Chiusura della Struttura di missione per l’edilizia scolastica, Cittadinanzattiva e Legambiente sorprese e preoccupate

«Un lavoro importante che non va disperso. Al Governo chiediamo impegni certi per proseguire sul fronte dell'edilizia scolastica»

[6 luglio 2018]

Dopo lo stop del Governo Lega-M5S a ItaliaSicura, la Struttura di missione contro il dissesto idrogeologico e per lo sviluppo delle infrastrutture idriche, intervengono Cittadinanzattiva e Legambiente  che in una nota congiunta sidicono «Molto sorpresi per la repentina e non motivata chiusura della Struttura di Missione che tanto merito ha avuto nel rilanciare e riqualificare l’edilizia scolastica come non si faceva da due decadi. E i risultati che ha prodotto in 4 anni di attività stanno a dimostrarlo: ha messo a disposizione task force regionali che hanno accompagnato, anche da un punto di vista tecnico, le amministrazioni comunali che, o per carenze di personale o per mancanza di competenze, non erano in grado di accedere ai fondi previsti; ha creato la Web gis, una piattaforma online per la localizzazione di tutti gli interventi realizzati, supplendo così all’assenza di una Anagrafe aggiornata dell’edilizia scolastica; ha interloquito con tutti i soggetti interessati sul tema, oltre agli enti competenti, come associazioni, comitati di genitori e studenti, per risolvere casi concreti, anche urgenti, agendo da facilitatore».

Cittadinanzattiva e Legambiente  chiedono al governo «come intenda proseguire per far fronte all’emergenza dell’edilizia scolastica, come saranno suddivise le competenze che afferivano a questa struttura per non disperdere quanto finora fatto e continuare a fornire supporto alle amministrazioni competenti. Ci appelliamo inoltre al Ministro Bussetti perché riconvochi a breve l’Osservatorio sull’edilizia scolastica, di cui Cittadinanzattiva e Legambiente fanno parte, per proseguire nell’individuazione delle priorità per lo stanziamento dei fondi in tutte le attività finora portate avanti per garantire a studenti, famiglie e personale scuole sicure e innovative».

Raffaella Paita del PD  attacca; «Il governo ha deciso, sotto traccia, di chiudere la struttura di missione “Italia Sicura”, nata per contrastare il fenomeno del dissesto idrogeologico nel nostro Paese. Una scelta politica nefasta, se si pensa alla delicatezza delle competenze in materia di messa in sicurezza e tutela del nostro territorio. Basti pensare che grazie al governo Renzi, Italia Sicura ha investito 9 miliardi di euro e aperto 1334 cantieri. E, soprattutto, la sua istituzione ha consentito una velocizzazione degli interventi e una certezza istituzionale per tutte le amministrazioni, tagliando i tempi biblici legati alle lungaggini burocratiche. Un approccio del tutto innovativo, che ha dato i suoi frutti grazie alla piena sintonia e collaborazione dei territori, che erano responsabilizzati e in grado di adottare le specifiche valutazioni di carattere idrogeologico, idraulico fluviale e geologico. La soppressione della struttura di missione rischia così di penalizzare in primis proprio i territori, e in particolare quelli più fragili».

La Paita fa l’esempio di Genova, «da sempre molto esposta al rischio del dissesto idrogeologico, dove risultavano essere stati stanziati 379 milioni di euro dal governo Renzi, che, d’intesa con la Regione, erano finalizzati alla realizzazione di opere fondamentali per la messa in sicurezza del Bisagno ed altri fiumi e torrenti del territorio cittadino. Davanti a tutto questo, il governo non ha ancora fornito spiegazioni chiare sui motivi che hanno spinto a questa decisione. E allora glielo chiediamo noi, ad alta voce. E chiediamo anche di sapere quale sarà il futuro delle opere già cantierizzate, così come di quelle per cui erano già state assegnate le risorse. Il territorio italiano è malato e va curato, come si era cominciato a fare. Chiudendo Italia Sicura – e noi ci batteremo fino all’ultimo perché non accada – il governo si assume una responsabilità enorme di cui sarà chiamato a rispondere davanti ai cittadini».