«Una scelta sbagliata per un Paese fragile come l’Italia. La Camera stralci l’emendamento salva abusi»

Condono salva abusi per le zone terremotate: via libera del Senato

Legambiente: «Il "Governo del cambiamento” ricorre al vecchio e abusato condono edilizio grazie anche al sostegno dell’opposizione»

[29 giugno 2018]

Il Senato ha approvato il condono salva abusi nelle aree terremotate ed Edoardo Zanchini, vicepresidente nazionale di Legambiente, fa subito notare che «Il primo provvedimento del “Governo del cambiamento” prevede il vecchio e abusato condono edilizio, votato anche dall’opposizione in Senato che ha approvato il decreto terremoto e l’emendamento salva abusi. In questo modo si riaprono i termini di quello che speravamo fosse l’ultimo sciagurato condono edilizio del 2003. Questa sanatoria, giustificata come necessaria per far partire la ricostruzione nelle zone del centro Italia a ben 22 mesi dal sisma del 2016, crea un pericoloso precedente per ogni intervento ricostruttivo a seguito di calamità naturali che purtroppo in Italia sono sempre frequenti. E soprattutto apre un varco per sanare anche i ben più gravi e pericolosi abusi edilizi compiuti ad Ischia, colpita dal sisma nel 2017. Si tratta di una soluzione illusoria e sbagliata per un Paese bello e soprattutto fragile come l’Italia.  Inoltre mentre si reitera il condono, non viene messo in campo nessuno strumento per far fare un salto di qualità nella prevenzione e per migliorare l’organizzazione della Pubblica Amministrazione, a partire dai Comuni, che deve far fronte all’emergenza. Oggi la ricostruzione nelle zone terremotate è in forte ritardo e per farla decollare servono soluzioni di altro tipo a partire da interventi che mettano al centro la trasparenza, l’innovazione, la qualità del lavoro e la partecipazione dei cittadini. La popolazione colpita dal sisma ha diritto ad avere una ricostruzione celere e di qualità».

Il decreto terremoto dovrebbe arrivare a metà luglio in discussione a Montecitorio e Legambiente chiede ai deputati  (molti dei quali sia nel M5S che nella Lega in campagna elettorali si erano detti contrarissimi ad ogni condono edilizio quando lo ripropose per l’ennesima volta Silvio Berlusconi) «un’assunzione di responsabilità affinché si modifichi il provvedimento cancellando l’emendamento che riapre i termini del condono edilizio del 2003. Se è vero che gli abusi che si vogliono sanare sono stati ereditati, vecchi di decenni, la data del 2003 copre abbondantemente i lavori di ristrutturazione fatti precedentemente. Inoltre l’associazione ambientalista chiede che venga prevista anche la creazione di una banca dati che raccolga le informazioni sullo stato del territorio e del costruito e introdotto, anche in via sperimentale, il libretto di fabbricato. A fronte di ingenti risorse pubbliche destinate alla ricostruzione, è bene attrezzarsi con uno strumento che attesti la classificazione sismica ed energetica degli edifici oggetto di intervento e che racconti nel tempo gli interventi realizzati, al fine di garantire la messa in sicurezza e la sostenibilità del patrimonio edilizio nel medio e lungo periodo».