Regione e Comune prendono tempo. Trenta giorni per valutare la proposta

A Firenze un buco senza ciambella: per l’alta velocità Fs propone il tunnel senza stazione

«Interesse di tutti i soggetti è tutelare traffico ferroviario regionale e garantire la massima connessione possibile con il sistema alta velocità». Il comitato: «Incomprensibile»

[19 ottobre 2016]

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La “rivoluzione” dei trasporti ferroviari in Toscana non accenna a fermarsi. In concreto, nei cantieri dell’alta velocità a Firenze tutto è ancora cristallizzato attorno a progetti iniziati ormai una ventina d’anni fa, ma in pochi mesi le carte in tavola sono cambiate radicalmente per quanto riguarda il sottoattraversamento e la stazione progettata dall’archistar Norman Foster. A inizio estate, entrambe le opere sembravano ormai avviate a una rapida quanto turbolenta dismissione. Ieri, le Ferrovie dello Stato hanno ufficializzato una nuova versione.

Secondo quanto emerso dal tavolo tecnico riunitosi a Roma, la proposta di Fs per la sistemazione del nodo ferroviario di Firenze «prevede il sottoattraversamento ma non la realizzazione della stazione Belfiore». Di fronte a questo nuovo colpo di scena Regione Toscana e Comune di Firenze, i cui rappresentanti erano a Roma, hanno chiesto 30 giorni di tempo per valutare in maniera approfondita la proposta.

«Nel corso dell’incontro – ha spiegato il presidente della Regione, Enrico Rossi – ci è stata presentata una soluzione che prevede la realizzazione del sottoattraversamento, così come inizialmente progettato, e non quella della stazione progettata da Foster e l’utilizzo della stazione di Campo di Marte anche per l’alta velocità. Noi abbiamo chiesto trenta giorni di tempo per fare una valutazione precisa e approfondita di cosa comporta questo progetto. Nei prossimi giorni, non appena ci verrà trasmessa la proposta, potremo entrare nel merito e formuleremo le nostre obiezioni e le nostre valutazioni con le nostre richieste a Ferrovie dello Stato rispetto alla loro ipotesi. Il nostro interesse assoluto è quello di tutelare i treni regionali e i viaggiatori che li utilizzano e di avere garanzie e sicurezze per ciò che riguarda la connessione tra il trasporto regionale e l’alta velocità».

Posizione che, a leggere la posizione espressa da Fs, sembra essere condivisa da tutti gli attori in gioco: «Interesse di tutti i soggetti del tavolo tecnico istituzionale – sottolineano infatti le Ferrovie dello Stato – è quello di tutelare il traffico ferroviario regionale e garantire la massima connessione possibile con il sistema alta velocità».

Come questo sia improvvisamente possibile, dopo lustri di progetti, dibattiti (e circa 800 milioni di euro) spesi in senso contrario, rimane ancora tutto da dimostrare. E al di là della comunicazione istituzionale, l’insoddisfazione continua a montare. In primis sul territorio, dove il comitato No tunnel Tav parla di «soluzione tecnicamente incomprensibile». L’attesa, ora, rimane tutta per le valutazioni di Comune e Regione.