Ue, la Tassa sulle transazioni finanziarie è più vicina (e può difendere il clima)

Dall’Ecofin notizie confortanti. Campagna ZeroZeroCinque: «Passo in avanti per il contrasto alla speculazione finanziaria»

[9 dicembre 2015]

ttf

Ieri è tornato a riunirsi l’Ecofin, e tutti i Paesi europei partecipanti alla cooperazione rafforzata (tranne l’Estonia) hanno annunciato il raggiungimento di un accordo su alcuni elementi e principi chiave relativi al disegno della Tassa europea sulle transazioni finanziarie (Ttf, spesso nota come Robin Hood Tax).

L’Ecofin, come spiegano dalla Campagna Zerzerocinque, ha di fatto fissato alcuni paletti importanti che dovranno essere rispettati nella prosecuzione del negoziato: a differenza di quanto in vigore oggi in Francia e in Italia verranno tassate tutte le operazioni (anche quelle aperte e chiuse in giornata) e dunque non solo i saldi giornalieri delle posizioni ancora aperte a fine giornata. In questo modo la tassa penalizzerà il trading ad alta frequenza e il capitale “supersonico” puramente speculativo; la tassa dovrà essere applicata alla più ampia base imponibile di derivati, sebbene ulteriori dettagli verranno ulteriormente definiti nei prossimi mesi; gli strumenti di finanza derivata saranno tassati sulla base del principio cumulato di residenza ed emissione.

«È un compromesso accettabile – dichiara Leonardo Becchetti, portavoce della Campagna ZeroZeroCinque  pur se meno ambizioso di quanto avremmo voluto; tuttavia le divergenze tra gli stati membri erano tali che riteniamo l’accordo raggiunto oggi un passo in avanti che dimostra la volontà dei 10 Stati partecipanti, Italia inclusa, di portare a compimento il negoziato».

È necessario ora prevenire qualsiasi ulteriore diluizione del negoziato per gli elementi che ancora richiedono il raggiungimento di un accordo: rispetto all’applicazione dei principi di tassazione sulle azioni, l’annuncio fatto oggi sembra riconoscere l’impianto proposto dalla Commissione europea ovvero la combinazione del principio di residenza ed emissione, tuttavia si fa riferimento alla possibilità in una prima fase di applicare solo il principio di emissione. Se così fosse, è necessario che si preveda fin da ora una clausola di revisione che possa introdurre in una seconda fase l’applicazione anche del principio di residenza. Inoltre, sull’esenzione dei market makers è necessario elaborare una definizione molto stringente sui segmenti meno liquidi del mercato azionario, altrimenti potrebbe essere alto il rischio di abuso di questa esenzione da parte dagli high frequency traders.

Se questi criteri verranno rispettati la tassa potrà perseguire un duplice obiettivo, raccogliere fondi importanti da destinare in parte al finanziamento di beni pubblici globali (ambiente, salute) contrastando in parte la povertà interna agli stati membri, e aumentare il costo relativo del capitale supersonico rispetto a quello paziente, aiutando così a raddrizzare la rotta di un sistema finanziario sempre più autoreferenziale e solo in piccolissima parte orientato al servizio dell’economia reale.

«Nella settimana in cui le diplomazie di tutto il mondo sono riunite a Parigi per il negoziato sul clima – osserva Becchetti – i leader europei hanno ancora la chance di dichiarare la loro volontà di finanziarie azioni di contrasto al cambiamento climatico attraverso una parte del gettito derivante dalla Tassa europea sulle transazioni finanziarie. Ci rivolgiamo quindi al premier Renzi, perché anche l’Italia possa pubblicamente dichiarare l’allocazione di queste risorse per lotta alla povertà e per l’adattamento al cambiamento climatico in Italia e nel mondo».