Cemento sulle coste: la Toscana undicesima nella classifica del disonore

Sta molto meglio di altre regioni, ma il 43% della costa è trasformata irreversibilmente

[19 agosto 2015]

Giù le mani dalla Cala barca

 

Nel giorno della pubblicazione del dossier nazionale “Salviamo le coste italiane” e del blitz di Goletta Verde all’Isola d’Elba contro la realizzazione di una nuova strada su una delle coste più belle del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano, Legambiente Toscana fa il punto sulla cementificazione nella nostra regione. La Toscana risulta undicesima per consumo di coste (“meglio” fanno solo Basulicata e Veneto), ma sono stati trasformati 179 dei suoi 410 Km di coste, il 43,6%), il consumo di suolo costiero dopo la legge Galasso è stato di 12 Km, il 2,9%.

Commentando questi dati il presidente di Legambiente Toscana, Fausto Ferruzza, sottolinea: «Anche se in Toscana si sta molto meglio che altrove, occorre aprire anche da noi cantieri di recupero ambientale e culturale delle aree costiere, per fare di questi territori il cuore dell’idea di sviluppo che immaginiamo per la nostra regione nei prossimi anni. Il 43% della nostra costa è stato infatti irreversibilmente trasformato a causa dell’enorme pressione turistica. Potremmo partire ad esempio dalla rigenerazione del patrimonio edilizio, che lungo le coste è spesso vecchio e inadeguato, o dalla mitigazione degli impatti turistici tramite la promozione di una mobilità realmente sostenibile per l’accesso alle spiagge, nelle pinete e verso le altre attrazioni naturalistiche e culturali. Al centro delle politiche territoriali (anche sulla costa) devono essere posti gli interventi di adattamento ai cambiamenti climatici, in linea con la programmazione europea sul tema, che individua come prioritarie le operazioni capaci di fermare l’erosione dei litorali e rafforzare gli ecosistemi dunali ancora esistenti».