Che ne pensano i candidati alle elezioni campesi?

Autostrada Formicaio – Galenzana: aveva ragione Legambiente

Legambiente: altro che «tutto a posto», numerose irregolarità urbanistiche e tecniche. Ora chiarisca anche il Parco

[27 marzo 2017]

L’ordinanza dirigenziale n. 7 del 24/3/2017 dell’Area tecnica del Comune di Campo nell’Elba, che sospende per 5 mesi  l’efficacia della Segnalazione certificata di inizio attività (Scia) con la quale la Scat di Giorgio Vinai ha costruito un’autostrada la dove c’erano sentieri e cesse dell’Enel, al confine del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano e di una Zona speciale di conservazione (Zsc)  e Zona di protezione speciale (Zps), fa giustizia della disinformazione sparsa a piene mani su una vicenda che è il culmine delle prepotenze e degli abusi perpetrati per anni a Galenzana, dentro e fuori l’area protetta.

Il Commissario Prefettizio del Comune di Campo nell’Elba aveva già ordinato l’8 febbraio scorso la sospensione dei lavori dopo le segnalazioni e le proteste di cittadini campesi e di Legambiente che avevano portato a un sopralluogo dei Carabinieri Forestali e dl Parco con conseguente sequestro giudiziario dl sentiero largo poco più di un metro  trasformato in autostrada larga oltre 5 metri-

Il Comune aveva rilevato «carenze documentali oltre a difformità con quanto dichiarato, tra cui: 1 Realizzazione di opera di rinfianco della strada con muro a gravità costituito da pietrame di recupero di grande pezzatura di 2 metri di altezza, misurata nel punto più alto, per una lunghezza di 6,7 metri di base e 10 metri alla sommità, in difformità dalla Scia 56/2016 e priva della preventiva autorizzazione paesaggistica e dell’autorizzazione ai fini del vincolo idrogeologico, nonché del deposito al Genio Civile; 2 mancata dichiarazione in tema di riutilizzo di terre e rocce da scavo ai sensi dell’art. 41bis del DL n. 69 del 21/06/2013; 3 tardiva comunicazione agli uffici comunali dell’affidamento dei lavori da parte del committente all’impresa edile, ai sensi dell’art. 141 comma 8 della LRT 65/2014; 4 tardiva presentazione della dichiarazione di accettazione dell’incarico da parte della ditta affidataria dei lavori, prevista nell’Allegato D della Regione Toscana; 5 tardiva presentazione della dichiarazione di accettazione dell’incarico da parte del

professionista in qualità di progettista e direttore dei lavori, prevista nell’Allegato D della Regione Toscana;

dall’Arch. Emanuele Albarello»

E’ proprio l’Arch. Albarello, quello che rispondendo a Legambiente disse che era tutto a posto, a fare una ricostruzione della vicenda abbastanza incredibile, visto che afferma: «che la struttura indicata nell’osservazione è da intendersi come precaria». Secondo l’Arch. Albarello, non ci sarebbe alterazione permanente dello stato dei luoghi e quindi non sarebbero necessari né l’autorizzazione paesaggistica  né il deposito al genio civile. Per la Scat di Vinai è tutto a posto anche per quanto riguarda le  terre e rocce da scavo  e per l’individuazione dell’impresa

Una ricostruzione che non convince per niente l’Area tecnica del Comune di Campo nell’Elba, che ricorda che  «l’oggetto di intervento riguardava un intervento di manutenzione della viabilità esistente, con ampliamento della sede stradale. Le tavole di progetto non prevedevano in nessun tratto la modifica di altezza del piano stradale. La necessità di realizzare il muro a gravità, identificato dal progettista come opera provvisionale, è nata da una modifica di altezza della sede stradale realizzata in modo difforme dai disegni progettuali depositati all’Ufficio Tecnico. In quanto opera provvisoria, l’Ufficio Tecnico prende atto che il piano stradale rimarrà quello originario presentato nelle tavole e che l‘opera provvisionale verrà rimossa entro il termine dei lavori. Al riguardo l’Ufficio Tecnico si riserva di porre un quesito ufficiale alla Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici di Pisa circa la necessità di sottoporre ad autorizzazione paesaggistica l’opera provvisionale in oggetto». Ma il Comune evidenzia anche che «il progettista nel modulo di asseverazione ha dichiarato che l’intervento era relativo ad opere di trascurabile importanza ai fini della pubblica incolumità, di cui all’art. 156 della LRT 65/2014, art. 12 del DPGR 36/R/2009. Emerge dunque che la stessa opera provvisionale avrebbe dovuto essere sottoposta a deposito del progetto al Genio Civile. I muri a gravità di queste dimensioni infatti non rientrano tra quelle di trascurabile importanza ai fini della pubblica incolumità (…) così come non vi rientrano le opere provvisionali in quanto tali». Per questo, l’Ufficio Tecnico ha inoltrato una segnalazione al Genio Civile di Livorno.

