Ceccarelli: «Mantenuta tutela del territorio, ma normativa più snella ed efficace»

Consumo di suolo e nuova legge urbanistica in Toscana

Marson: «Legge più avanzata d’Italia, tanto che si è sentita l’esigenza di “alleggerirla”»

[14 luglio 2016]

legge urbanistica consumo di suolo in toscana

È da oggi in vigore la nuova normativa (la legge regionale 43/2016) che modifica la legge urbanistica toscana, che va a integrare e correggere l’originaria formulazione trovata – dopo un aspro dibattito politico – sul finire della scorsa legislatura: la legge 65/2014.

Un nuovo corso che coincide con la presentazione da parte dell’Ispra dei dati sul consumo di suolo in Toscana, secondo i quali sono ancora molti i passi in avanti che è necessario compiere a difesa del territorio. «Risulta evidente – sottolinea l’Ispra – che le aree con i valori più elevati di suolo consumato si concentrano nel bacino Firenze-Prato-Pistoia e nella fascia costiera tra il confine con la Liguria e la città di Livorno, oltre che lungo le direttrici principali dello sviluppo urbano e infrastrutturale (Valdarno superiore e inferiore, Valdinievole, Lucchesia, Valdelsa, etc). Le province con i tassi maggiori di consumo di suolo risultano, anche a causa delle ridotte dimensioni, quelle di Prato e Pistoia, mentre la città metropolitana di Firenze – che dal 2015 è subentrata alla provincia – fa registrare il valore più grande in termini assoluti. Analogamente, tutti i comuni con le percentuali maggiori di suolo consumato si trovano nella Versilia e nel bacino fiorentino anche se le maggiori superfici consumate si registrano nei comuni capoluogo di provincia».

Cosa cambierà a partire da oggi, con l’entrata in vigore della nuova legge urbanistica? «La legge 65 – commenta Vincenzo Ceccarelli, assessore regionale alle Infrastrutture e all’urbanistica – è senza dubbio un’ottima legge, di grande portata innovativa. Ma come tutte le cose nuove ha avuto bisogno di un periodo di rodaggio, nel quale la pratica ha evidenziato alcune difficoltà applicative da parte delle amministrazioni locali. Inoltre il quadro normativo nazionale è cambiato, in particolare con la conversione in legge del Decreto ‘Sblocca Italia’ (L. 164/2014). Abbiamo, dunque, deciso di rimettere mano al testo e, pur rispettando l’impianto della legge e gli obiettivi fissati, abbiamo fatto le modifiche necessarie per facilitarne l’applicazione. In conclusione – chiosa Ceccarelli – la rinnovata legge regionale 65 mantiene la stessa attenzione alla tutela del territorio toscano, ma è più snella ed efficace».

Diverso il parere di chi fu il principale artefice della legge 65/2014, ovvero dell’allora assessore all’Urbanistica Anna Marson. Secondo la Marson, intervenuta al proposito nei giorni scorsi su eddyburg, anche una volta modificata la legge urbanistica toscana «rimane la più avanzata in Italia per quanto riguarda le misure di prevenzione del consumo di suolo», in quanto l’unica vigente «ad affrontare seriamente il tema del blocco del consumo di suolo. Così seriamente – aggiunge però l’ex-assessore – che si è sentita l’esigenza di “alleggerirla”».

Il processo di modifica appena conclusosi è stato iniziato sì «per correggere alcune incongruenze prodotte da emendamenti approvati all’ultimo minuto, e per recepire nuove norme nazionali in materia di edilizia e appalti. Strada facendo, tuttavia, le proposte di modifica si sono allargate, ed è passato il segnale, politico, che alcuni interessi potevano ottenere risposta».

Con quali conseguenze? «Le rosicchiature di fattispecie di trasformazioni e di parti di territorio “liberate” dalla legge sono state numerose – osserva Marson – con effetti che potremo concretamente verificare soltanto nel tempo a venire». Sperando di non dovercene amaramente pentire.