ULTIMORA – Arrestato l’uccisore dell’orso in Abruzzo

È la prima volta in Italia che si riesce ad individuare il responsabile della morte di un orso

[19 settembre 2014]

Positiva svolta nelle indagini sull’uccisione dell’orso in Abruzzo. Il Corpo forestale dello Stato in un comunicato annuncia che «Il  61enne di Pettorano sul Gizio, messo davanti ai chiari, precisi e concordanti indizi raccolti dal Corpo forestale dello Stato di L’Aquila ha confessato di essere responsabile della morte dell’orso». Si tratta di Antonio Centofanti, un cantoniere dell’Anas che ha un piccolo pollaio  e che avrebbe confessato: «Sono stato io ad uccidere l’orso, ma non volevo… Sono caduto e mi sono partiti dei colpi».  È la prima volta in Italia che si riesce ad individuare  il responsabile della morte di un orso.

Il Cfs spiega che «L’attività di ricerca degli indizi, svolta negli ultimi giorni dal Nucleo Investigativo Provinciale di Polizia Ambientale e Forestale (NIPAF) di l’Aquila nelle pertinenze dell’abitazione dell’indagato, che ha portato anche al sequestro di armi e  munizioni,  ha indotto l’uomo a rompere il silenzio. L’indiziato, assistito dall’avvocato di fiducia, ha iniziato a collaborare con gli inquirenti ed ha reso spontanee dichiarazioni davanti al Pubblico Ministero ed alla Polizia Giudiziaria, assumendosi la responsabilità di aver cagionato, accidentalmente, la morte dell’orso.   La versione dell’indagato riguardo al colpo di arma da fuoco da lui esploso nella notte dell’11 settembre, dovrà essere confrontata con il quadro probatorio ricostruito dal Corpo forestale dello Stato. Il responsabile rischia una condanna da 4 mesi a 2 anni di reclusione per l’uccisione del plantigrado, come previsto dal combinato delle norme sull’attività venatoria e della sezione del codice penale riguardante l’uccisione di animali».

Il Capo del Corpo forestale dello Stato, Cesare Patrone, ha immediatamente informato il ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, Maurizio Martina, e il ministro dell’ambiente, Gian Luca Galletti, del brillante risultato raggiunto dalla Forestale. Patrone si è anche complimentato con il Comandante Provinciale di L’Aquila, Nevio Savini, per la professionalità dimostrata nelle indagini, che ha portato a chiudere il caso in pochissimo tempo.