Un rarissimo esemplare di tartaruga verde si spiaggia a Camaiore

[25 marzo 2014]

In Toscana non è un buon periodo per le tartarughe marine: dopo la segnalazione della tartaruga ferita che è morta sulla spiaggia di Morcone all’isola d’Elba, nel  pomeriggio di ieri gli operatori dell’Agenzia regionale per la protezione ambientale della Toscana (Arpat) sono intervenuti per recuperare una tartaruga marina ritrovata morta sull’arenile a Lido di Camaiore, vicino allo stabilimento balneare Venusta II. La segnalazione, effettuata ad Arpat dalla Capitaneria di Porto è molto importante perché il rettile marino, purtroppo morto, è una rarissima  tartaruga verde  (Chelonia mydas).

All’agenzia regionale spiegano che l’operazione di recupero dell’animale è avvenuta «Nell’ambito delle attività di monitoraggio dei grandi vertebrati marini del Settore mare di Arpat, e soprattutto di quelle previste dall’Osservatorio toscano dei cetacei (Otc) della Regione Toscana» e che «Questa tartaruga si differenzia dalla molto più comune Caretta caretta per alcuni particolari inconfondibili: il colore più scuro del carapace (verde o marrone), la forma ovale e più allungata del carapace (anzichè cuoriforme), la testa più piccola ed allungata e la presenza di 4 placche dorsali laterali sul carapace anziché 5».

L’esemplare, morto da alcuni giorni pesa circa  15 kg  ed era lungo  65 cm. E’ stato recuperato per finalità di studio e di ricerca scientifica: la sezione di Pisa dell’Istituto zooprofilattico sperimentale delle Regioni Lazio e Toscana (Izslt ) effettuerà una necroscopia completa per la ricerca di eventuali cause di morte e per effettuare indagini batteriologiche, virologiche, parassitologiche ecc.; l’Università di Siena, effettuerà analisi ecotossicologiche, mentre il Settore Mare di Arpat eseguirà indagini sul contenuto stomacale per la determinazione della dieta di questa specie. Insieme all’Università di Siena, inoltre, verranno ricercate ed analizzati eventuali detriti marini ingeriti (soprattutto plastiche), come da protocollo Ispra, nell’ambito delle attività di monitoraggio previste dalla direttiva quadro sulla strategia Ue per l’ambiente marino.

In Toscana grazie all’attività, prima dell’ex Acquario Comunale D. Cestoni di Livorno, poi del Centro Studi Cetacei e, più recentemente, dell’Otc della Regione e dell’Arpat, dal 1990 ad oggi vengono monitorati gli spiaggiamenti e catture accidentali di tartarughe marine, questo ha reso possibile disporre  di una serie abbastanza lunga ed importante di dati su  più di 560 animali. Arpat evidenzia che «Tra questi, però, sono stati registrati solo 5 esemplari di tartaruga verde e 9 esemplari della altrettanto rara tartaruga liuto (Dermochelys coriacea). Mentre la tartaruga liuto è considerata solo occasionale ed accidentali per il nostro mar Mediterraneo (dove però non nidifica), la tartaruga verde si riproduce in questo bacino di mare esclusivamente lungo le coste della Turchia di Cipro e di Israele ma è considerata estremamente rara alle nostre latitudini. La prima segnalazione di questa specie in Toscana risale al 1997, quando un esemplare fu catturato accidentalmente nelle acque delle Secche della Meloria, a Livorno, da un palamito. L’esemplare, ancora vivo, fu liberato a novembre dello stesso anno dopo un periodo di ospedalizzazione ed osservazione presso l’ex Acquario Comunale di Livorno. Dopo questo eccezionale ritrovamento sono stati registrati 4 esemplari morti nel periodo 2001-2004. Da allora, fino ad oggi, non si erano più avuto segnalazioni e ritrovamenti di questa specie».