Geomorfologi, in Italia «1.534 chilometri di costa sono in forte erosione»

«L’equilibrio delle coste dipende anche dall’arrivo dei sedimenti, ma non abbiamo fatto altro che togliere materiale ai fiumi durante il boom economico»

[23 ottobre 2017]

Nel nostro Paese ben «1.534 chilometri di costa sono in forte erosione costiera», un fenomeno reso ancor più preoccupante dall’urbanizzazione che ha ormai coinvolto gran parte di queste aree: «Addirittura su 669 chilometri ci sono edifici e costruzioni a rischio», come ha spiegato Gilberto Pambianchi – presidente nazionale dei Geomorfologi italiani (nella foto) – intervenendo a Gaeta per la terza Giornata nazionale sull’economia del mare.

A condizionare pesantemente tale bilancio finale è il prelievo di risorse naturali dall’ambiente, con il paradosso che tali materiali sono stati prelevati per poi magari essere impiegati nella costruzione di opere ed edifici adesso a rischio crollo. «Durante il boom economico – ha proseguito infatti Pambianchi – abbiamo messo a dura prova i bacini idrografici. Oggi dall’entroterra non arriva più materiale a mare. L’equilibrio delle coste dipende anche dall’arrivo dei sedimenti. Invece non abbiamo fatto altro che togliere materiale ai fiumi, durante il boom economico. I bacini idrografici, ad esempio il Po, sono stati molto sfruttati, non abbiamo fatto altro che togliere materiale ai fiumi». Pagandone adesso le conseguenze.

«Sappiamo cosa fare per intervenire in questi contesti – conclude il presidente dei Geomorfologi – ma dobbiamo restituire sedimenti al mare. Dobbiamo programmare un attento sfruttamento delle aree interne. Per fare questo occorre in Italia la carta geomorfologica la cui base è la cartografia geologica. In Italia, ad oggi, abbiamo la cartografia geologica realizzata solo per il 40 per cento e addirittura quella geomorfologica al 5 per cento: questa è la situazione oggi».