Dall’Elba un messaggio forte per la salvaguardia da frane e alluvioni

52 i tratti tombati, corsi d'acqua deviati, alvei ristretti per costruire case, capannoni e infrastrutture

[14 settembre 2017]

La mattina del 12 settembre, convocati dal vicePrefetto  Giovanni Daveti si sono riuniti i responsabili delle Istituzioni : Comuni, Parco Nazionale, Carabinieri forestali, Consorzio di Bonifica, Protezione civile…allo scopo di verificare lo stato dell’ arte  sulle norme, l’ organizzazione e le conoscenze delle aree a maggiore rischio idraulico ed idrogeologico dell’ Elba. La riunione era stata convocata da tempo, e ha avuto la sua preziosa attualizzazione, con i tragici eventi di Livorno della notte del 10 settembre. Apprendiamo così, fra l’ altro, che il Consorzio di Bonifica dispone dal 2016 di un censimento delle are a rischio dell’ Isola dove: «sono 52 i tratti di corsi d’acqua tombati con il cemento, per una lunghezza complessiva di 5 km. su un reticolo totale di 156 km. In diversi luoghi i corsi d’ acqua sono stati deviati, gli alvei ristretti per poter costruire case capannoni ed infrastrutture».

Diverse le  considerazioni che sono emerse nella riunione: manutenzione ordinaria di taglio della vegetazione e rimozione degli sfalci; dragaggio dei fossi superando le viscosità normative che regolano la rimozione dei detriti di fondo; rimozione dei tombamenti di maggiore pericolo e opere di regimazione dei fossi;  capillare censimento delle case e degli opifici a rischio idraulico e idrogeologico con una adeguata opera di sensibilizzazione dei cittadini e di piani operativi in grado di provvedere a ordinate evacuazioni- testate da specifiche esercitazioni che coinvolgano istituzioni e cittadini “a rischio”, in caso di allerta; non sottovalutare le allerta, anche se «la volta precedente non era successo nulla» ( le previsioni non sono una scienza esatta e comunque , meglio avere paura che buscarne, come dice un antico adagio). Al riguardo di particolare significato quanto dichiarato dal tenente colonne.lo Marco Pezzotta, comandante  dei Carabinieri Forestali, nonché geologo: «Dobbiamo lavorare sulle’ educazione delle persone che devono conoscere quali sono i problemi e non sottovalutarli».

Certamente non molto potremo fare per le “malaccorte” cementificazioni e intubamenti del passato, anche se gli ostacoli di maggiore pericolo devono essere rimossi, ma nel presente dobbiamo essere estremamente rigorosi nei nuovi interventi edificatori, piccoli o grandi che siano, e investire risorse e promuovere incisive campagne comunicative , affinché la  cultura delle regole e delle fragilità geologiche del territorio divengano parte dominante nelle azioni e nelle consapevolezze delle istituzioni e dei singoli cittadini. Occorrono risorse economiche: tutto bene e subito, è uno slogan trito e ritrito, ma un piano di interventi di breve termine deve essere fatto, attivando tutte le idonee procedure di finanziamento ( Europa, Stato, Regione), ivi compreso il ” tesoretto” della tassa di sbarco, come il buon senso e il bisogno  spinge, voci sempre più numerose, a richiedere.

L’Elba nell’ultima trentina di anni ha vissuto diversi momenti di criticità e pericolosità per frane ed alluvioni, da Pomonte e Cavo. Molte opere sono state fatte, la sensibilità e le consapevolezze dei problemi nelle istituzioni e nei singoli cittadini sono aumentate. Con la riunione del 12 settembre è stato fatto un grande e meritorio passo in avanti…un messaggio forte per tutto ” Il Bel  Paese”. Continuiamo il nostro cammino di qualità, concretizzando i progetti…e grazie a nome di tanti.

di Beppe Tanelli, già presidente del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano