Cevital, le prospettive agroindustriali per Piombino e per la Val di Cornia

[28 gennaio 2015]

La brutta notizia per Piombino è che il piano industriale di Cevital, più volte annunciato e che doveva ormai essere al vaglio dei sindacati per una valutazione di merito, non è ancora arrivato. La buona è che sembra siano ormai in arrivo dalla Banca d’Algeria 1,5 miliardi di euro per dare avvio agli investimenti (quali di preciso non è dato sapere, appunto) di Cevital.

Al proposito l’attenzione si è massimamente concentrata – com’era ovvio – sul lato più propriamente “siderurgico” dell’azienda. Ma non si dimentichi qual è stato, finora, il core business del gruppo Cevital: l’agroindustria, in particolare succhi di frutta, produzioni mangimistiche, raffinazione dello zucchero. È anche per questo motivo che secondo la Cia Livorno «sul piano industriale del gruppo algerino  è importante porre l’attenzione anche da parte del settore agricolo. È indubbio che per questa attività e non solo per l’acciaio,  la presenza del porto di Piombino, con fondali escavati a –20 metri, che ne hanno fatto un “porto europeo” secondo la definizione del Commissario dell’Authority Luciano Guerrieri, abbia giocato un ruolo decisivo».

L’arrivo del gruppo algerino, sottolineano gli agricoltori locali, può aprire una nuova fase per il rilancio economico della Val di Di Cornia e delle aree limitrofe non solo per l’acciaio ma anche guardando alla trasformazione agroalimentare. In questi giorni d’attesa del piano industriale dettagliano da parte del gruppo algerino, che sin da subito ha manifestato interesse allo sviluppo in loco di questo settore, è bene non abbassare la guardia sui contenuti.

«Come Cia – si fanno avanti gli agricoltori – ci stiamo interrogando per un verso e attivando dall’altro, nei confronti delle parti interessate. L’agricoltura della Val di Cornia e del territorio livornese è un agricoltura con produzioni  di qualità, dove grande importanza rispetto al settore  agro industriale assume il pomodoro da industria lavorato dal gruppo Petti a Venturina. Sarà necessario capire quale sarà l’orientamento di Cevital rispetto a un contesto produttivo così composito.

Ci sono domande che necessitano di risposte, in particolare  se Piombino rappresenterà solo una testa di ponte per produzioni agricole provenienti da altri paesi e trasformate in loco o se ci sarà volontà da parte di Cevital di rapportarsi anche alla realtà agricola locale. Non è secondario il fatto che il nostro territorio ha dei limiti strutturali,  tra cui spicca quello della disponibilità idrica, che per l’agricoltura rappresenta il principale fattore della produzione. E’ chiaro che questo vincolo dovrà essere valutato con attenzione per ogni ipotesi di conversione produttiva». Nella Val di Cornia, non mancano quindi di ricordare gli agricoltori, per garantire un impulso all’attività agroindustriale sono necessarie investimenti infrastrutturali: e dopo la meritoria attenzione rivolta a Piombino, la richiesta è che si allarghi l’orizzonte dell’intervento anche ai territori circostanti, partendo da un criterio di sostenibilità.