Abusi sulla costa dell’Isola d’Elba, la Capitaneria di Porto interviene a Pareti e Portoferraio

I complimenti di Legambiente, «Ma politica e amministrazioni pubbliche non difendono il territorio e le sue bellezze»

[21 febbraio 2017]

La Capitaneria di Porto di Portoferraio ha reso nota una importante operazione di polizia demaniale «a tutela della collettività e del bene comune. Nell’individuazione e discendente attività repressiva di vari illeciti, vengono spesso in aiuto le segnalazioni da parte degli utenti delle stesse spiagge, civicamente attenti a tutte le forme di abuso e privazione del bene pubblico che vanno a danno di tutti. Nello specifico, proprio a seguito di un esposto di una nota Associazione ambientalista, è stato eseguito un sopralluogo sulla proprietà privata confinante con il pubblico demanio marittimo per verificare la conformità di un intervento edilizio eseguito nella fascia costiera nel comune di Capoliveri, rispetto alle autorizzazioni rilasciate dai vari Enti».

In un comunicato stampa, la Capitaneria spiega che «Le prolungate e minuziose attività di indagine effettuate anche mediante l’ausilio di rilievi topografici, hanno permesso di individuare e denunciare alla competente Autorità Giudiziaria una persona residente nel Milanese, ritenuta responsabile per l’irregolare realizzazione di alcune opere eseguite sul pubblico demanio marittimo in violazione sia al Codice della Navigazione che a quello Penale per i presunti reati di occupazione abusiva di demanio marittimo ed invasione di terreni, ritenute gravemente lesive del paesaggio circostante specificamente tutelato nella fattispecie dal D.M. 16/08/1952. Gli agenti accertatori hanno, inoltre, individuato a carico dello stesso soggetto, violazioni al codice dell’Ambiente».

Legambiente si complimenta con la Capitaneria di Porto di Portoferraio per la brillante operazione e ricorda che «La segnalazione era stata fatta nelle scorse settimane a Sindaco di Capoliveri, Soprintendenza e forze dell’ordine da parte di Legambiente Arcipelago Toscano  dopo che Legambiente Toscana aveva  ricevuto la un segnalazione . che che risulterebbe inviata anche  agli uffici del Comune di Capoliveri, nel quale si leggeva: «la presente per denunciare lo sbancamento di un tratto di costa adiacente alla spiaggia di Pareti nel Comune di Capoliveri (Isola d’Elba) con successiva cementificazione con gradini e fondamenta come si vede bene dalle foto allegate scattate dal mare. Simile abuso ha rovinato irrimediabilmente la costa di Pareti e credo che non sia stato autorizzato in alcun modo visto che il lavoro è stato fatto sbancando dall’interno in modo da non essere immediatamente visibile dal mare. Sono state poste anche delle reti per cercare di contenere la caduta massi. Mi auguro che gli uffici indirizzatari della presente mail prendano immediatamente provvedimenti per bloccare questo scempio destinato a peggiorare».

Come segnalava Legambiente Arcipelago Toscano, «L’intervento sembra essere stato realizzato sulla scogliera che divide la spiaggia di Pareti da quella di Morcone, sul lato sinistro spalle al mare. Prima di questo intervento l’area appariva coperta da fitta macchia mediterranea e con la scogliera quasi chiusa, solo con un piccolo e ripido sentiero verso il mare. Già da tempo nella parte più bassa era stata posizionata una casetta di legno, sembrerebbe  per contenere sdraio e ombrelloni, apparentemente senza nessuna platea in cemento. Appare evidente come la scogliera sia stata demolita, dopo il taglio della vegetazione, e siano state realizzate opere altamente impattanti sulla costa e fino al mare, creando di fatto anche una piattaforma/spiaggia artificiale».

Gli ambientalisti concludono: «Il puntuale intervento della Capitaneria di Porto di Portoferraio chiarisce quanto era successo e sanziona l’ennesimo abuso sulla costa elbana, ma ancora una volta emerge la latitanza della politica e dell’amministrazione pubblica elbana nella difesa del bene comune, del territorio e delle sue bellezze».

In un altro caso, La Capitaneria di Porto ha provveduto a «segnalare all’Autorità Giudiziaria livornese tre persone, due residenti a Portoferraio e uno a Livorno, responsabili tutte a vario titolo per aver eseguito una serie di strutture in cemento su un’area al confine con il pubblico demanio, nella fasica costiera nel comune di Portoferraio in zone prossime al demanio marittimo (ex art. 55 del Codice Navigazione) nella quale vi è il vincolo di autorizzazione da parte della Capitaneria di Porto, oltre ad ulteriori difformità relative ad una ristrutturazione interna di un capannone che ospita attualmente una nota attività commerciale. Sono in corso ulteriori indagini al fine di accertare eventuali ed aggiuntive responsabilità».

La Capitaneria di Porto sottolinea che «continuerà a controllare e vigilare per tutta la stagione estiva sulla liceità delle condotte poste in essere sul pubblico demanio marittimo e sul mare a tutela e del cittadino e dei beni pubblici».