Universiadi in Trentino, quando lo sport abbraccia la sostenibilità

A Greenreport.it Mauro Gilmozzi, Assessore lavori pubblici, ambiente, trasporti ed energia della Provincia Autonoma di Trento

[23 dicembre 2013]

Quest’anno le Universiadi hanno coinvolto in Trentino qualcosa come 3.000 partecipanti da 55 nazionalità, insieme a più di 1.700 volontari. Senza contare gli spettatori e la movimentazione dell’indotto. Andando oltre lo slogan impatto zero, la Provincia di Trento si è fortemente impegnata sul fronte delle compensazioni ambientali: quali sono stati i principali interventi adottati?

«Non lo dicono solo i numeri e si capisce che un evento di questa portata movimenta un’infinità di persone, mezzi e genera tutta una serie di impatti (incremento delle emissioni di CO2, produzione di rifiuti, consumi di energia…). Quale migliore opportunità per la Provincia Autonoma di Trento per tradurre in concreto, anche in questa speciale occasione, gli indirizzi programmatici e le linee strategiche – vincolate dalle scelte europee sul fronte della riduzione delle emissioni climalteranti, di crescita delle fonti rinnovabili, di aumento dell’efficienza energetica, di potenziamento delle infrastrutture energetiche transnazionali – contenuti nel PEAP Piano energetico ambientale provinciale 2013-2020.

Alcune tra le principali azioni che hanno reso possibile andare oltre l’impatto zero sono la sottoscrizione di un Manifesto di Sostenibilità, redatto dal Comitato organizzatore, dal Consorzio dei Comuni Trentini e dall’associazione PEFC Italia. Ognuna delle organizzazioni fa la propria parte: il Comitato organizzatore ha studiato un piano di mobilità sostenibile in cui si è previsto l’utilizzo di mezzi a metano, ibridi diesel/elettrici e a idrogeno; ha previsto l’uso di legno e derivati con certificazione PEFC; ha fatto collocare nei siti delle gare distributori di acqua sfusa e alla chiusura dell’evento sarà effettuato un rigido controllo del corretto smaltimento e riuso dei materiali e strutture temporanee. Il Consorzio dei Comuni invece ha effettuato operazioni di controllo sugli impianti termici, ridotto la temperatura di un grado all’interno degli edifici pubblici, imposto alcuni blocchi al traffico veicolare, la riduzione dei livelli di illuminamento degli impianti di illuminazione stradale oltre a promuovere una serie di servizi collettivi di mobilità quali il car sharing, il car pooling e il piedibus. La PEFC Italia ha effettuato il censimento delle opere per le quali è stato usato il legno locale proveniente da foreste gestite in modo legale e sostenibile e calcolerà le emissioni di anidride carbonica che saranno evitate grazie all’uso dei legnami italiani. Infine il coinvolgimento di tre progetti provinciali per la sostenibilità ambientale: Ecoristorazione Trentino, Ecoacquisti Trentino e Acquisti Pubblici Verdi della Provincia Autonoma di Trento.

E’ stato messo in campo un pacchetto di buone pratiche in modo da coinvolgere l’intero Trentino con quanti più soggetti possibili, sia pubblici sia privati, con lo scopo di minimizzare l’impatto ambientale della manifestazione».

Pensa che un evento sportivo di tale portata, con protagonisti assoluti i giovani partecipanti, sia riuscito a svolgere una funzione di sensibilizzazione sul fronte della sostenibilità ambientale?

«Lo credo fermamente. Il coinvolgimento dei giovani partecipanti sulle tematiche ambientali attraverso un evento internazionale di questa portata è uno degli obiettivi principali che la Provincia Autonoma di Trento si è posta. L’Universiade unisce sport e vita universitaria all’insegna “dell’eccellenza mente – corpo”, che non può essere slegata dalla qualità dell’ambiente. Ciò che si è voluto trasmettere agli studenti-atleti è la sensibilizzazione verso questo terzo elemento fondamentale che non pregiudica nulla e non implica ulteriori fatiche se non una sensibilità e un approccio diverso nello svolgere senza impatti qualsiasi attività, compresa quella agonistica».

Quello del Trentino rimane comunque un ambiente fragile quanto bello, e le nostre Alpi stanno subendo con particolare forza l’impatto del cambiamento climatico.  La Provincia che ruolo ha scelto di assumere, in questo contesto?

«Il Global Warming sta provocando profondi cambiamenti climatici e le Alpi sono tra i luoghi del pianeta più a rischio. E’ una problematica che va affrontata su scala mondiale perché possa dare risultati concreti, ma ognuno di noi ha la responsabilità di contrastare questo fenomeno anche con i più piccoli comportamenti. E’ vero che potrebbero essere una goccia nel mare, ma il mare è formato da tante gocce. La Provincia Autonoma di Trento per questa ragione ha scelto un ruolo attivo, mettendo in campo tutta una serie di obiettivi che intende realizzare per contribuire all’attuazione della strategia europea 20-20-20 e, in particolare per rispettare la distribuzione degli obiettivi nazionali ripartiti a livello regionale (Burden Sharing), promuovendo lo sviluppo delle fonti rinnovabili, assicurando condizioni di compatibilità ambientale, paesaggistica e territoriale, riducendo le emissioni inquinanti e climalteranti, promuovendo efficienza energetica e risparmio, favorendo la mobilità sostenibile, la ricerca e lo sviluppo di attività di green economy.

Il 26 giugno 2009 l’Unesco ha inserito ufficialmente le Dolomiti nel patrimonio mondiale dell’Umanità. Le Dolomiti sono uniche e come definito al Criterio VII e VIII che motiva la scelta del World Heritage Committee, sono aree di eccezionale bellezza naturale e paesaggistica, esempi eccezionali della storia della terra o di processi e caratteristiche geologici e geomorfologici. Insieme ai referenti delle altre quattro province cui appartengono le Dolomiti –oltre a Trento anche Belluno, Bolzano, Pordenone e Udine – si è pensato alla gestione unitaria delle politiche di conservazione e valorizzazione dei valori del Patrimonio naturale universale, con la costituzione della Fondazione “Dolomiti Unesco”. Siamo convinti che solo una gestione sostenibile ed unitaria di un bene naturale universale tanto fragile come le Dolomiti può garantirne la conservazione».

Parlando di sostenibilità, il Trentino riesce a conquistarsi posizioni di eccellenza in qualsiasi classifica che compari tra loro le regioni italiane. Certamente, è ancora possibile migliorare. Quali sono gli interventi che la Provincia ha in programma, su questo fronte?

«La Provincia Autonoma di Trento ha fissato degli obiettivi e impegni ben precisi per quanto riguarda lo sviluppo sostenibile del nostro territorio. Ricordo l’Atto di indirizzo sullo sviluppo sostenibile approvato dalla Giunta Provinciale nel 2000, riguardante il decennio – 2000/2010 e il Progetto di sviluppo sostenibile per il Trentino del 2001. Nel 2013 l’approvazione del documento strategico “Patto per lo Sviluppo Sostenibile 2010-2020 e oltre – denominato PA.S.SO” nasce dalla volontà di proseguire, migliorare e porre nuovi traguardi sul lungo periodo sempre più ambiziosi».

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