Salvini si smarca: «No a ogni ipotesi di condono per abusi edilizi», Renzi: «Berlusconi è prevedibile, il condono edilizio è la proposta che spunta sempre nell'ultimo mese»

Berlusconi promette un nuovo condono edilizio. Grasso: «È una idea criminale»

Legambiente: basta condoni e promesse di legittimare gli abusi. Wwf: pessimo affare per l’Italia e le casse degli Enti Locali

[7 febbraio 2018]

Eravamo stati facili profeti, nel commentare la proposta di legge sul consumo di suolo avanzata ieri dal Forum Salviamo il Paesaggio, a dire che sarà difficile che il Parlamento che uscirà dalle elezioni del 4 marzo – che i sondaggi dicono che rischia di essere dominato dai Partiti dei condoni e da chi ha bloccato le proposte di legge sul consumo di suolo – accolga con favore il progetto, A confermare clamorosamente i nostri sospetti  è stato Silvio Berlusconi, ormai senza freni, che oggi a Radio 24  ha pronunciato una frase che in qualsiasi altro Paese civile verrebbe definita istigazione a delinquere: «Bisogna cambiare le regole: chi deve costruire una casa o aprire un’attività commerciale non dovrà più aspettare anni per permessi e licenze. Dovrà dichiarare l’inizio dell’attività e assumersi la responsabilità di rispettare le leggi. Solo dopo verranno i controlli». E’ evidentemente un nuovo colossale condono e Berlusconi risponde sprezzante: «Chiamatelo come volete, l’importante è che si cambino queste regole attuali». 

Ferma la risposta di Pietro Grasso per Liberi e Uguali: «Berlusconi ha proposto un altro condono edilizio. Come se il territorio italiano non fosse già abbastanza ferito e fragile. Niente più condoni. Lo abbiamo sempre detto e lo ribadiamo. È l’idea dell’illegalità che diventa condonata, così come chi evade le tasse è giustificato perché le tasse sono alte. Questa idea dell’illegalità è una idea criminale».

Grasso ha parlato della nuova ipotesi di condono edilizio insieme a Rossella Muroni e Lucio Cavazzoni, che è stato presidente del principale distributore di cibo biologico in Italia, che hanno presentato le idee di Liberi e Uguali per l’ambiente e hanno parlato di «Mettere in sicurezza il territorio dai rischi idrogeologici, non di condonare abusi edilizi».

Dal nuovo condono berlusconiano prende anche le distanze da destra il suo alleato Matteo Salvini, che ha cercato subito di smarcarsi: «Rilanciare l’edilizia è fondamentale, togliendo burocrazia e tagliando tasse folli come l’Imu su capannoni e negozi sfitti. Bisogna anche bloccare le aste giudiziarie al ribasso, che falsano il mercato. Ma dico no, dico fortemente no, a ogni ipotesi di condono per abusi edilizi: il nostro territorio è già troppo cementificato, occorre abbattere tutte le costruzioni abusive, a partire dalle zone più a rischio».

Sulla questione interviene anche il segretario del PD Matteo Renzi: «Berlusconi propone un condono edilizio. E capisci che mancano tre settimane alle elezioni: lui ormai è prevedibile, il condono edilizio è la proposta che spunta sempre nell’ultimo mese. Sempre quella, la fantasia al potere. Salvini aspetta di conoscere la nazionalità del colpevole dell’ultimo fatto di cronaca. Se per caso è italiano e non è di colore, propone nei giorni pari di uscire dall’Euro e nei giorni dispari di rilanciare contro il condono edilizio e contro Berlusconi. Del resto l’alleanza che quei due hanno fatto vale solo per prendere i seggi, mica per governare».

Il direttore generale di Legambiente , Stefano Ciafani, è sconsolato: «Non sono bastati gli scempi consumati finora, gli ecomostri che devastano il territorio, le vittime del dissesto idrogeologico alimentato anche dall’abusivismo edilizio, gli affari delle ecomafie. Ancora una volta in Italia si vogliono premiare i furbi e per raccogliere voti, in questa campagna elettorale, torna la promessa di un nuovo e scellerato condono edilizio, che non guarda in faccia nessuno e che dimentica le illegalità consumate fino ad oggi, giustificando l’abusivismo di necessità. Una promessa, gravissima e irresponsabile, che non fa bene a nessuno, agli italiani, all’ambiente e ai territori e a tutti coloro che rispettano la legge. Il Paese ha bisogno di ben altre cose: di interventi concreti di messa in sicurezza dei territori, di legalità, riqualificazione del patrimonio edilizio e rigenerazione urbana, e interventi di risanamento ambientale, non più rimandabili, per evitare tristi pagine come quella di Bagnoli. Sono questi gli interventi e le sfide di cui si dovrebbe parlare e che dovrebbero essere al centro della prossima legislatura, e non l’assurda e insensata politica dei condoni».

