Il 20 dicembre assemblea pubblica a Rispescia

Autostrada Tirrenica: oltre al danno la beffa. Si vuole trattare la Maremma come un territorio di serie B

Maremma più isolata con pochi svincoli, pedaggi carissimi e impatto ambientale

[15 dicembre 2016]

Legambiente si scaglia nuovamente contro il progetto di Autostrada Tirrenica e, confermando tutte le critiche  già espresse più volte sull’impatto ambientale, «alla luce di quello che sembra essere stato confermato in occasione dell’incontro con i Sindaci, chiede con forza agli enti locali, ai Comuni coinvolti e alle categorie economiche del territorio di sollecitare la Regione Toscana e il Governo centrale ad una revisione del progetto autostradale, verso la scelta di una soluzione meno impattante, più economica e più veloce da realizzare, che a nostro avviso rimane la messa in sicurezza dell’Aurelia in tutto l’asse tirrenico».

Angelo Gentili, della segreteria nazionale di Legambiente, sottolinea: «Chi pensava all’autostrada come il modo per risolvere tutte le problematiche legate alla viabilità si sbagliava di grosso! La Maremma viene trattata come un territorio di serie B con un’autostrada che non si ripaga grazie al pedaggio tanto da rendere impossibile l’esenzione dei residenti e che quindi, oltre a impattare sul territorio dal punto di vista ambientale, non lascia spazio alle proposte dei Comuni, alle esigenze della popolazione e ancor meno a quelle delle imprese locali. Serve equità di trattamento con quanto accordato ai Comuni a nord di Grosseto. Chiediamo di realizzare una superstrada senza pedaggio, che tenga conto dei collegamenti interni e garantisca la sicurezza, sia a sud di Grosseto che a nord del capoluogo dove, del resto, è già stata prevista una soluzione simile. Il malcontento espresso dalla popolazione coinvolta nel progetto sta crescendo sempre più e chi amministra la Maremma, così come chi governa la nostra Regione, deve ascoltare con attenzione le obiezioni sollevate prima che sia troppo tardi».

Secondo il Cigno Verde maremmano, «I residenti di Grosseto, Orbetello, Magliano in Toscana e Capalbio sarebbero isolati e costretti a utilizzare una viabilità secondaria inadeguata per non incorrere in un pedaggio salato: circa 10 euro da Capalbio a Grosseto. Bastano pochi esempi per dimostrare l’assurdità dell’opera e la sua non funzionalità: il totale isolamento del Parco della Maremma e delle frazioni di Rispescia e Alberese con un’unica uscita ad Alberese solo per chi viene da sud; la mancanza di collegamenti per Grosseto e la medesima situazione che si ripete a Orbetello (dove rischiano di rimanere intrappolate le aree artigianali, senza contare gli effetti sul centro abitato di Albinia e Orbetello Scalo) e Capalbio (solo un’uscita senza Capalbio scalo, negando quindi il collegamento con il mare e con la stazione)».

Legambiente ribadisce «l’impatto ambientale e naturalistico dell’opera sulle delicate aree della laguna di Orbetello e dell’oasi di Burano, oltre al Parco della Maremma, dove solo i cantieri occuperanno 2 ettari dell’area protetta. E che dire dei gravissimi rischi dal punto di vista idrogeologico? Albinia, già martoriata dall’alluvione, potrebbe ritrovarsi per colpa dell’autostrada l’ennesimo tappo per possibili eventi catastrofici senza tenere conto della compatibilità dell’intervento con i progetti già previsti».

Per questo l’associazione ambientalista invita cittadini, rappresentanti istituzionali e delle associazioni di categoria a partecipare all’assemblea pubblica che si terrà il 20 dicembre alle ore 15.30 nella sede di Legambiente a Rispescia, alla quale interverranno  rappresentanti nazionali dell’associazione, per fare il punto della situazione e illustrare in modo più analitico le forti criticità del progetto autostradale.