Anche il Fai dice no all’acquisto dell’isola di Budelli da parte dello Stato

[29 novembre 2013]

Dopo l’intervento di Legambiente che ha suscitato scalpore dicendo che era inutile che lo Stato acquistasse un’isola già privata e dove i vincoli del Parco nazionale dell’arcipelago della Maddalena  impediscono di costruire qualsiasi cosa, il fronte degli ambientalisti contrari all’acquisto dell’isola di Budelli si amplia con l’adesione di un’altra grande associazione che si occupa proprio di tutela dei beni: il Fondo ambiente italiano (Fai).

Infatti, intervenendo  al convegno “Sardegna domani!”, organizzato dallo stesso Fai e a Cagliari, il presidente del Fondo, Andrea Carandini, intervistato dai direttori de L’Unione Sarda Anthony Muroni e de La Nuova Sardegna Andrea Filippi, riferendosi al recente emendamento approvato dalla commissione Bilancio del Senato su proposta di Sel ed appoggiato dai Verdi, che permetterebbe all’Isola di Budelli di tornare pubblica, sancendo il diritto di prelazione dello Stato dietro lo stanziamento di 3 milioni di euro, ha detto di non ritenere indispensabile che certi territori siano proprietà pubblica: «Un privato può garantire uno stanziamento di fondi e una salvaguardia paesaggistica che non sempre lo Stato pubblico è in grado di assicurare.  I milioni richiesti per il riscatto dell’isola potrebbero essere utilizzati per il riassetto del territorio e per far si che certi disastri, come la recente alluvione che ha colpito la Sardegna nei giorni scorsi, non provochino la devastazione di cui siamo stati più volte testimoni».

Una posizione non proprio identica a quella di Legambiente, quella del sindaco de La Maddalena e di diversi parlamentari del Pd, ma che arriva alle stesse conclusioni.