Della Seta e Ferrante: «Passo indietro di 30 anni»

Campania, spunta il condono edilizio firmato Pd

[21 giugno 2013]

Dopo l’ennesima proposta del Pdl, che con una proposta di legge del senatore Ciro Falanga ha chiesto di togliere alle procure il potere di abbattimento, arriva il 19esimo tentativo di ripristinare il condono edilizio dal  gennaio del 2010, ma stavolta porta la firma del Partito democratico della Campania.

A denunciarli sono stati due ex senatori del Pd, Roberto della Seta e Francesco Ferrante – ora esponenti di Green Italia – che sottolineano: «Sembra allargarsi sempre di più il fronte politico che intende dare il via ad un nuovo condono edilizio in Campania. Oltre alla posizione nota del Pdl guidato da Mara Carfagna e Nitto Palma, un ondivago M5S, ora anche il Partito democratico, con la proposta di legge che intende promuovere il senatore napoletano Vincenzo Cuomo, componente della Commissione ambiente del Senato, chiederebbe la sospensione delle demolizioni, la riapertura dei termini del condono per i fabbricati realizzati fino al 31 marzo 2003 e al massimo due anni di tempo per i Comuni per decidere, pena lo scioglimento dell’amministrazione, se accogliere o respingere le istanze di sanatoria non ancora esaminate che giacciono nei cassetti del Municipio».

Della Seta e Ferrante sono giustamente molto preoccupati: «Un condono edilizio promosso dal Pd sarebbe un passo indietro di trent’anni della sinistra. Se il Pd propone la riapertura dei termini del condono del 2003 questa, al di là delle intenzioni, è unicamente una sanatoria mascherata, cioè un ennesimo colpo di grazia al principio di legalità e alla difesa del territorio. Non si giochi con le parole, chi presenta proposte così almeno se ne deve assumere la responsabilità».

Inutile cercare conferme nel sito ufficiale del Pd campano, rimasto desolatamente all’ultima campagna elettorale rovinosamente persa, ma la conferma arriva da quanto scritto ieri dall’HuffingtonPost Italia, che pubblica anche la bozza di Disegno di legge di ben 15 pagine solertemente fornita da Cuomo e compagni, e ne riassume i punti centrali: «Sospensione delle demolizioni, riapertura dei termini del condono per i fabbricati realizzati fino al 31 marzo 2003 e al massimo due anni di tempo per i Comuni per decidere, pena lo scioglimento dell’amministrazione, se accogliere o respingere le istanze di sanatoria non ancora esaminate che giacciono nei cassetti del Municipio».

La bozza di condono edilizio made in Pd è e stata confezionata da un gruppo di tecnici coordinato dall’architetto Bruno Discepolo e dal vicesegretario del Pd campano e sindaco di Afragola, Mimmo Tuccillo, ma la mente (o più probabilmente il braccio) che intende presentare il condono democratico in Parlamento è quella di Cuomo, che vuole far concorrenza al Pdl nel grosso ed attivissimo bacino elettorale degli abusivisti campani (ma che di fatto si accoda al Pdl  campano), cercando di salire maldestramente in sella al suo cavallo di battaglia che gli ha permesso di trionfare alle ultime elezioni politiche.

Come evidenzia l’HuffingtonPost «Allo stato in Campania, Regione ad alto tasso di abusivismo e in prima fascia per il consumo del territorio, gli ordini di demolizione definitivi sono 70.000, 140.000 gli alloggi abusivi».

Secondo una ricerca condotta da Legambiente nelle città capoluogo di provincia, «In Italia ogni anno vengono realizzati oltre 25mila abusi edilizi e, solo il 10% delle case illegali raggiunte da ordine di demolizione viene effettivamente abbattuto. Fino ad adesso il prezioso lavoro di alcune Procure ha permesso la demolizione di ecomostri ed edifici abusivi. In Sardegna, sulla costa dell’Ogliastra, le case illegali vengono giù solo grazie alle ruspe mandate dalla Procura di Lanusei. A Ischia e in Campania ci sono la Procura generale di Napoli e quella di Salerno. Anche la recente demolizione dell’ecomostro a Scala dei turchi, in Sicilia, è stata possibile solo grazie all’ultimatum della Procura di Agrigento che l’indomani mattina avrebbe agito d’ufficio con l’intervento del genio militare».

