Di scena un'Italia schizofrenica

Tutti i ministri Ue dell’Ambiente sono a Milano, ma il governo da che parte sta?

Galletti: «Europa unita per il clima». Ma Renzi vuole più petrolio in Italia

[16 luglio 2014]

Il ministro dell’Ambiente italiano, Gian Luca Galletti, oggi a Milano per presiedere l’evento che vede riuniti nel Bel Paese tutti i suoi colleghi europei, non ha fatto sfigurare l’Italia, che per sei mesi avrà in mano il metaforico timone dell’Ue. «O riusciamo a imprimere da subito una direzione chiara e concreta alle politiche comunitarie in materia di clima, e più in generale nelle politiche ambientali, oppure – ha ammonito – rischiamo il definitivo scollamento dei cittadini dalle istituzioni europee».

«Il nostro impegno per questo Semestre è raccogliere questa sfida con determinazione, perché in gioco c’è il destino dell’Europa», ribadisce Galletti, che per dar forza alle proprie argomentazioni cita direttamente il Papa: «Proteggiamo il Creato: se distruggiamo il Creato, il Creato ci distruggerà. Non lo dimenticate». Durante l’evento, ancora in corso di svolgimento, sembra però non ci sia stato il tempo di citare anche le parole del premier Matteo Renzi, che invece sostiene la necessità «di raddoppiare la percentuale di petrolio e del gas in Italia», trivellando in Sicilia e Basilicata.

Paiono davvero lontani i (recenti) tempi in cui il presidente del Consiglio, ancora su toni da campagna elettorale, prometteva di puntare forte sulle energie rinnovabili. Adesso l’esecutivo da lui guidato ha scelto piuttosto di percorrere la strada segnata dal controverso e contestatissimo decreto spalma incentivi.

Una strada opposta da quella apparentemente scelta in seno all’Ue, con il neo presidente della Commissione – Jean-Claude Juncker – che davanti all’Europarlamento si è detto convinto di come «le energie rinnovabili siano la premessa per l’Europa del domani». Nonostante l’evidenza dei fatti, Gian Luca Galletti afferma la necessità di «messaggi coerenti affidati ai nostri Capi di Stato e di Governo» per far sì che l’Europa si confermi nel «ruolo di guida alla lotta dei cambiamenti climatici su scala globale». Ma questa frattura tra fatti e parole del governo italiano – e tra le dichiarazioni dei suoi stessi esponenti – il ministro ancora non l’ha spiegata.