Geologi, ancora un italiano sul tetto d’Europa

[6 giugno 2014]

Chissà se anche per i geologi vale il motto nemo propheta in patria. Su 30mila geologi europei la metà sono italiani (con un perché, visto che delle 700mila frane censite nel Vecchio Continente 500mila sono in Italia), ma nel Bel Paese può ben succedere che il Lazio, ad esempio, decida di chiudere decida di chiudere il proprio servizio geologico regionale.

Nel mentre, altrove le competenze dei nostri geologi continuano ad essere molto apprezzate, e l’ultima dimostrazione è la riconferma di Domenico Calcaterra, ordinario di Geologia applicata presso l’università Federico II di Napoli, a segretario generale della Federazione europea dei geologi. La votazione, tenutasi nel corso dell’assemblea generale della Federazione riunitasi a Palermo, ha visto un’indicazione unanime verso il geologo campano, che ha esordito: «La disseminazione dei valori etici e professionali dei geologi italiani ed europei sarà una fondamentale “mission” della Federazione  nel quadro del Piano strategico che la Feg ha varato per il quadriennio 2013-2017».

«La conferma di Domenico Calcaterra rappresenta per i geologi italiani un’esplicita attestazione dell’impegno del Cng – ha dichiarato Gian Vito Graziano, presidente del Consiglio nazionale dei gGeologi – nell’ambito della Federazione, per un suo maggiore coinvolgimento nelle sedi istituzionali comunitarie. Il Consiglio Nazionale si è molto impegnato in questi 3 anni per una affermazione del ruolo sociale del geologo e della geologia a servizio delle politiche di sviluppo sia nazionali, che europee. E’ importante che la Federazione sappia intrattenere una continua interlocuzione politica con le istituzioni europee, dal Servizio geologico della comunità europea, alle commissioni parlamentari ed agli stessi parlamentari di Bruxelles. Siamo alla vigilia dell’insediamento del nuovo Parlamento europeo e del semestre italiano in Europa. Due occasioni da non perdere».