Consorzi di bonifica: le turbolenze istituzionali dopo quelle metereologiche

[29 novembre 2013]

La vicenda sarda ha riportato in primo piano anche in Toscana il tema cruciale del governo del territorio su  cui la nostra regione dopo taluni ritardi e rinvii è tornata ad impegnarsi seriamente anche sul piano nazionale. Un ‘ritorno’ che c’è da augurarsi riesca – visti anche i consensi autorevoli e prestigiosi con cui è stato accolto non senza resistenze di ‘categoria’- a innescare finalmente una riflessione meno sconclusionata e raffazzonata sui ruoli istituzionali non solo nella gestione del suolo.

A sorpresa però la cronaca si è spostata di colpo e con polemiche vivacissime sulla elezioni dei nuovi Consorzi di bonifica.

Non intendo entrare nel merito di una vicenda in cui sono già intervenuti in molti e non soltanto il presidente Rossi e l’assessore Bramerini (Nella foto). Quello che non mi pare finora  sia emerso è che stiamo discutendo di elezione diretta dei Consorzi di bonifica  dopo che per le province bene che vada resteranno ma non saranno più elettive. Non c’è qualcosa che stride e che conferma la confusione –anche in un ambito così delicato-sul ruolo dei diversi e vari livelli e soggetti istituzionali?

C’è solo da sperare che non vada subito in fumo quello che di nuovo si è tornati a intravedere perché di zone d’ombra ne rimangono non poche  e più importanti di quella dei consorzi di bonifica. Se sgombriamo per un momento il campo dagli insulti che sembrano ricondurre il tutto alla ‘casta’, alla corruzione e via rovinando mi pare chiaro che oltre alla vicenda delle province per niente risolta si sta parlando anche del ruolo delle regioni, di quello dei comuni non soltanto ‘micro’ e dello stato che dovrebbe dopo il fallimento del titolo V riprendere addirittura  il comando sfrattando il più possibile gli altri mentre giustamente si chiede la Camera delle regioni che dovrebbe affidare alle regioni ed enti locali un ruolo maggiormente ‘statale’ o se si preferisce repubblicano.

Sul titolo V si sono sprecati gli aggettivi e anche gli insulti a partire tanto per cambiare al centrosinistra che l’avrebbe voluto per corteggiare Bossi per cui ora ben gli sta se tutto è finito a schifio.

Nessuno o quasi sembra essersi finora chiesto come mai anche leggi importanti che avrebbero dovuto e potuto -a partire proprio dal suolo- cambiare le cose sono finite come sono finite.    Perché insomma quelle leggi che impegnavano stato, regioni ed enti locali con i distretti idrogeologici e altri soggetti istituzionali a operare d’intesa e in leale collaborazione hanno solo accresciuto la loro conflittualità istituzionale. Non è da qui che bisognerebbe ripartire visto che nessuno ha le carte in regola? E ripartire con quali regole? O facciamo in modo di ritrovarci tra i piedi altri Bertolaso?