Abusi edilizi a Capoliveri: dopo la stada la Procura sequestra un fabbricato

Legambiente Arcipelago Toscano: Massima severità contro i furbetti del cemento e abbattere gli abusi

[26 ottobre 2015]

Capoliveri sequestro 1

Dopo l’ordinanza del GIP della Procura di Livorno,  il Comando della Stazione dl Corpo Forestale di Portoferraio ha proceduto al sequestro penale preventivo di un fabbricato nel Comune di Capoliveri.

Il CFS spiega in  un comunicato che «Si tratta di un fabbricato ultimato di recente servito da una strada carrabile che nello scorso maggio 2015 era già stata sequestrata in via preventiva dall’Autorità Giudiziaria in quanto realizzata in bosco di pino domestico. A seguito di quelle indagini sono stati rinviati a giudizio quattro indagati in concorso per i reati di abuso edilizio, violazione al vincolo paesaggistico, falso ideologico in atti pubblici ed abuso d’ufficio. I lavori richiesti per la realizzazione del fabbricato riguardavano la traslazione di volumi esistenti, ma l’intervento non è risultato conforme agli strumenti urbanistici vigenti nel comune di Capoliveri. Per la realizzazione del fabbricato sono stati segnalate alla Procura di Livorno tre persone, tutte residenti all’Isola d’Elba, che risultano indagate in concorso per i reati di abuso edilizio, violazione paesaggistica e falso ideologico in atti pubblici.La Procura di Livorno ha poi ritenuto di indagare un ulteriore persona, contestando anche i reati di truffa ed abuso d’ufficio».

Legambiente Arcipelago Toscano, che si era già complimentata con il Comando Stazione del CFS di Portoferraio per il sequestro penale della strada carrabile, aveva segnalato altri interventi in corso nella zona ed invitato l’Amministrazione Comunale di Capoliveri «a verificare se quanto realizzato in precedenza ed in corso di realizzazione  nell’area attraversata e raggiunta dalla strada sequestrata dal CFS, è conforme agli strumenti urbanistici, ai vincoli paesaggistici ricadenti sull’area ed agli eventuali permessi rilasciati dallo stesso Comune».

L’Associazione ambientalista si complimenta nuovamente con il CFS e sottolinea: «Quello che viene da chiedersi ancora una volta, dopo il sequestro di falsi ruderi e gli abusi edilizi capoliveresi finiti nel mirino della magistratura, è come mai nessuno degli Enti preposti, al di fuori del CFS, si fosse accorto di una strada a due corsie aperta in un’area molto visibile e di un abuso edilizio di queste dimensioni in un’area a vincolo paesaggistico e difforme dagli strumenti urbanistici di Capoliveri».

Legambiente Arcipelago Toscano chiede «Massima severità contro i furbetti del cemento che si fanno beffe di leggi, norme e regolamenti e che vengano costretti a ripristinare l’ambiente ed il paesaggio che hanno ferito e a demolire gli abusi che hanno commesso».