Canile comprensoriale dell’Elba: tutto tace

E' davvero così complicato attrezzare un area pubblica con una quindicina di box prefabbricati ed un paio di piccole costruzioni?

[26 novembre 2018]

Dalla dichiarazione del Sindaco Barbetti dello scorso luglio sull’imminente inizio dei lavori per la realizzazione del canile di Colle Reciso sono passati quattro mesi. Nessun comunicato riguardo al bando di affidamento degli appalti, nessun accenno alle modalità di gestione, nessuna tempistica, neanche approssimativa.

Eppure il tono del comunicato di luglio esprimeva la soddisfazione del Sindaco di Capoliveri per poter finalmente procedere dopo aver superato il nodo delle risorse, trovate attraverso la Gestione Associata per il Turismo (in pratica la tassa di sbarco).

Che cosa è successo nel frattempo? Visto l’accordo raggiunto e sottoscritto da tutti i comuni elbani (meno Porto Azzurro che ha comunque garantito per la parte economica), che cosa impedisce l’esecuzione di un’opera pubblica voluta da tutta l’isola e prevista dalle leggi nazionali?

Forse è il caso di chiarire che la donazione attraverso la quale si realizzerà il canile (un mezzo miracolo in un periodo di difficoltà economiche come questo) non è a beneficio di questo o quel Sindaco, ma di tutta la comunità elbana: sono 600.000 euro che appartengono ad ogni cittadino dell’isola, da investire in un presidio atteso dalla chiusura degli ex-Macelli, l’unico canile istituzionale mai esistito all’Elba; il progetto (delegato dai comuni dell’isola alla fu Comunità Montana) nasce dalla necessità di avere una struttura comprensoriale di accoglienza per i randagi (cani e gatti), dotata una piccola clinica veterinaria attrezzata in grado di assicurare anche quell’assistenza h24 che, soprattutto in estate, è carente e ci dequalifica nei confronti dei nostri ospiti (costernati dalla carenza di servizi pubblici in ambito veterinario).

Ci sono stati importanti progetti di privati legati alla cessione dell’area del futuro canile edificati in tempi da record (tra l’altro al centro di grosse polemiche ed anche di un procedimento giudiziario). E’ davvero così complicato portare avanti l’iter per attrezzare un area pubblica con recinzioni, una quindicina di box prefabbricati ed un paio di piccole costruzioni (anch’esse rapidamente realizzabili con prefabbricati in edilizia ecocompatibile)?

Le voci che circolano negli ultimi tempi non sono confortanti: si sente parlare dell’affidamento del progetto ad altri tecnici e di un notevole aumento dei costi.

Se i Sindaci che hanno sottoscritto gli impegni economici a carico delle loro amministrazioni (e quindi dei cittadini) sono stati puntualmente aggiornati del procedere dei lavori, sarebbe opportuno che anche i principali portatori di interesse (30.000 isolani) venissero tenuti al corrente di come si sta pensando di usare i loro soldi.

 di Andrea Tozzi, Associazione di volontariato I Ragazzi del Canile