Il consumo di suolo ai tempi dell’Expo

[13 maggio 2014]

Contro il consumo di suolo Legambiente manifesta oggi in gran parte d’Italia. A Paglian Casale a Roma, dove si vorrebbero realizzare edifici per 922.012 m3su un’area agricola di 288.129 m2; a Umbertide (Perugia) e Codevigo (Padova) contro il progetto dell’autostrada Orte-Mestre che attraverserà 5 regioni, 11 province e 48 comuni con un tracciato di 396 km, che prevede solo in parte la riqualificazione della E-45, si sviluppa in parallelo alla SS 309 Romea e ha numeri da brivido: 139 km di ponti e viadotti, 64 km di gallerie, 20 cavalcavia, 226 sottovia, 83 svincoli, con conseguenti danni in importanti zone di interesse storico, paesistico, ambientale; ad Agrigento, contro la previsione di realizzare di un’ulteriore “villettopoli” di seconde e terze case vacanza a ridosso di una frazione balneare molto congestionata; e soprattutto a Milano, all’Expo contro i progetti autostradali e di cementificazione collegati all’iniziativa che sono al centro dello scandalo che in questi giorni occupa giornali e televisioni.

«Il nostro obiettivo – ha sottolineato Damiano Di Simine, responsabile della campagna  #stopalconsumodisuolo di Legambiente dal blitz all’Expo di Milano – è di far capire l’urgenza di intervenire per fermare il consumo di suolo, attraverso politiche che puntino anche sulla rigenerazione urbana come opportunità per uscire dalla crisi economica. Con questo portale vogliamo far conoscere le tante situazioni in Italia di progetti edilizi e infrastrutturali che cancellerebbero aree agricole e paesaggi. Chiediamo a Governo e Parlamento di scegliere questi temi come priorità di questa fase di legislatura. Per questo  continueremo a mobilitarci con i cittadini per fermare il consumo di suolo e contribuire ad avviare serie politiche per recuperare le periferie dando una casa a chi ne ha bisogno».

Ieri il Cigno Verde aveva fatto altri blitz anti-cemento sempre contro la E55 a Comacchio (Ferrara) e a San Lazzaro di Savena (Bologna) dove verranno distrutti 300.000 mq di terreno agricolo vergine per realizzare nuovi palazzi, centri commerciali, un centro sportivo e una scuola, senza alcun servizio di collegamento e trasporto.

Quella che esce dal dossier  “Basta case vuote di carta” di Legambiente presentato oggi è un’Italia invasa da  «Case insicure, fragili, non coibentate, energeticamente costose e spesso vuote e inutili, insieme a capannoni, autostrade, parcheggi, cave e strade continuano a cancellare importanti porzioni del nostro territorio. In tre anni abbiamo perso, secondo Ispra, ben 720 chilometri quadrati di suolo. Nemmeno la crisi ferma questa epidemia cementificatoria, che devasta il Paese senza incidere per nulla sull’emergenza casa che riguarda ben 650mila famiglie che per reddito e condizioni avrebbero diritto ad un alloggio di edilizia popolare».

Il rapporto analizza il consumo di suolo nel nostro Paese e la diffusione delle case inutili e inaccessibili per chi ne avrebbe bisogno. «Il tasso di consumo di suolo – si legge nel dossier  – negli anni ’50 era pari al 2,9%. Oggi siamo al 7,3% l’anno. Dei 22mila chilometri quadrati urbanizzati in Italia, il 30% è occupato da edifici e capannoni, il 28% da strade asfaltate e ferrovie. Tra le città con le superfici più cementificate troviamo Napoli e Milano (con oltre il 60%) seguite da Pescara e Torino (oltre il 50%) e poi da Monza, Bergamo, Brescia e Bari con oltre il 40% di superficie impermeabilizzata».

