Il dibattito pubblico? «La legge non lo prevede»

Aeroporto di Firenze, il presidente Rossi risponde agli ambientalisti

Nel progetto la pista rimane da 2.400 metri: «Incoerenze con il Pit che dovranno essere risolte successivamente»

[25 febbraio 2016]

parco piana

Il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, ha risposto alle sette domande poste ormai lo scorso dicembre dagli ambientalisti nel merito dell’aeroporto di Firenze. Allora furono Tommaso Addabbo, (Wwf Toscana), Paolo Baldeschi (coordinatore della Rete dei comitati per la difesa del territori), Fausto Ferruzza (presidente Legambiente Toscana), Sibilla della Gherardesca (presidente Fai Toscana) e Mariarita Signorini (presidente Italia Nostra Toscana) a rivolgersi direttamente a Rossi perché chiarisse «i punti più controversi del progetto» e rassicurasse «gli abitanti della Piana, sul fatto che, una volta realizzato, l’aeroporto non peggiorerà le loro condizioni di vita».

In questi giorni il dibattito sul destino della Piana è tornato ad accendersi, e Rossi dà la versione della Regione sull’aeroporto (in allegato la lettera integrale, ndr). Molti i punti toccati nello scambio epistolare, dalla lunghezza prevista per la nuova pista ai perché sul dibattito pubblico mancato attorno al progetto, passando per le molteplici variazioni in tema di impatti ambientali che l’ampliamento di un’infrastruttura di peso come quella dell’aeroporto di Firenze inevitabilmente comporta.

In particolare, per quanto riguarda la lunghezza della pista Rossi afferma che «il progetto esaminato dalla Regione Toscana in sede di procedimento Via statale fa riferimento ad una pista lunga 2.400 metri. La Regione Toscana ha evidenziato, sia in sede di nucleo che con la Deliberazione della Giunta, che sono presenti incoerenze con gli strumenti della pianificazione regionale – PIT – incoerenze che dovranno essere risolte nella fase successiva del procedimento». Nel merito di un altro punto che ha sollevato pesanti polemiche, ovvero la mancanza di un dibattito pubblico sul progetto dell’aeroporto, Rossi risponde che «la legge regionale n.46/2003 […] per le opere di iniziativa privata non prevede l’obbligatorietà del dibattito pubblico», e inoltre il proponente dell’opera non ha espresso iniziative in tal senso; per contro, Rossi nota come il Consiglio regionale abbia espresso l’opportunità di «procedere all’istituzione di un Osservatorio di controllo», ma – come ricordano gli ambientalisti nelle loro domande – è stata la Regione stessa che in passato «si è impegnata ufficialmente a promuovere» un dibattito pubblico sull’aeroporto.

Insomma, come riconosce lo stesso Rossi, possono esistere (come di fatto sembra continuare ad essere) «punti di disaccordo anche profondi» sul destino dell’aeroporto tra Regione e ambientalisti, ma il presidente conclude augurandosi che il confronto con la controparte possa continuare già «nei prossimi mesi, che saranno di cruciale importanza per l’aeroporto di Firenze e la realizzazione del parco agricolo-forestale della Piana». Un percorso ancora lungo, nel quale gli spazi per conciliare positivamente queste due istanze sembrano però farsi ogni giorno sempre più stretti.