Legambiente ricorda che «Secondo gli esperti, i tre 3 condoni sono stati una sciagura per le casse dello Stato e dei comuni con una spesa per urbanizzazioni colossale a fronte di quanto pagato dagli abusivi» e Cifani aggiunge: «La politica dei condoni ogni volta produce un nuovo abusivismo, moltiplica i cantieri illegali, saccheggia ed espone a nuovi rischi i territori, blocca i tentativi coraggiosi di procedere agli abbattimenti, che se pure con difficoltà in qualche parte d’Italia si cominciano a fare. L’abbattimento delle costruzioni fuorilegge è la migliore cura preventiva contro il vecchio e nuovo abusivismo. Alla prossima legislatura chiediamo una modifica normativa per far passare la competenza sugli abbattimenti dai comuni allo stato attraverso le prefetture».

Il Cigno Verde ricorda che «In Italia l’abusivismo edilizio rimane una vera e propria piaga. Accanto al vecchio abusivismo, nasce imperterrito, ogni anno, quello nuovo. Secondo le stime del Cresme Consulting, nel 2016, tra nuove costruzioni e ampliamenti di edifici esistenti, gli abusi commessi sarebbero circa 17.000. Sul fronte dei sequestri e le ordinanze di demolizione, stando ai dati raccolti in Ecomafia 2017 nel 2016, nel ciclo del cemento, sono state accertate 4.426 infrazioni, sono state denunciate 5.662 persone e compiuti 11 arresti, mentre i sequestri sono stati 1.166. La Campania si conferma la regione leader per quanto riguarda il cemento illegale, con il 17,3% dei reati, seguita dalla Puglia con il 10,1%, dalla Calabria con il 9,3% e dal Lazio con l’8,5%».

Non nasconde la sua indignazione per l’indecente proposta di Berlusconi nemmeno il vicepresidente del Wwf Italia Dante Caserta: «Pensavamo che dopo l’uscita di scena del Ddl Falanga e lo stop alla legge regionale campana che introduceva il concetto di “abuso di necessità” l’idea di un nuovo condono edilizio fosse finalmente uscito di scena: evidentemente ci sbagliavamo. Un nuovo eventuale condono non solo legittima comportamenti illegali autorizzando a dilapidare il capitale naturale e paesaggistico del nostro Paese, ma favorisce edificazioni selvagge che provocano o amplificano il dissesto idrogeologico, mettendo rischio anche la sicurezza dei cittadini. Inoltre penalizza proprio le persone oneste che rispettano la legge, a vantaggio di quanti invece commettono abusi; senza considerare l’effetto annuncio che da il via, immediatamente, a nuovi sfregi del territorio.  Una delle priorità della prossima legislatura deve essere quella di approvare al più presto una legge per lo stop al consumo del suolo, una priorità a cui la legislatura appena conclusa colpevolmente non  è riuscita a ha voluto dare una risposta e che rappresenta una vera emergenza nazionale».

Il Wwf evidenzia che secondo i dati di uno studio del Cresme 2015 che si riferivano all’ultimo condono del 2003, »il condono edilizio è anche un pessimo affare per le casse pubbliche. Il Cresme rilevava nel 2015 che, a fronte di un importo medio di 15mila euro versato per ogni singolo abuso, gli enti locali ne hanno spesi in media 100mila per portare strade, fognature e altre infrastrutture ai nuclei illegali».

Il Wwf ricorda anche i dati Istat: «Ancora oggi bisogna frenare i ladri di territorio: se nel 2012 si edificavano 14 costruzioni abusive ogni 100 autorizzate, si arriva a quasi 20 ogni 100 nel 2016 (di cui 48 su 100 al Sud). Non ci possiamo permettere di fare consumare altro suolo libero, bene comune e risorsa scarsa in Italia».

Sulla base di elaborazioni del gruppo di ricerca dell’Università dell’Aquila che da anni collabora con il Wwf, è emerso che ormai in Italia non è più  possibile tracciare un cerchio di 10 km di diametro senza incontrare un’area urbana e che dal 1950 al 2000, nella fascia di 1 km dai siti tutelati dall’Europa della Rete Natura 2000, l’urbanizzazione è salita da 8.400 a 44.000 ettari, con un incremento medio del 420%. Ancora oggi il consumo di suolo viaggia a un ritmo di circa 30 ettari al giorno, 3 m2 l secondo. Secondo L’Ispra, l’espansione urbana nel territorio è salita dall’1,8% degli anni ‘50 al 7,6% del 2016 , che sale al 10%, se si calcola anche la infrastrutturazione.

Caserta conclude: «Porre fine alla rapina del territorio non è solo questione di sostenibilità e di resilienza dei sistemi naturali, ma di credibilità delle Istituzioni. Il condono edilizio del 2003 (il terzo condono in 18 anni, gli altri nel 1985 e nel 1994) secondo l’allora ministro dell’economia e delle finanze Giulio Tremonti (Governo Berlusconi, ndr), non solo sarebbe dovuto essere l’ultimo, ma avrebbe dovuto sanare un malcostume italiano: nella realtà è si è verificato l’esattamente il contrario».