Fine della dittatura del prezzo più basso e più qualità

Appalti Ue: oltre alla figuraccia di Salvini c’è di più e di assai meglio

La nuova direttiva non impone privatizzazioni dei servizi pubblici e dell’acqua

[16 gennaio 2014]

In Italia le nuove norme dell’Unione europea in materia di appalti pubblici e concessioni approvate dall’Europarlamento rischiano di far notizia solo per la sfuriata («Vai a lavorare invece di stare in Tv, fannullone!») che, in italiano essenziale ma efficacissimo,  il relatore, il pacioso ma gigantesco socialista  belga di origini italiane Marc Tarabella (nella foto), ha fatto al presidente della Lega Nord Matteo Salvini che, pur essendo uno dei correlatori e non avendo praticamente mai partecipato ai lavori per redigere il testo, accusava chi ha elaborato la proposta di aver prodotto aria fritta.

Invece si tratta di novità importanti che dovrebbero garantire «Una qualità e un rapporto qualità-prezzo migliori quando le autorità pubbliche acquisteranno o affitteranno forniture, opere o servizi». L’europarlamento è convinto che «Sarà inoltre più facile per le piccole e medie imprese presentare offerte e le nuove regole includono disposizioni più severe in materia di subappalto».

La nuova normativa, già concordata con il Consiglio europeo nel giugno 2013, modifica le attuali norme sugli appalti pubblici comunitari: «Per la prima volta, sono stabilite norme comuni Ue in materia di contratti di concessione, per promuovere una concorrenza leale e garantire il miglior rapporto qualità-prezzo, introducendo nuovi criteri di aggiudicazione che pongono maggiormente l’accento su considerazioni ambientali, aspetti sociali e innovazione», sottolinea una nota del Parlamento europeo.

Attualmente le amministrazioni pubbliche nell’Ue spendono circa il 18% del Pil per appalti di forniture, opere o servizi, facendo così degli appalti una leva decisiva per il raggiungimento di obiettivi sociali specifici.

Tarabella, dopo aver sistemato Salvini, ha detto che «Le nuove regole inviano un segnale forte ai cittadini, che hanno il diritto di vedere il denaro pubblico utilizzato in modo efficace. Grazie al nuovo criterio  “most economically advantageous tender”  (Meat – offerta economicamente più vantaggiosa) nella procedura di aggiudicazione, le autorità pubbliche saranno in grado di mettere più enfasi su qualità, considerazioni ambientali, aspetti sociali o innovazione, pur tenendo conto del prezzo e dei costi del ciclo di vita dei prodotti o dei servizi. I nuovi criteri porranno fine alla dittatura del prezzo più basso e, ancora una volta, la qualità sarà il punto focale».

Il relatore per i contratti di concessione, il gollista francese Philippe Juvin, uno di quelli che applaudiva di più quando Tarabella “sistemava” il capo della Lega Nord,  ha aggiunto: «Anche le nuove norme in materia di contratti di concessione rappresentano un importante segnale in favore di un rafforzamento del mercato interno. Esse creano un ambiente economico sano, dal quale tutti gli attori, compresi le autorità pubbliche, gli operatori economici e, in ultima analisi, i cittadini dell’Ue, potranno trarre beneficio. Adesso, le regole del gioco saranno rese note a tutti».

Nonostante la Lega Nord la pensi diversamente, gli eurodeputati che hanno lavorato alla questione si sono dati molto da fare, e  con successo, per introdurre  una procedura del tutto nuova che punta a rafforzare soluzioni innovative negli appalti pubblici e dicono che «I nuovi “partenariati per l’innovazione ” consentiranno alle autorità pubbliche di indire bandi di gara per risolvere un problema specifico, senza pregiudicarne la soluzione, lasciando così spazio alle autorità pubbliche e all’offerente per trovare insieme soluzioni innovative. La procedura di gara per le imprese sarà più semplice, grazie a un “documento unico europeo di gara” standard, basato sull’autocertificazione. Solo il vincitore dovrà fornire la documentazione originale». La Commissione europea stima che «L’onere amministrativo per le imprese sarà ridotto di oltre l’80%. Per facilitare l’accesso delle piccole e medie imprese agli appalti pubblici, le nuove norme incoraggiano anche la suddivisione dei contratti in lotti».

Ci sono anche regole più severe in materia di subappalto: «Per combattere il dumping sociale e garantire che i diritti dei lavoratori siano rispettati, le nuove leggi comprenderanno norme per il subappalto e disposizioni più severe sulle “offerte anormalmente basse”. I contraenti che non rispettano la normativa Ue sul lavoro possono essere esclusi dalla presentazione di offerte».

L’accordo sulle nuove norme Ue per le concessioni ricorda che «Gli Stati membri restano liberi di decidere come desiderino siano eseguiti i lavori pubblici o erogati i servizi, in-house o esternalizzandoli a società private» e a nuova direttiva «Non impone la privatizzazione delle imprese pubbliche che forniscono servizi al pubblico». Inoltre, gli eurodeputati hanno riconosciuto «La particolare natura dell’acqua come un bene pubblico», accettandone l’esclusione dal campo di applicazione delle nuove regole.

Le direttive entreranno in vigore 20 giorni dopo la loro pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea. A partire da tale data, gli Stati membri avranno 24 mesi per trasporre le disposizioni delle nuove norme nel diritto nazionale.

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