono essere compromesse dall’integrazione degli e-commerce comunitari e statunitensi e dei mercati dei servizi finanziari. Il TTIP dovrebbe esplicitamente esonerare da qualsiasi eccezione tutte le norme Ue esistenti e future in materia di protezione dei dati personali. Le disposizioni sul flusso dei dati personali potranno essere negoziate a condizione che le stesse vengano applicate “da entrambe le sponde atlantiche”.

Apertura ai mercati statunitensi dei trasporti e agli appalti pubblici. I negoziati TTIP dovrebbero rimuovere le restrizioni USA in merito all’acquisizione da parte di stranieri di servizi marittimi e aerei nonché di compagnie aeree, come il “Jones Act” o l'”Air cabotage law”, che “ostacolano di fatto l’accesso al mercato per le imprese dell’UE”. I deputati auspicano inoltre un maggiore accesso europeo ai mercati delle telecomunicazioni degli Stati Uniti. La grande disparità nell’apertura dei mercati degli appalti pubblici deve essere risolta. Il TTIP dovrebbe realizzare un'”apertura significativa” del mercato statunitense degli appalti pubblici a tutti i livelli di governo, in modo che le imprese europee – in particolare le piccole e medie imprese – possano partecipare agli appalti pubblici statunitensi in materia di servizi di costruzione, ingegneria civile, trasporti ed energia. I deputati chiedono inoltre ai negoziatori Ue di prendere in considerazione gli interessi dell’Unione europea in vista dell’ingresso nel mercato Usa per la fornitura di «servizi altamente specializzati», come l’ingegneria e altri servizi professionali, servizi finanziari o di trasporto.

Escludere i servizi pubblici. I deputati hanno inoltre ribadito la loro volontà di escludere i servizi pubblici dal campo di applicazione del TTIP (compresi, ad esempio, acqua, sanità, servizi sociali, sistemi di sicurezza sociale e di istruzione). Ma in realtà la maggo ioranza della Commissione commercio ha respinto la richiesta di un approccio “lista positiva” per salvaguardare dagli obblighi di iberalizzazione i servizi pubblici e altri servizi sensibili, come invece avevano richiesto il Comitato delle Regioni e diverse commissioni del Parlamento europeo.

Monitorare i diritti del lavoro. I negoziatori dell’UE dovrebbero insistere sul fatto che gli Stati Uniti ratifichino, implementino e facciano rispettare le otto convenzioni fondamentali dell’Organizzazione internazionale del lavoro (finora gli Usa ne hanno ratificate solo due) e ricordare che l’attuazione delle disposizioni in materia di lavoro per le società Usa dovrebbe essere monitorata più da vicino, coinvolgendo le parti sociali e i rappresentanti della società civile.

Maggiore trasparenza. I deputati desiderano una migliore trasparenza per quanto riguarda i negoziati TTIP, rendendo pubblico un numero superiore di testi a disposizione del pubblico e ottenendo il permesso degli Stati Uniti per rendere pubblici un maggior numero di documenti. Ribadiscono che deve essere giustificato «ogni rifiuto alla divulgazione di una proposta di negoziato» e chiedono inoltre che ad ogni parlamentare sia garantito l’accesso ai «testi consolidati» (ossia ai capitoli già concordati tra Unione europea e Stati Uniti).

Ma alla fine, nonostante le evidenti perplessità che rendono evidenti quanto siano fondate le proteste del movimento anti-TTIP per i rischi del trattato e la mancanza di trasparenza dei negoziati, la maggioranza della Commissione commercio internazionale, dice che «Un accordo tra i due maggiori blocchi economici mondiali, che già condividono e custodiscono principi e valori simili, ha il potenziale per stabilire norme globali, evitando che Paesi con standard e valori diversi assumano questo ruolo».

Eleonora Fiorenza, eurodeputata italiana dell’Altra Europa con Tsipras, spiega che «Il TTIP non creerà posti di lavoro, ma è molto più probabile a che distruggerà più di un milione di posti di lavoro nell’Ue a causa di una maggiore concorrenza Questo è il risultato di diversi studi di valutazione dell’impatto ed è stata confermata dal capo economista nella DG Commercio. Tuttavia, tutte le nostre proposte per citare almeno queste cifre sono state appena bocciate. La maggioranza formata soprattutto dalla grande coalizione tra socialisti e popolari ha votato di fatto a favore dell’inserimento della clausola ISDS sotto altro nome, la clausola cioè che permetterebbe alle multinazionali di fare causa agli Stati che volessero tentare di mantenere una normativa a difesa dei diritti dei cittadini. Non solo, hanno votato anche un emendamento contro le politiche per contrastare i cambiamenti climatici: la grande coalizione ancora una volta si schiera contro i cittadini e la democrazia. Il mio voto su questi punti è stato ovviamente negativo e mi sono espressa anche contro il meccanismo della cooperazione regolatoria, che darebbe un potere enorme alle multinazionali. Ho votato inoltre perché non vi siano i servizi pubblici all’interno di questo accordo e più precisamente abbiamo chiesto che i cittadini possano sapere cosa sarà incluso nel trattato e cosa no. Conseguentemente mi sono espressa con voto contrario sull’intero parere della Commissione. Continua in ogni caso la nostra battaglia contro un trattato che rischia di mettere in pericolo la nostra democrazia, la nostra produzione agroalimentare e i nostri diritti: il prossimo 10 giugno in plenaria voteremo nuovamente e serve la massima mobilitazione dei cittadini, delle associazioni, di tutte e tutti. Ora e sempre #stopTTIP».

La Commissione commercio ha anche respinto le richieste di istituire un “regulatory cooperation council” per il TTIP e l’eurodeputata olandese  Anne-Marie Mineur del Socialistische Partij  (Gue-​​Ngl) dice che «E’ scandaloso vedere come alcuni gruppi politici siano disposti a rinunciare al controllo parlamentare sul futuro della legislazione dell’Ue e degli Stati membri Con il loro supporto al riconoscimento reciproco dei diversi standard nell’Ue e negli Usa e ad una procedura di screening per qualsiasi nuova normativa per quanto riguarda l’impatto sul commercio e gli investimenti, i deputati sono disposti a rinunciare alla democrazia parlamentare per la loro fede quasi religiosa nei promessi benefici del libero scambio».

La votazione delle raccomandazioni in Plenaria è prevista per il 10 giungo e  quando i negoziatori Usa/Ue avranno redatto l’accordo TTIP, per la sua entrata in vigore sarà necessaria la ratifica del Parlamento europeo e del Consiglio Ue. Scholz assicura che la Sinistra europea ripresenterà in plenaria gli emendamentianti-TTPI essenziali e si augura che a maggioranza dell’Europarlamento «Voterà diversamente dalla maggioranza nella commissione per il commercio. I deputati dovrebbero ascoltare la gente nei loro collegi elettorali».