Il Comune fa anche notare che nella Scia il progettista ha dichiarato che «in quanto opere di modesta entità che non interessano le specifiche normative di settore, i lavori sono eseguiti in prima persona, senza alcun affidamento a ditte esterne», mentre il cartello di cantiere (e le foto scattate da Legambiente) attestano che i lavori – non certo di modesta entità – sono stati realizzati dall’Elba Servizi Immobiliari. Solo dopo il sopralluogo del il 10 gennaio  dei tecnici del Comune, il progettista ha comunicato la presenza in cantiere della ditta.  Per questo il Comune ha segnalato all’Asl tutta la vicenda, affinché valuti la correttezza dei procedimenti adottati ed emetta eventuali provvedimenti ritenuti necessari;

Dispiace che nell’ordinanza dirigenziale venga utilizzata una formula ambigua: «Rilevato che l’intervento di manutenzione straordinaria di viabilità esistente ricade esternamente al confine del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano ed esternamente al SIR/SIC/ZPS n. 58 Monte Capanne e Promontorio dell’Enfola (IT5160012) che fa parte della Rete Natura 2000», infatti nella cartografia del Piano del Parco il sentiero trasformato in autostrada costituisce in realtà, come confermato dal responsabile dell’Ufficio Tecnico del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano in un  recente Consiglio Direttivo dell’Ente Parco, il confine del Parco Nazionale nel primo tratto che sale dal Formicaio e poi il confine della Zsc/Zps nel tratto successivo, quindi, ogni ampliamento, escavo, rimozione di terra, abbattimento di vegetazione, passaggio di mezzi pesanti e motorizzati effettuato sul lato destro del primo tratto del sentiero ricade nel Parco nazionale ed avrebbe avuto bisogno di un nulla-osta che non c’è, mentre la Valutazione di incidenza doveva essere approvata dal Parco, cosa che non è avvenuta.

Lo ammette infatti la stessa ordinanza, nella quale si legge che «l’intervento in oggetto avrebbe dovuto anch’esso essere sottoposto a Valutazione di Incidenza, rientrando nei casi di cui all’art. 88 comma 4, lettera a) punto 2 della LRT 30/2017. Il Comune cita anche l’art. . 93 comma 2 della LRT 30/2015: «Nel caso di opere ed interventi realizzati senza la previa sottoposizione alle procedure di valutazione di incidenza o in violazione delle medesime disposizioni e nel caso di difformità sostanziali da quanto disposto dai provvedimenti finali dei procedimenti svolti ai sensi della presente legge, l’autorità competente, valutata l’entità del pregiudizio ambientale arrecato e di quello conseguente all’applicazione della sanzione, dispone la sospensione dei lavori e può disporre la demolizione ed il ripristino dello stato dei luoghi e della situazione ambientale a cura e spese del responsabile, definendone i termini e le modalità». Per questo l’Ufficio Tecnico «provvederà a segnalare le circostanze all’Autorità Competente in materia di Valutazione di Incidenza (Direttore Ambiente ed Energia – Settore Tutela della Natura ed Energia) affinché prenda i necessari provvedimenti».

La sospensione della Scia seve a «ricevere dagli enti competenti le opportune valutazioni sugli interventi realizzati e per dare il tempo agli enti coinvolti di esprimersi sui provvedimenti di loro competenza da adottare, riservandosi di indire apposita conferenza dei servizi al fine di coordinare le attività degli enti stessi e coordinare i provvedimenti inerenti l’intervento».

Anche per questo, Legambiente Arcipelago Toscano invita il Parco Nazionale a fare come il Comune di Campo nell’Elba e a rendere noti gli atti relativi alla vicenda dell’autostrada Formicaio-Galenzana e ad altri abusi e violazioni di nulla-osta realizzati nell’area.

E’ chiaro che con la sospensione di 5 mesi della Scia la patata bollente di Galenzana passerà nelle mani del prossimo Sindaco e della prossima giunta di Campo nell’Elba, per questo Legambiente, facendosi interprete delle preoccupazioni di molti cittadini, continua a chiedere alle forze politiche e ai candidati sindaco campesi di esprimersi chiaramente, prima delle elezioni, su cosa intendono fare per Galenzana e a Galenzana in caso di vittoria elettorale.