Alluvioni e governo del territorio: la “terza via” di Rossi

[20 novembre 2013]

Gli eventi alluvionali ricorrenti, causati da piogge talvolta eccezionali che si stanno ripetendo in Toscana, hanno fatto registrare effetti devastanti con perdita di vite umane e danni alle infrastrutture. Questo quadro ha evidenziato la necessita di incentrare tutta l’azione sulla prevenzione con un netto cambiamento di rotta a partire dal governo del territorio. Cambiamento che è stato annunciato dal presidente della Regione Toscana Enrico Rossi durante convegno “Regole per il buon governo”, oggi a Firenze.

«Abbiamo preso la decisione politica di produrre una svolta forte e radicale nel governo del territorio. La nostra nuova legge urbanistica sarà di grosso impatto, ma è tempo di scelte di questo tipo, anche a livello nazionale, dopo che negli ultimi anni c’è stata una perdita assoluta di attenzione da parte della politica su questi temi». L’incontro di livello nazionale, è stato organizzato dall’assessorato a urbanistica, pianificazione del territorio e paesaggio della Regione Toscana, per discutere insieme a urbanisti, giuristi e addetti ai lavori gli aspetti salienti della proposta di riforma della legge regionale sul governo del territorio, approvata di recente dalla Giunta su iniziativa dell’assessore Anna Marson.

Rossi ha accennato ad alcuni contenuti della nuova legge Toscana di governo del territorio «Zero consumo di suolo, pianificazione sovracomunale, mantenimento alla vocazione agricola dei territori non urbanizzati: questi i principi che devono essere riconosciuti nei piani strutturali, tracciando chiari confini, quasi delle “mura” dell’abitato urbanizzato. Si tratterà poi di discutere su quali meccanismi introdurre per agevolare il recupero e la riqualificazione dell’edificato esistente, con incentivi e misure per ridurre le tempistiche e i carichi burocratici. Ma mi piacerebbe che anche da iniziative come questa venisse uno stimolo a riorientare le competenze a concepire l’attività futura dentro quelle “mura” di cui parlavo prima piuttosto che fuori».

Il presidente ha ricordato che il primo passo in questa direzione è stato compiuto dalla Regione Toscana dopo l’alluvione di Aulla, con la decisione di vietare le nuove edificazioni nelle aree ad alto rischio idraulico, decisione che Rossi si augura venga riproposta a livello nazionale. Atto emblematico e condivisibile poi di fatto bisogna “limitare” le iniziative dei comuni che con varianti e variantine urbanistiche in nome dell’autonomia che hanno sui propri territori, continuano a consumare e ad impermeabilizzare il suolo. Rossi propone una terza via tra “abuso” del territorio e sua imbalsamazione: «Noi non usciremo dalla crisi uguali a prima – ha aggiunto il presidente – Quello che presentiamo oggi fa parte di una idea di sviluppo in cui la riduzione della rendita legata al territorio e al paesaggio è condizione per salvarli e consegnarli intatti alle generazioni future. Il capitale investa dove deve investire, nella ripresa industriale. Credo che il riordino delle città, la ricucitura del loro tessuto interno e la tutela del paesaggio si combini con la ripresa industriale di cui abbiamo bisogno e che è necessaria per produrre ricchezza.

Parlo di uno sviluppo nuovo, che rifugge dal consumo di suolo, ma anche da una Toscana imbalsamata, che finisce solo per vendersi ai turisti attraverso le città d’arte. Non voglio parlare di modello, ma di contributo della Toscana a un regionalismo costituzionale che non è quello delle “piccole patrie”», ha concluso Rossi. L’auspicio è che questo nuovo corso possa risultare efficace alla prova dei fatti, ma soprattutto costituire il trampolino per una concertazione proficua a livello nazionale, che intervenga fattivamente a tutela e valorizzazione delle risorse: oltre alle buone idee, adesso occorrono anche le risorse per renderle reali.