Nonostante tutto, Cuomo conferma tutto: «Data l’importanza della materia e la delicatezza della questione, che si inquadra nell’emergenza abitativa della regione, vogliamo confrontarci prima con il segretario nazionale, Guglielmo Epifani e con i gruppi parlamentari L’impianto del testo, però, pure mettendo in conto qualche possibile limatura, è definito. Ed è basato sulla necessità di fermare le ruspe per redigere una legge che responsabilizzi, pena lo scioglimento, i Comuni e dia ai cittadini garanzie di certezza dei tempi di risposta, positiva o negativa che sia».

Siamo al diritto degli abusivi (tra i quali ci sono anche clan camorristici che controllano il ciclo del cemento) che hanno violato norme e leggi e spesso si sono appropriati di beni pubblici. Il Pd sembra aver pienamente introiettato i “valori” del Pdl. La conferma arriva dallo stesso Cuomo: i Comuni avrebbero al massimo 18/24 per decidere accogliere o respingere le domande di condono accumulate e «Potranno, entro questo tempi, stilare, in sede di redazione degli strumenti urbanistici comunali, dei piani di riqualificazione o di risanamento».

Cuomo sembra toccare le vette dell’ipocrisia quando dice: «Noi parliamo di riaprire i termini per esaminare le domande di condono presentate. Ovviamente i Comuni, che conoscono il territorio, nel vagliare queste istanze dovranno tener conto del dissesto idrogeologico, dei rischi vulcanici e sismici delle zone in cui sorgono i fabbricati oggetto delle domande. Una cosa è domandare il condono, altra cosa è ottenerlo».

Si tratta degli stessi comuni che, conoscendo il territorio, hanno permesso che si sviluppasse una delle più diffuse ed organizzate cementificazioni abusive in Italia e nel mondo, degli stessi comuni che hanno fatto finta di non vedere villette, palazzi ed interi quartieri abusivi che crescevano in aree in dissesto idrogeologico, sismiche, vulcaniche, come dimostrano purtroppo le tragedie ambientali di questi ultimi anni proprio in Campania. Sono gli stessi comuni che sull’abusivismo e la collusione hanno costruito lucrose rendite elettorali.  Il recente rapporto Ecomafie 2013 di Legambiente rivela che la Campania è un testa alla classifica dell’abusivismo edilizio: il 17% delle costruzioni è illegale. 

Ma Cuomo e i democratici campani non vogliono l’esclusiva e guardano alle scandalose proposte avanzate nei giorni scorsi Pdl e M5S: «I gruppi parlamentari dovranno confrontarsi per armonizzare le diverse proposte con l’obiettivo di dare risposte concrete sul tema e sull’emergenza abitativa in Campania».

L’ultima era proprio quella anti-procure del berlusconiano Falanga, bollata così dal presidente nazionale di Legambiente Vittorio Cogliati Dezza: «Per salvare le case abusive, il senatore Falanga lega le mani a chi, in un Paese devastato dal mattone illegale, fino a oggi ha provveduto alle demolizioni. Quello di cui l’Italia ha urgente bisogno è un piano efficace e rapido per la lotta all’abusivismo, basti pensare che a Scala dei Turchi ci sono voluti 24 anni, seguito da interventi di riqualificazione edilizia, ambientale e di messa in sicurezza del territorio. Il Ddl che la commissione giustizia al Senato ha, all’unanimità, messo in calendario per il 18 giugno deve essere respinto al mittente. Chiediamo pertanto ai membri della Commissione, che non sono favorevoli alla salvaguardia dell’abusivismo edilizio, di fermare subito questo testo e di vigilare sui futuri ulteriori tentativi di difendere e promuovere il cemento illegale».

Cogliati Dezza non sapeva ancora che sarebbe arrivata la proposta del Pd campano a saldare praticamente tutto l’arco parlamentare dal Pd al Pdl, passando per i grillini, nel fronte pro-abusivi.