Demolizione Rari Nantes: la provincia di Firenze disponibile a trovare soluzioni purché condivise

[30 luglio 2013]

Continua la diatriba tra comune e provincia di Firenze sulla vicenda Rari Nantes di cui ha trattato anche greenreport. Come emerso nei giorni scorsi sulla stampa, il comune pareva avere sciolto il bandolo della matassa attraverso un rinvio della questione per altri 4 anni. Ma a quanto pare questa soluzione è stata presa in modo unilaterale.

«Inutile cercare escamotage che spostano solo il problema di qualche anno. Le responsabilità vanno affrontate e non eluse», ha sottolineato l’assessore provinciale all’Ambiente e alla Difesa del suolo, Renzo Crescioli.

«Noi siamo disponibili, fino al 16 settembre, a trovare una soluzione programmata e condivisa  che tenga insieme la salvaguardia di un’esperienza importante come la Rari, a cui tutti teniamo, con i punti imprescindibili del rispetto delle norme sulla sicurezza idraulica e dei provvedimenti esistenti legittimi ed esecutivi. Il comune di Firenze – ha aggiunto l’assessore– ha approvato un testo che,  da quello che abbiamo avuto modo di leggere dalla stampa, non ha recepito le osservazioni fatte a suo tempo dalla Provincia. Questo è un modo di procedere quanto meno curioso: di solito  prima di approvare una convenzione, ci si assicura che il testo sia condiviso  tra le parti.  In assenza di fatti nuovi e concreti, il provvedimento che prevede il rientro in possesso delle strutture il 16 settembre per potere procedere alla esecuzione degli abbattimenti previsti da anni non può che rimanere in vigore. Ma al di là di questo, sino ad allora le nostre porte rimangono aperte per una soluzione condivisa col Comune».

Per la provincia non è più tempo di rimandare la soluzione del problema,  a questo punto è necessaria un’intesa precisa e dettagliata in cui si individuino obiettivi,  luoghi, tempi congrui, risorse e sedi di verifica dell’attuazione di un processo di rilocalizzazione degli impianti di Rari Nantes. «Noi non abbiamo alcun pregiudizio a risolvere la questione – ha aggiunto Crescioli – ma si deve tenere conto che la Provincia non può derogare in alcun modo dagli obblighi che derivano dalle sue competenze sul demanio fluviale o sulla sicurezza idraulica dell’Arno, a maggior ragione dopo l’esplicito intervento compiuto dalla Procura della Repubblica».

La provincia tra l’altro ha ricordato  che non solo le norme di legge, ma anche l’Autorità di Bacino del fiume Arno impone la messa in sicurezza di situazioni come quella della Rari Nantes  come recita  la norma 12 (Messa in sicurezza delle fasce di rispetto degli argini e delle sponde) del Piano Stralcio Riduzione del Rischio Idraulico dell’Autorità di Bacino, adottato con DPCM 5/11/1999: “Nella fase di attuazione del Piano di Bacino, stralcio Rischio Idraulico, in conformità alle disposizioni legislative di cui alla legge n. 183/1989, dovranno essere verificate, eliminate o corrette le situazioni difformi da quanto stabilito dal T.U. n. 523/1904 relativamente ai centri abitati e alle infrastrutture”.

In merito a soluzioni alternative per ricollocare l’impianto sportivo della Rari Nantes, la provincia di Firenze ribadisce la propria piena disponibilità e avanza una proposta di localizzazione:  «Pensiamo  ad  aree del demanio fluviale, anche in riva destra dell’Arno in Lungarno del Tempio che, a seguito di specifiche destinazioni urbanistiche, la Provincia può mettere a disposizione del Comune, in grado di ospitare gli impianti sportivi che verrebbero a mancare» ha concluso Crescioli.