Inoltre, in gran parte d’Italia non esistono ancora oggi controlli e sanzioni rispetto ai consumi delle abitazioni (le verifiche degli attestati di prestazione energetica che per la Direttiva sono obbligatori) e quindi si condannano le famiglie a spendere migliaia di Euro per case fredde d’inverno e calde d’estate. «Malgrado dibattiti e impegni – dicono gli ambientalisti – ancora non è in vigore il libretto del fabbricato e non si hanno informazioni nemmeno per edifici in zone a rischio sismico e idrogeologico, o controlli mirati relativi ai materiali e alle tecniche di costruzione utilizzate. In questa situazione, il settore dell’edilizia vive una drammatica crisi occupazionale con oltre 600mila posti di lavoro persi e migliaia di imprese chiuse. C’è quindi urgente bisogno di un progetto che tenga assieme gli obiettivi e le politiche per tre grandi questioni strettamente connesse tra loro: il consumo di suolo, l’emergenza casa e la rigenerazione urbana».

In un Paese dove le seconde case e le case sfitte abbondano c’è però l’emergenza casa, il dossier ricorda che «Negli ultimi 5 anni sono stati emessi oltre 311mila sfratti, e milioni di famiglie vivono condizioni di grave disagio per pagare le rate del mutuo o dell’affitto nonostante siano 2milioni e 700mila le case vuote su tutto il territorio italiano (contro le 700mila nel Regno Unito per fare un esempio). Servono nuove politiche, con risorse stabili per riqualificare il patrimonio edilizio pubblico in locazione e per creare nuovi alloggi negli ambiti di riqualificazione, con nuovi strumenti urbanistici e fiscali da affidare ai Comuni per gestire il patrimonio immobiliare. Interventi che mancano completamente nel Decreto Lupi sulla casa in corso di approvazione in Parlamento».

Per quanto riguarda la riqualificazione urbana, per normative che impediscono o rendono costosi e complicatissimi interventi invece fondamentali, in Italia continua ad essere  impossibile realizzare ambiziosi progetti in aree degradate o dismesse, o che riguardino condomini. «Eppure – dicono al Cigno Verde – sono oltre 2milioni e 500mila gli edifici residenziali sui quali sarebbe urgente intervenire.  865mila sono gli edifici residenziali in aree ad alto rischio sismico, per un totale di circa 1,6 milioni di abitazioni, mentre il totale degli edifici residenziali a rischio medio ed alto raggiunge i 4,7 milioni, con punte elevatissime in Sicilia (oltre 1,2 milioni di edifici) ed in Campania (quasi 800 mila edifici). Gli edifici residenziali a rischio frane ed alluvioni sono oltre 1,1 milioni (2,8 milioni di abitazioni e 5,8 milioni di persone che ci abitano), in particolare in Campania ed Emilia-Romagna dove si trovano rispettivamente 442 mila e 416 mila abitazioni, per un totale di oltre 300.000 edifici residenziali e 2 milioni di residenti coinvolti».

Il Cigno Verde oggi lancia anche  stopalconsumodisuolo.crowdmap.comun portale nazionale che ha già raccolto le segnalazioni di oltre 100 aree in pericolo, con informazioni, foto, video e segnalazioni relative al consumo di suolo nel nostro Paese per realizzare una mappa condivisa e sempre aggiornata delle aree da salvare. Un sito semplice ed accessibile a tutti per monitorare luoghi che rischiano di non esserci più se, non si cambiano le politiche, cancellando previsioni di piani urbanistici, progetti di grandi infrastrutture, piccole e grandi lottizzazioni che minacciano il suolo superstite di mezzo secolo di aggressioni alle terre fertili e alle aree naturali.

Il presidente di Legambiente, Vittorio Cogliati Dezza, conclude: «Senza un serio impegno politico la situazione non cambierà. Servono subito provvedimenti specifici per frenare il consumo di suolo e per la riqualificazione del patrimonio edilizio con chiari obiettivi di efficienza energetica e sicurezza anti sismica. Non servono altre case di carta in periferia, insicure e invivibili, ma nuove politiche per ripensare periferie degradate e dismesse con procedure che permettano finalmente di avviare progetti innovativi».