Firenze Novella, ambientalisti e Università presentano un’alternativa per i treni ad alta velocità

Chiesto un incontro a sindaco e Regione per illustrare le proposte elaborate

[26 ottobre 2016]

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La nuova proposta avanzata da Fs in merito al nodo ferroviario di Firenze sembra scontentare tutti in Toscana: che l’atteggiamento assunto verso il tunnel Tav e la stazione Foster sia sempre stato di opposizione, a favore o interlocutorio, prevale oggi l’assurdo di una proposta sostenuta a partire dagli anni ‘90 e adesso improvvisamente sull’orlo dell’abbandono.

Il sindaco di Firenze e il presidente della Regione Toscana hanno chiesto dunque 30 giorni di tempo per valutare al meglio le implicazioni della stessa. Un intervallo di tempo in cui si inseriscono oggi associazioni ambientalisti, comitati e l’Università di Firenze (Laboratorio di progettazione ecologica degli insediamenti/dipartimento di Architettura) chiedendo un incontro a livello istituzionale per illustrare alternative elaborate nel corso degli anni al sottoattraversamento fiorentino per l’alta velocità, puntando a una maggiore sostenibilità ambientale ed economica del progetto.

«Per l’individuazione della stazione dei treni a lungo percorso (quelli che non terminano o nascono da Firenze) c’è la proposta – si dettaglia – di situarla nella zona prossima all’attuale fermata Firenze Statuto, dove ci sarebbero gli spazi sufficienti per nuovi binari e marciapiedi, dove i locali inutilizzati dell’ex deposito locomotive (ottimo esempio di archeologia industriale da recuperare) potrebbero ospitare i servizi per i viaggiatori; il terrapieno su cui poggia la sede ferroviaria potrebbe essere utilizzato ricavandone varchi che mettano in collegamento tra loro varie parti della città e queste con le infrastrutture di mobilità su ferro. La vicinanza alla stazione di Santa Maria Novella potrebbe consentire con questa collegamenti di tipo aeroportuale con tapis roulant e un rapido collegamento con tutte le direttrici del servizio regionale prevedendo la fermata dei treni aventi origine o termine a Santa Maria Novella».

Il dipartimento di Architettura dell’Università di Firenze, Fondo Ambiente Italia, Legambiente, Italia Nostra, la Rete dei comitati in difesa del territorio e il Comitato no tunnel Tav Firenze credono che «le proposte fatte possano essere la base di una discussione concreta che guardi soprattutto agli interessi di Firenze e dei cittadini che utilizzano il treno per muoversi in Toscana», e da qui la richiesta di un incontro al sindaco Nardella e al presidente Rossi. Comunque vada dopo due decenni di (vana?) attesa, in trenta giorni le carte sull’alta velocità a Firenze saranno rimescolate ancora una volta. Meglio considerare tutte le opzioni sul tavolo.