Consumo di suolo in Toscana: trasformato per sempre il 44% del paesaggio costiero

[30 giugno 2014]

La diffusione di dati sui prelievi di Goletta Verde è stata per Legambiente anche l’occasione per presentare,  alla presenza di  Anna Marson (Nella foto), assessore all’Urbanistica, pianificazione del territorio e paesaggio della Regione Toscana, anche il dossier “La costa toscana, da Capalbio a Marina di Carrara: l’aggressione del cemento e i cambiamenti del paesaggio” e, secondo il Cigno Verde, «Questi dati dimostrano l’urgenza di un cambio che renda più incisiva la tutela della costa Toscana. La Regione approvi al più presto la proposta di Piano Paesaggistico che è all’esame del Consiglio Regionale»

Infatti Legambiente è preoccupata per l’avanzata del cemento e dal dossier emerge che «Su un totale di 410 km di costa – da Capalbio al confine con il Lazio, a Marina di Carrara, al confine con la Liguria – 181 km, cioè il 44% del totale della costa della Toscana è stato modificato inesorabilmente da interventi edilizi negli ultimi due decenni, cancellando ben dodicimila chilometri di costa. E il boom delle costruzioni non accenna a diminuire». Per questo Goletta Verde chiede alla Regione e gli enti territoriali, sia costieri che dell’entroterra, non solo di «Itervenire finalmente per risolvere con urgenza e dare piena attuazione al sistema di depurazione dei reflui urbani», ma lancia anche un arriva l’appello per «Approvare al più presto la proposta di Piano Paesaggistico che è all’esame del Consiglio».

Il presidente di Legambiente Toscana, Fausto Ferruzza, ha fatto notare che «Inoltre, lo studio presentato oggi ribadisce quanto è urgente per questa regione fermare anche il crescente consumo di suolo costiero, in particolare con la trasformazione dei tratti di costa ancora integri, quelli agricoli e naturali, presenti soprattutto a sud, tra Grosseto e Follonica, tra Piombino e Riva degli Etruschi. Per questo chiediamo alla Regione di approvare la proposta di Piano di indirizzo territoriale con valenza di Piano Paesaggistico che è all’esame del Consiglio Regionale, in quanto sceglie una chiara direzione di tutela del territorio costiero».

Lo studio sul consumo di suolo delle aree costiere che non comprende le isole dell’Arcipelago Toscano) ha analizzato la costa toscana in un arco di tempo che va dal 1988 al 2011 e spiega che «Grazie alla sovrapposizioni delle foto satellitari è stato possibile fare un raffronto con quella che era l’occupazione della costa all’epoca e come si è evoluta nei 23 anni presi in esame. Lo studio del consumo di suolo in questo periodo è importante anche perché, almeno in teoria, sono gli anni in cui erano in vigore i vincoli della legge 431/1985, la “Galasso”. Malgrado questi vincoli paesaggistici sono stati cancellati 12mila metri di paesaggi costieri toscani in gran parte a favore di nuove seconde case, per infrastrutture, per l’espansione di alcuni agglomerati che si susseguono lungo la costa, e per attività turistiche. Più precisamente, sono 65 i chilometri occupati da infrastrutture portuali e industriali; 25 i chilometri di paesaggi urbani ad alta densità (ossia i principali centri sulla costa), mentre l’edificazione diffusa e meno densa occupa 91 chilometri. I tratti ancora “integri”, perché liberi da insediamenti, si distinguono tra 69 chilometri che si possono considerare paesaggi agricoli e 160 chilometri di costa con caratteri naturali».

Il vicepresidente nazionale di Legambiente, Edoardo Zanchini,  ha detto che «La costa Toscana è una delle più belle d’Italia con un patrimonio storico e ambientale conosciuto a livello internazionale  che dobbiamo portare nel futuro rafforzando attenzioni e politiche nei confronti di una risorsa a rischio -. Il nostro studio ha evidenziato una rilevante trasformazione dei paesaggi costieri e  una dinamica di ulteriore cementificazione che non si è fermata in questi anni. E’ rilevante che solo il 15% della costa risulta sotto tutela ambientale, e dobbiamo scongiurare che altri tratti vengano progressivamente, anno dopo anno, trasformati per la diffusione di case, alberghi, porti, residence con una crescita da un lato dei centri più grandi e la saldatura delle ultime aree rimaste libere. È urgente aprire una nuova fase di attenzione alle coste toscane che sia contraddistinta sia da un maggiore tutela che da una nuova qualità dell’intervento sul patrimonio esistente, attraverso attente politiche di tutela, di valorizzazione e fruizione turistica».