Approvato senza modifiche (e col condono) il Decreto terremoto, Legambiente: «Un pessimo segnale»

Gli ambientalisti: «Il primo provvedimento approvato in questa legislatura contiene un condono edilizio»

[20 luglio 2018]

E’ passato alla Camera, senza le modifiche chieste dagli ambientalisti, dall’opposizione di sinistra e dall’Anci Marche, il Decreto terremoto e il Vicepresidente nazionale di Legambiente, Edoardo Zanchini, sottolinea che «La promessa del Governo di migliorare alla Camera il testo del decreto terremoto, approvato al Senato, inspiegabilmente non è stata mantenuta. C’erano tutti i tempi per entrare nel merito e correggere gli errori del decreto tra cui, quello pesantissimo, del condono edilizio e invece si è perso solo tempo tra Commissione e Aula. E soprattutto è stato innalzato un inspiegabile muro contro ogni richiesta di correzione del testo arrivando ad approvare oggi, senza modifiche, un provvedimento che riapre così i termini del condono edilizio del 2003. Non era mai successo che un evento calamitoso portasse a riaprire i termini della sanatoria. In questo modo si crea un precedente pericoloso, perché da domani altri territori potranno chiedere di non essere discriminati e avere anche loro il diritto alla sanatoria dopo una calamità naturale».

Per Zanchini  «Il decreto rappresenta, dunque, un pessimo segnale e un passo indietro sul rispetto dei principi e delle regole che definiscono il patto di convivenza e di responsabilità tra i cittadini. La maggioranza che sostiene il Governo del cambiamento l’ha fatto, grazie anche al voto favorevole al Senato delle opposizioni. Legambiente continuerà a vigilare, a denunciare ogni forma di illegalità e a ribadire che per far decollare la ricostruzione nelle zone post sisma servono soluzioni di altro tipo a partire da interventi di sostegno ai Comuni, di semplicità e trasparenza nelle procedure, di innovazione, di qualità del lavoro, di partecipazione reale dei cittadini».

Anche Liberi e Uguali ha votato il Decreto «Per senso di responsabilità»,  ma illustrando la posizione della sinistra in aula, Roissella Muroni è stata durissima col governo M5S-Lega: «Il DL Terremoto appena approvato è arrivato in Aula blindato e così è rimasto. Con una chiusura totale e vaghi impegni a parole da parte di maggioranza e governo sulle mirate proposte migliorative presentate dalle opposizioni, prima in Commissione e quindi all’Assemblea. Un atteggiamento che è un tradimento degli impegni presi con le popolazioni colpite dal sisma e non aiuterà il rilancio della ricostruzione nel segno della qualità».

La deutata di Leu sottolinea che «La soluzione al problema delle difformità edilizie che stanno frenando la ricostruzione non può essere quella di riaprire di fatto i termini del condono edilizio del 2003. La maggioranza avrebbe dovuto riflettere di più. Servirebbe piuttosto un intervento di sanatoria che parta dal rispetto di tutte le norme urbanistiche e di sicurezza vigenti, che metta sotto controllo il patrimonio edilizio e punti a una ricostruzione sicura e sostenibile. Senza creare pericolosi precedenti.
Questo decreto non basterà, la chiusura del Governo fa perdere un’occasione ai territori del sisma. Ma per dare almeno alcune delle risposte necessarie alle comunità colpite»