Chiesto al PD di cambiare la denominazione dei circoli dedicati al sindaco ambientalista La solidarietà del presidente della Regione puglia Michele Emiliano

Il figlio di Angelo Vassallo: non associate più il nome di mio padre al PD

La famiglia del sindaco pescatore assassinato indignata per la candidatura alla Camera di Francesco Alfieri, che Vassallo denunciò nel 2008

[3 febbraio 2018]

Dalla sua pagina Facebook, Antonio Vassallo, figlio di Angelo Vassallo, il sindaco pescatore e ambientalista di Pollica assassinato il 5 settembre 2010 (omicidio per il quale si profila  l’archiviazione), chiede al Partito Democratico, di cui Vassallo era un noto esponente, di non utilizzare più il nome di suo padre.

La causa di tanta amarezza e delusione è la candidatura alla Camera di Francesco Alfieri e Antonio Vassallo spiega: «Quest’ultimo ex consigliere provinciale con delega ai lavori pubblici, fu coinvolto nel processo “ghost roads”, una vicenda che risale al 2008 quando furono stanziati 615 mila euro per la realizzazione di una strada che doveva servire al collegamento di due comuni cilentani: Pollica e Casalvelino. In quel periodo, mio padre, consigliere provinciale e sindaco del comune di Pollica, si accorse che se pur le ditte venivano pagate, i lavori erano sempre allo stato di partenza, al punto da far partire delle segnalazioni al Presidente della provincia Villani ed allo stesso Alfieri, i quali, però, non fornirono mai spiegazioni in merito .
Nonostante ciò, le richieste da parte di mio padre continuarono a susseguirsi, fino al cambio di guardia che nominò una commissione di esperti, la quale dichiarò che le opere previste non furono mai effettivamente realizzate. Il 16 luglio 2010, il nuovo assessore ai lavori pubblici inviò gli atti in procura e dopo sei giorni mio padre fu ascoltato dai giudici . Ma fu l’ultimo contributo che potette dare alle indagini, poiché la sera del 5 settembre 2010 fu ucciso».

Antonio Vassallo prosegue la ricostruzione politica e giudiziaria di questa vicenda: «Nel corso degli anni, le indagini proseguirono anche in correlazione all’omicidio di mio padre ed Alfieri, inquisito, non potette candidarsi nel 2015 alle regionali campane. Egli sostenne la campagna elettorale di Vincenzo De Luca, che fu eletto governatore e tuttavia lo nominò assessore alla pesca ed all’agricoltura. Nel settembre 2015, a causa del nostro sistema giudiziario, le indagini “ ghost roads “andarono in prescrizione».

La nuova svolta politica è arrivata  qualche mese fa, quando alcuni giornali del Cilento «preannunciarono la possibilità di una candidatura di Alfieri come esponente PD alla camera dei deputati, supportata vivamente dalla segreteria regionale pd e dal governatore della Campania Vincenzo De Luca», spiega  Antonio Vassallo, che non nasconde la grande amarezza della sua famiglia e verso le scelte del PD, Partito per il quale suo padre si è impegnato così tanto.

La conclusione del post su Facebook è un forte atto di accusa alle scelte fatte dal PD in Campania: «Sempre più indignati dall’ascesa al potere di un personaggio discutibile come il succitato e del tutto in disaccordo con la possibilità che egli possa diventare un rappresentante e tutore del nostro territorio, noi familiari ci sentiamo sempre più distanti dalle scelte di questo partito e attraverso questo post chiedo a nome della mia famiglia, di non associare più il nome di mio padre al partito, cambiando gentilmente anche la denominazione dei circoli a lui dedicati con l’augurio che la memoria non venga solo affissa ma praticata tutti i giorni, in maniera tale che possa non ridursi ad un’inutile nostalgia».

Ad Antonio Vassallo ha espresso la sua solidarietà il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano che scrive in un commento al  suo post:  «Caro Antonio, comprendo totalmente la tua indignazione e la tua decisione di abbandonare il PD. Sono indignato anche io per quello che sta accadendo e sono incredulo del fatto che nessuno abbia tenuto conto delle argomentazioni nitide e non contestabili che hai utilizzato a tempo debito per evitare che simili personaggi fossero candidati. Purtroppo quei moltissimi che in Campania avrebbero votato per il PD che tuo Padre rappresenta, non andranno a votare o voteranno altre forze politiche perché casa nostra, quella costruita dai partigiani durante la Resistenza e fatta diventare bellissima da gente come Tuo Padre, è stata invasa da personaggi improbabili e opachi come quelli da Te descritti. Tenteremo con tutte le nostre forze di scacciare questi personaggi dal PD in modo che tu possa assieme a Tuo Padre sentirti di nuovo parte di tutti noi. Nel frattempo ti chiedo scusa per conto di coloro che nel PD non hanno neanche avuto il coraggio di guardarti negli occhi prima di infangare in questo modo la memoria di Tuo Padre Angelo».