Autostrada Tirrenica: alla Regione piacciono le modifiche Sat. Legambiente: «Le criticità rimangono tutte»

Appello ai sindaci: tenere fede al fronte unitario e compatto

[2 marzo 2017]

Secondo  l’assessore regionale toscano ai trasporti e infrastrutture, Vincenzo Ceccarelli,  quella della Conferenza dei servizi per l’Autostrada Tirrenica, convocata a Roma il 28 febbraio dal ministero  delle infrastrutture, è stata «Una riunione positiva».  Ceccarelli spiega che «Nessuno potrà più parlare del progetto come era stato presentato da Sat nell’avviare la procedura. I tecnici della società proponente hanno infatti analizzato tutte le osservazioni fatte dai soggetti territoriali e hanno individuato soluzioni migliorative, ufficializzate nell’ambito della Conferenza. Ho registrato un buon clima e credo che con la trasmissione degli atti potrà essere avviata un’ultima fase di confronto costruttiva, utile per consentire di portare a realizzazione un’opera attesa da decenni, lungo una direttrice di interesse locale, nazionale ed europeo».

Fra trenta giorni è prevista una nuova riunione della Conferenza, ma Legambiente non è affatto convinta e ribadisce che  «L’unica soluzione relativa al corridoio tirrenico rimane la messa in sicurezza e l’adeguamento dell’Aurelia. Le proposte presentate dalla Sat durante la conferenza dei servizi non sono accettabili».

All’incontro erano presenti anche i Comuni interessati alla definizione del progetto e Legambiente «invita caldamente i sindaci di Grosseto, Magliano in Toscana, Orbetello e Capalbio a tenere fede al fronte unitario e compatto che si è manifestato domenica scorsa con manifestazione ad Orbetello, oltre tutto partecipatissima da cittadini, associazioni e comitati».

Secondo  Angelo Gentili, della segreteria nazionale di Legambiente, «Le proposte aggiuntive presentate da Sat nel corso dell’ultima conferenza dei servizi non sono assolutamente accettabili perché le forti criticità della proposta rimangono tutte: dal pedaggio salatissimo alle complanari strette ed inadeguate, oltre alle problematiche sul rischio idrogeologico, l’impatto ambientale negativo sul parco e le aree più sensibili. Inoltre è assurdo che non sia stata fatta alcuna comparazione con la possibilità di messa in sicurezza dell’Aurelia, che a nostro avviso rimane la soluzione più economica, meno impattante e adatta alle esigenze del territorio. Chiediamo alla RegioneToscana e al presidente Rossi di rivedere la propria posizione trasformando la strada pubblica Aurelia in una superstrada senza pedaggio, invece di continuare a supportare un progetto autostradale fortemente problematico che non è più accettato dal territorio. Chiediamo anche ai sindaci dell’area nord della Maremma, alle categorie produttive degli agricoltori,esercenti, artigiani e albergatori, di sostenere questa ipotesi dando un’idea unitaria del territorio e chiedendo una soluzione trasportistica e stradale che rispetti maggiormente lo sviluppo basato su agricoltura, turismo e tutela dei beni ambientali».

Il Cigno Verde maremmano conclude: «Occorre mettere le basi per la realizzazione di un progetto di messa in sicurezza dell’Aurelia che, diviso in lotti diversi e partendo dai tratti più pericolosi a due corsie e dall’eliminazione degli ingressi a raso, restituisca dignità al corridoio tirrenico, adeguandolo e trasformandolo in un’arteria sicura e modernaChiediamo a tal proposito al ministero delle infrastrutture di finanziare un primo stralcio legato all’apertura dei cantieri per la messa in sicurezza dell’Aurelia, che continua a essere una delle strade più pericolose d’Italia, in termini d’incidentalità, e che non può essere abbondonata nello stato in cui versa ormai da molti anni».