Courmayeur, Geologi : «Quella è la frana più monitorata al mondo, ma ce ne sono altre che nessuno considera»

[23 aprile 2014]

Manterremo alta l’attenzione su Courmayeur , ma in Italia ci sono altre situazioni gravi che non ricevono la stessa attenzione. I movimenti franosi sono almeno 500.000 sui 700.000 in Europa.  L’unica strada per mitigare i rischi idrogeologici in Italia è la prevenzione ma per prevenire bisogna conoscere . Non so quanti delle 6 milioni di persone che vivono in aree a rischio idrogeologico ne sono consapevoli.

Quella di Courmayeur è la frana, al momento, più monitorata al mondo. Alla base è prevista la costruzione di un vallo di protezione lungo 750 metri. Servirà, in caso di collasso, a permettere l’evacuazione delle persone. Ma ricordiamolo, il vallo è stato progettato per gestire lo scenario da 1 milione di metri cubi. Un ottavo del volume totale. Il vallo è, tuttavia, il primo esempio di investimento di ingenti somme per la prevenzione del dissesto. Un buon inizio. 

Le frane sono il nostro pane quotidiano. Siamo abituati a studiare e gestire i dissesti. D’altra parte di frane così ce ne sono tante altre, anche più grandi, ma non suscitano un clamore tale. Perché? Perchè “sotto” non c’é Giampilieri, c’é La Palud, una località prestigiosa della più nota Courmayeur. La frana in questione cuba 8,3 milioni di metri cubi. E’ una frana complessa, con porzioni al suo interno più attive ed altre ancora quiescenti. E’ la combinazione di tre fattori che la riattiva saltuariamente: l’acqua, la temperatura e naturalmente l’acclività. L’acqua, lubrificante naturale delle frane di questo tipo, proviene dallo scioglimento della neve e dalle precipitazioni. Anche quest’anno si é riattivata ad Aprile, come lo scorso anno.

La frana ha un comportamento “plastico”; come un ghiacciaio che si muove così lentamente da non poterne cogliere lo spostamento, ad occhio nudo.

Stefania Notarpietro, Presidente Ordine Geologi Valle D’Aosta