ActionAid: «No al land grabbing italiano in Senegal»

[25 giugno 2014]

ActionAid e Peuples Solidaires hanno incontrato l’impresa italiana Tampieri Financial Group per chiederle di ritirare il suo progetto agro-industriale nella regione di Ndiael nel nord del Senegal, che interessa 20.000 ettari di terreno che permettono di sopravvivere a più di 9.000 persone.

Durante l’incontro, avvenuto nella sede italiana del gruppo, i rappresentati del Tampieri Financial Group hanno detto di aver impiegato un nuovo mediatore culturale e di aver avviato un nuovo dialogo con le comunità locali e hanno assicurato che l’impresa d’ora in poi è pronta a mettere in atto un vero processo di consultazione delle comunità locali, anche con il Collectif dei 37 villaggi di Ndiael affectés par le projet, une étape nécessaire selon ActionAid.interessati dal progetto.

Luca De Fraia, segretario generale aggiunto di ActionAid Italia, che ha partecipato all’incontro, ha detto: «Riconosciamo la volontà di Tampieri Financial Group di incontrarci e l’annuncio che il gruppo inizierà un dialogo con le comunità locali, ma rimaniamo preoccupati perché l’impresa non lascerà la regione».

ActionAid ha consegnato al direttore generale del Tampieri Financial Group, Giovanni Tampieri, una petizione firmata da 60.000 persone di tutto il mondo, lanciata insieme a Peuples Solidaires, Collectif des 37 villages de Ndiael, Cncr, Enda Pronat, Re:common, Grain ed Oakland Institute,  che esige che «Tampieri metta fine al progetto che riva le comunità di un accesso essenziale al cibo, all’acqua, al legname da cucina ed alle zone di pascolo per il bestiame».

La società italiana ha ricevuto per decreto dallo Stato senegalese 20.000 ettari,  mentre le comunità della regione di Ndiael si sono viste riconoscere i diritti di proprietà solo su 6.650 ettari.

Le popolazioni della regione di Ndiael, insieme ad ActionAid, Peuples Solidaires ed altre Ong, si stanno battendo perché la Senhuile-Senéthanol, la joint-venture della quale Tampieri detiene il 51% (il restante 49% è detenuto da Sénéthanol SA) «ristabilisca i diritti fondiari e rispetti l’accordo per il quale l’impresa si è impegnata». Senhuile-Senéthanol opera a Ndiael  da più di 2 anni e non ha mai fatto vere consultazioni per ottenere il libero consenso e chiarire il suo progetto  di occupazione delle terre a comunità che da quelle terre dipendono.

De Fraia conclude: «E’ inammissibile che l’impresa si sia semplicemente impadronita delle terre dalle quali dipendono migliaia di persone senza alcuna consultazione o presa in considerazione degli impatti. Noi teniamo di conto della volontà di Tampieri Financial Group di incontrare il Collectif des 37 villages ed attendiamo che l’impresa pubblichi una road-map di consultazioni appropriate. La sola buona decisione che possa prendere Tampieri è quella di mettere fine al progetto e di ristabilire i diritti fondiari delle comunità».