Da un'analisi del progetto troppe criticità

Autostrada Tirrenica, Legambiente: «Taglierebbe in due la Maremma»

«Quasi impossibili spostamenti locali. La messa in sicurezza dell'Aurelia unica scelta possibile»

[23 novembre 2016]

Da  tempo Legambiente dice che l’Autostrada Tirrenica è una follia e che la messa in sicurezza dell’Aurelia è l’unica alternativa possibile e oggi gli ambientalisti affermano che «Questa posizione è ancora più marcata dopo l’analisi del progetto predisposto dalla Sat che presenta evidenti criticità. Nei quasi 57 chilometri tra il confine con il Lazio e Grosseto, il progetto prevede di ridurre il numero delle entrate e delle uscite a soli 5 svincoli, non tenendo conto del fatto che oggi l’Aurelia è una fondamentale arteria per gli spostamenti locali. La cancellazione delle uscite comporterebbe spostamenti difficilissimi tra i centri e le frazioni per raggiungere le stazioni e le spiagge, il Parco della Maremma e l’oasi di Burano, isolando le comunità di Capalbio, Rispescia e Grosseto. Le conseguenze impatterebbero in maniera decisamente preoccupante sullo sviluppo di questo territorio».

Angelo Gentili, della segreteria nazionale di Legambiente e responsabile nazionale Turismo, aggiunge: «Ribadiamo oggi con ancora più forza che la scelta migliore per quanto riguarda il corridoio Tirrenico rimane la messa in sicurezza e adeguamento dell’Aurelia –trasformandola in una superstrada a quattro corsie e risolvendo così le gravi  problematiche legate alla sicurezza, attraverso un collegamento viario efficace e moderno sull’asse tirrenico. Continuare a parlare di autostrada è del tutto incompatibile con le esigenze della Maremma Toscana, oltre ad avere un impatto negativo sul territorio perché rende difficilissimi gli spostamenti locali. Il modello autostradale è inoltre in conflitto con le scelte di sviluppo intraprese in questa zona sia in campo agroalimentare che turistico. La Maremma si sta imponendo come terra di turismo di qualità che ha i suoi punti di forza su peculiarità ambientali uniche a livello nazionale e su produzioni agroalimentari d’eccellenza che, insieme, fanno di questo territorio una meta del turismo slow, del benessere e degli stili di vita sostenibili».

Ecco cosa emerge dall’analisi del progetto fatta dal Cigno Verde: «Risulta una situazione davvero preoccupante tra Grosseto sud e Fonteblanda: in 18 chilometri si avrebbe un solo svincolo ad Alberese ed esclusivamente per chi viene da sud. Le uscite verso Montiano, Rispescia, Cupi, Monte Maggiore e Collecchio sparirebbero, sacrificando l’accesso a siti d’interesse come il Parco della Maremma che rimarrebbe praticamente isolato e accessibile solo da Alberese in direzione sud con una viabilità secondaria completamente inadeguata. Una situazione pressoché identica vede protagonista l’area tra Ansedonia e Montalto di Castro, in cui l’Aurelia svolge un ruolo non solo di collegamento di lunga distanza ma anche di distribuzione, data la ridotta capacità sia della litoranea che della Pedemontana.  In questo tratto di oltre 20 chilometri l’unico svincolo sarebbe a Capalbio, rendendo complessi sia gli spostamenti per chi vive nella zona che l’accesso a Capalbio Scalo, alla stazione e al mare. A sparire, in questo caso, sarebbero le uscite a La Torba, Doganella, Capalbio scalo, Casale Brizzi e Chiarone, gravando sulla viabilità secondaria, peraltro inadeguata, e rendendo praticamente impossibili gli spostamenti in un territorio così ampio. Inoltre nel tratto a sud l’autostrada, diventando un’ulteriore barriera, aggrava ulteriormente le già difficili problematiche sul rischio idrogeologico del territorio, specialmente nell’area di Albinia, già duramente colpita dall’alluvione, dove invece la messa in sicurezza del territorio deve rimanere la priorità assoluta.

Fausto Ferruzza, presidente Legambiente Toscana, conclude: «E’ evidente che la soluzione attualmente in discussione risulta essere del tutto slegata dalle esigenze del territorio, senza tenere conto del funzionamento degli spostamenti locali. A guidare le scelte progettuali non possono essere le esigenze della Società autostrade per l’Italia, realizzando un’autostrada in un’area dove i flussi di traffico non la giustificano affatto. L’area interessata si troverebbe stravolta da una barriera autostradale invalicabile tra le colline e il mare, ma al contempo isolata e danneggiata nelle sue prospettive turistiche. Per questo chiediamo alla Regione Toscana e ai Sindaci di ripensare la mobilità in questa parte della Maremma, attraverso un Aurelia finalmente sicura e a quattro corsi, il potenziamento dell’asse ferroviario e la realizzazione della ciclopista tirrenica».