Massicci interventi in programma su 30 Km di costa salernitana

Goletta Verde, blitz contro l’erosione costiera: no al “Grande progetto del litorale di Salerno”

[26 luglio 2013]

«Un milione e 200.000 tonnellate di massi da movimentare, corrispondenti in pratica ad una collinetta di circa 100 metri di altezza che sparirà dall’entroterra. Massi che verranno distribuiti su 30 chilometri di litorale per realizzare 45 pennelli, cioè massicciate che dalla riva si proiettano a mare per circa 150 metri, di cui oltre la metà sporgenti dal livello sia dell’acqua che della riva per un metro e mezzo e 4 celle costituite da pennelli e barriere parallele soffolte di chiusura in mare. Si tratta di massi di calcare provenienti da cave a terra e trasportati effettuando oltre 75mila viaggi di camion, con più 13 milioni di chilometri da percorrere, tre milioni di litri di gasolio da consumare e oltre  settemila tonnellate di CO2 emessa».

Sono queste le impressionanti cifre del progetto “Interventi di difesa e ripascimento del litorale del Golfo di Salerno”, resi noti oggi da Goletta Verde che denuncia «L’artificializzazione di decine di stupendi chilometri della costa salernitana, che Regione Campania e Provincia di Salerno propongono quale risposta ai processi di erosione costiera».

Un no secco degli ambientalisti che ha preso forma in un blitz lungo il litorale salernitano al grido di “giù le mani dalla costa”.

Quello proposto da Regione Campania e Provincia di Salerno è un intervento che Legambiente da sempre ritiene «Eccessivamente ponderoso a fronte di una problematica di entità modesta sia in termini di attuale tasso annuo di erosione (massimo 2 metri/anno) che di entità del tratto di costa effettivamente interessato dall’erosione (circa 17 Km sui complessivi 30 Km su cui si interviene). Si tratta di una costa su cui affaccia l’area archeologica di Paestum, riconosciuta dall’Unesco come patrimonio dell’umanità e sono perimetrati sia un sito della Rete Natura 2000 che una Riserva Naturale Regionale per circa 15 chilometri».

Giancarlo Chiavazzo, responsabile scientifico di Legambiente Campania, sottolinea che «Provincia e Regione corrono imperterriti, senza porsi adeguate domande su quale sarà l’efficacia e soprattutto quali saranno gli impatti di questo massiccio intervento. Questo sebbene l’Autorità di Bacino Destra Sele ha eccepito su alcune rilevanti “incongruenze” di progetto, come pure il Nucleo di Valutazione e Verifica degli investimenti Pubblici della stessa Regione che ha espresso “parere non positivo” sul progetto. Si tratta di un ponderoso intervento che va assolutamente rivisto e meglio calibrato su quest’area che presenta tratti di grande pregio. L’erosione costiera deve essere affrontata con interventi sostenibili».

Per questo il Cigno Verde chiede a Regione e Provincia di «Valutare altre esperienze, prendendo spunto da quello che di meglio e più sostenibile si sta facendo altrove anche in Italia». Giorgio Zampetti, portavoce di Goletta Verde e responsabile scientifico di Legambiente, ricorda che «La Regione Campania il 18 giugno 2013 ha aderito alla “Carta di Bologna 2012”, un protocollo per la promozione di un quadro comune di azioni strategiche per la protezione e lo sviluppo sostenibile delle aree costiere del Mediterraneo. Una Carta in cui si richiamano proprio i principi delle buone pratiche già messe in campo e in particolare che nella strategia di gestione della erosione costiera piuttosto che gli interventi rigidi, cioè pennelli e barriere soffolte, occorre fare ricorso, per risolvere il problema, ai cosiddetti rinascimenti morbidi, unitamente ad una serie di interventi collaterali che favoriscono il naturale apporto di sabbie dai fiumi e la stabilizzazione delle dune costiere con la vegetazione tipica».

Proprio di questo progetto si parlerà, al meeting “Paesaggio costiero. Il grande progetto di difesa del litorale costiero salernitano: le criticità e le alternative possibili”, che si terrò il 29 luglio all’Oasi dunale Legambiente di Paestum.