Disastro di Livorno. Fattori e Sarti (Sì): «Imparare la lezione: consumo di suolo zero e messa in sicurezza del territorio»

«Tirrenica e aeroporto di Firenze saranno due bombe a orologeria»

[14 settembre 2017]

I due consiglieri regionali di Sì Toscana a Sinistra Tommaso Fattori e Paolo Sarti, intervenendo nel dibattito in Consiglio regionale, dopo aver dichiarato in aula la loro vicinanza ai familiari delle vittime e all’intera città di Livorno, ringraziando le volontarie e i volontari che hanno profuso il massimo impegno, fin dalle prime ore della tragedia, accanto a protezione civile, vigili del fuoco e forze dell’ordine, hanno aggiunto: «Se l’urgenza per Sì Toscana a Sinistra è che il Governo garantisca urgentemente risorse importanti e adeguate e che si programmino nuovi lavori per i corsi dell’Ugione, Rio Maggiore, Rio Ardenza e Chioma, è anche il tempo della riflessione sulle politiche di fondo».

Secondo il capogruppo Fattori, «Le vere cause di questi disastri non sono da ricercare nella natura ma in noi, nelle scelte sbagliate fatte in questi anni. Le cause sono i tagli agli investimenti per la salvaguardia del territorio, la politica dell’emergenza che ha sostituito la politica della prevenzione e soprattutto la mancata pianificazione e la cementificazione del territorio. E’ possibile dire con chiarezza che si è costruito dove non si sarebbe dovuto costruire? A niente sono serviti gli eventi alluvionali del passato, dato che si è continuato a cementificare accanto ai corsi d’acqua, edificando interi quartieri come quello di Scopaia, con edifici attaccati al rio Ardenza. Se l’acqua esonda adesso non trova più davanti a sé un campo, entra direttamente negli appartamenti. La Regione e i Sindaci non possono fermare i cambiamenti climatici ma con i piani strutturali e i regolamenti urbanistici i Comuni possono impedire per davvero il consumo di nuovo suolo, mantenendo ciò che è già stato costruito. La Regione, dal canto suo, dovrebbe evitare di smontare pezzettino dopo pezzettino la legge urbanistica e il PIT, dovrebbe smettere di allargare le maglie delle norme, aprendo a nuove edificazioni».

Fattore i Sarti  hanno evidenziato che «Siamo ormai davanti a veri e propri paradossi, il progetto della messa in sicurezza del Rio Maggiore fu affidato a privati interessati a costruire nuove residenze, uffici e negozi a scomputo delle opere di urbanizzazione, in altri termini, casse d’espansione necessarie per la tutela del territorio livornese sono state “barattate” con il via libera a nuove cementificazioni, in un circuito vizioso senza fine. Ma così non solo si è cementificato di più, si è pure lavorato a risparmio, facendo opere inadeguate quando gli esperti avevano già avvisato che, sulla base delle precipitazioni degli ultimi anni, sarebbe stato necessario fare casse di espansione più grandi. Ma nessuno ha voluto spendere di più. Questa è comunque una logica perversa, altro che consumo zero di suolo. Per non dire delle grandi opere dannose volute dalla Regione, che avranno effetti disastrosi anche sull’assetto idrogeologico del territorio. L’autostrada Tirrenica, come è emerso a seguito di nostre interrogazioni, avrà un intero tratto costruito all’interno di una cassa d’espansione, una follia che ne ridurrà la capacità di quaranta ettari, peraltro nell’area di Albinia, fragilissima dal punto di vista idrogeologico e già colpita da varie alluvioni nel corso degli anni. Se poi morirà qualcuno, di chi sarà la colpa? Ragionamento analogo vale per il nuovo aeroporto di Firenze, che prevede lo spostamento del Fosso Reale, principale canale di drenaggio della Piana, con la conseguente l’alterazione del complicato equilibrio idrogeologico dell’area, da cui dipende la sicurezza idraulica di Firenze. Di nuovo, quando poi ci saranno allagamenti e morti, la colpa sarà ancora della Natura?».

Fattori h concluso: «Impariamo la lezione di Livorno: smettiamo di cementificare, mettiamo in un cassetto le due bombe a orologeria chiamate autostrada Tirrenica e nuovo aeroporto di Firenze e facciamo un piano regionale per la messa in sicurezza del territorio e per la prevenzione del rischio idrogeologico, finalmente una grande opera utile».