Cento milioni di euro (e di incertezze) in arrivo per il sistema aeroportuale toscano

[27 febbraio 2014]

Gli ultimi, grandi (ma ancora insicuri) investimenti diretti verso la Toscana hanno tutti un sapor mediorientale, per rimanere con le citazioni nella nostra terra. Da una parte le risorse miliardarie prospettate dall’offerta giordano-tunisina per le acciaierie Lucchini, dall’altra la promessa di oltre 100 milioni di euro di investimenti sul sistema aeroportuale toscano anticipata oggi a Enrico Rossi dal presidente della Corporation America, l’imprenditore argentino-armeno Edoardo Eurnekian, nel corso dell’incontro che si è svolto a Roma.

Si tratta di due partite completamente diverse tra loro, essendo la prima relativa a un impianto industriale che sta attraversando una complessa crisi che coinvolge tutto il settore dell’acciaio, mentre nel caso degli aeroporti toscani il futuro appare certamente più roseo, anche se comunque nebuloso. E l’investimento oggi annunciato – ma non chiuso – si inserisce ad arte nella complicata partita in corso.

La Corporation America – che gestisce nel mondo  51 aeroporti con un traffico di passeggeri che supera i 55 milioni – sembra infatti interessata a «effettuare investimenti su entrambi gli aeroporti Pisa e Firenze con l’obiettivo – puntualizza il governatore Enrico Rossi – di favorire i processi di integrazione e di costituire in tempi brevi un polo aeroportuale che si colloca ai primi posti nel quadro nazionale. Di particolare rilievo il fatto che si tratta di un investitore industriale specializzato nella gestione di sistemi aeroportuali di media dimensione e soprattutto il fatto che la società non ha interessi su altri scali hub nazionali, per cui concentrerà in Toscana i suoi investimenti e la sua scommessa imprenditoriale».

Enrico Rossi da tempo auspica un’integrazione tra i due poli toscani (come poi è indicato nel piano nazionale degli aeroporti), e in questo caso la lunghezza della nuova pista di Peretola dovrebbe essere fissata a 2mila metri, come auspicata da Regione e come chiesto dall’aeroporto pisano per procedere all’avvio di una holding tra le due realtà. La società che gestisce il polo fiorentino, Adf, come noto spinge però per una nuova pista più lunga, da 2,4 km, e da ultimo anche il tesoriere nazionale del Pd (renziano doc) si è espresso in tal senso.

Con la promessa degli investimenti (sostanziosi) della Corporation America lo scenario, dunque, si fa ancora più ingarbugliato. I 100 milioni di euro atterrerebbero ancora in Toscana se la holding saltasse? A quanto afferma Rossi, si potrebbe dedurre di no: un brutto colpo. Senza contare – ma questo non sembra essere in cima a nessuna lista delle priorità, tranne quella degli ambientalisti toscani – che se una pista di 2mila metri avrebbe già un impatto molto significativo in un’area che al contempo si afferma voler indirizzare alla tutela e potenziamento del Parco agricolo della Piana, beh, una pista ancor più lunga non potrebbe che essere ancor più deleteria dal punto di vista ambientale. In attesa della decisione finale sulla pista, per una volta le istanze dell’ambiente e quelle del vil denaro potrebbero coincidere nel ricondurre i contendenti in campo verso più miti consigli.