Consumo di suolo: «Urgente dotare l’Italia di una legge efficace». Appello di 6 Associazioni

Fai, Legambiente, Lipu, Slow Food, Touring Club, Wwf: 6 principi irrinunciabili per una buona legge

[10 febbraio 2016]

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Fai, Legambiente, Lipu, Slow Food Italia, Touring Club italiano e Wwf   chiedono che «si approvi quanto prima una legge efficace in materia di consumo del suolo e rigenerazione urbana e, a questo scopo, indicano i punti qualificanti e irrinunciabili, per migliorare il testo che il prossimo mese dovrebbe essere votato definitivamente nelle Commissioni competenti riunite e poi passare all’esame dell’Aula alla Camera dei Deputati».

Alla vigilia del confronto promosso  dai deputati Mario Catania e Pippo Civati, le 6 grandi associazioni  hanno inviato un documento  in cui si illustrano ai relatori del provvedimento nelle Commissioni riunite e ai capigruppo della Camera alcuni emendamenti migliorativi al nuovo testo unificato del disegno di legge “Contenimento del consumo di suolo e riuso del suolo edificato”, (proposto dai relatori Chiara Braga e Massimo Fiorio nell’ottobre 2015 nelle Commissione Ambiente e Agricoltura  unificate). «Emendamenti  . dicono in un comunicato congiunto le associazioni – che rispondono  all’esigenza di dotare il Paese di una normativa efficace e moderna, migliorando il testo all’esame della Camera, come richiesto anche dall’Osservatorio Nazionale sulla Qualità del Paesaggio del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo con un proprio documento il 15 dicembre scorso, condiviso nella sua impostazione dalla Commissione Cultura della Camera dei Deputati».

Il voto sul testo è previsto alla Camera a marzo, dopo la sua approvazione definitiva nelle Commissioni riunite (per poi andare all’esame del Senato), ad oltre tre anni da quando l’allora ministro dell’agricoltura Catania presentò in Consiglio dei ministri un provvedimento sul di contenimento del consumo di suolo.

Le associazioni evidenziano che «Il risultato di questi mesi di discussione presenta, infatti, ancora alcune criticità che possono essere superate consentendo così che la nuova normativa produca un cambiamento sostanziale nelle forme di intervento sul territorio» e per questo chiedono che «vengano mantenuti e rafforzati gli aspetti innovativi del disegno di legge in discussione ora alla Camera, come per esempio: il suolo inteso come risorsa non rinnovabile e bene comune, il divieto di utilizzo degli oneri di urbanizzazione per la spesa corrente e di mutamento di destinazione d’uso per le superfici agricole, che hanno beneficiato di aiuti dall’Unione europea, l’introduzione di obiettivi di tutela del suolo e di rigenerazione urbana, fino ad oggi ancora non presenti nel nostro ordinamento».

Con i loro emendamenti, Fai, Legambiente, Lipu, Slow Food Italia, Touring Club italiano e Wwf chiedono ai  parlamentari di attenersi a 6 principi ispiratori che definiscono irrinunciabili:

  1. evitare che le definizioni contenute nel provvedimento favoriscano nuovo consumo di suolo (a cominciare da quelle relative al “consumo del suolo”, alla “superficie agricola naturale e seminaturale”, alla “impermeabilizzazione” e alla “area urbanizzata”);
  2. armonizzare il testo con i principi e criteri della Delega Appalti, che prevede il superamento del Programma delle infrastrutture strategiche (attraverso un’attenta selezione delle opere);
  3. rendere davvero efficace il censimento delle aree e degli edifici dismessi (che deve diventare obbligatorio, in modo da spingere i Comuni al recupero e riqualificazione di edifici e aree dismesse piuttosto che consumare nuovi suoli);
  4. migliorare la delega al Governo sulla rigenerazione urbana (prevedendo un coordinamento e un’armonizzazione delle norme e procedure nazionali e regionali);
  5. evitare il rischio di sub-urbanizzazione del territorio che potrebbe essere favorito dai cosiddetti Compendi agricoli neorurali periurbani (grazie a cambiamenti di destinazioni d’uso consentiti che favoriscono l’insediamento di attività improprie amministrative o turistico-ricettive);
  6. fare in modo che il periodo transitorio per la piena applicazione della nuova legge non sia una sanatoria di tutte le previsioni anche solo enunciate (evitando che siano fatti salvi i piani urbanistici anche solo adottati e non approvati).