Governo del territorio, intellettuali e autonomie locali a favore della legge regionale

[12 dicembre 2013]

Come evidenziato anche su greenreport in questi giorni è stato molto acceso il dibattito intorno alla proposta di legge regionale sul governo del territorio licenziata dalla Giunta, che si appresta ora ad iniziare il proprio iter in Consiglio regionale. Nel merito, molte perplessità sulla legge sono state avanzate dagli ordini professionali, mentre altri, tra cui alcune associazioni ambientaliste, hanno messo in evidenze il dato positivo del blocco di consumo di suolo.

Parere favorevole è stato espresso anche da Anci Toscana e Uncem ma il Consiglio delle autonomie locali, in un documento, ha espresso raccomandazioni, su alcuni punti dove ritiene necessario vengano apportate modifiche al testo di legge. Nello specifico i punti sono quelli relativi a perequazione territoriale, strutture commerciali al dettaglio/copianificazione ed edilizia residenziale sociale.

«Abbiamo bisogno di liberare nuove energie, alleggerendo soprattutto per gli interventi sul patrimonio esistente procedimenti già oggi farraginosi –  ha dichiarato il sindaco di Scandicci Simone Gheri, responsabile Urbanistica per l’Associazione dei comuni toscani – eliminando meccanismi che comportino conflittualità tra enti, evitando diseconomie di scala, offrendo alle Amministrazioni locali, anche minori, risorse e collaborazione per la qualità e la stabilità delle decisioni».

Oltre ai tre punti ricordati, nel corso di un ulteriore percorso di ascolto e confronto portato avanti da Anci Toscana in queste settimane, sono stati raccolti contributi critici. In particolare è emersa l’esigenza di un ampliamento della casistica delle cosiddette ‘varianti semplificate’, soprattutto al fine di snellire l’iter burocratico dei processi di rigenerazione urbana e di recupero, riuso e ristrutturazione urbanistica dell’edificato esistente. Si è rilevata anche la necessità di ridurre le casistiche da portare in conferenza di copianificazione, ricalibrandole soprattutto per esigenze correlate al settore produttivo e a processi di rigenerazione urbana.

Per quanto riguarda la perimetrazione del ‘territorio urbanizzato’ e del ‘territorio rurale’, è stata richiesta l’elaborazione di un documento di linee guida regionali in grado di fornire indicazioni attinenti alle caratteristiche delle diverse realtà territoriali. Infine, si è ravvisata la necessità di definire procedure incentivanti e premialità che favoriscano l’adesione e l’inclusione volontaria alla pianificazione di livello intercomunale. Insomma la condivisione pare di massima, visto che le modifiche richieste non sono poche e indirizzate a richiedere maggiore libertà di azione da parte dei comuni.

«Se condivise dal Consiglio regionale, queste modifiche ed integrazioni alla PdL contribuiranno a far sì che la nuova legge possa proporsi come vero e proprio nuovo patto di governo tra le amministrazioni locali toscane, fondato sulla cooperazione istituzionale, per il contrasto al consumo di suolo e per nuove politiche di sviluppo sostenibile basate sulla riqualificazione e la rigenerazione urbana, sulla tutela ambientale e paesaggistica» ha concluso Gheri. Intanto alcuni noti urbanisti, fra cui Vezio De Lucia ed Edoardo Salzano, nonché intellettuali di rilievo della cultura italiana si sono fatti promotori di un appello affinché la nuova legge urbanistica della Regione Toscana venga approvata rapidamente al fine di bloccare da subito la dilapidazione dello spazio aperto e di essere di esempio anche a livello nazionale.

«Si tratta di una legge che, non solo consente di fermare il forsennato consumo di suolo che sta impoverendo e depredando il nostro territorio, ma tende a rimettere ordine fra le competenze istituzionali, in particolare quelle delle Regioni e quelle dei Comuni, ripristinando un potere di indirizzo regionale che una malintesa riforma della Costituzione aveva di fatto abolito, equiparando il potere delle Regioni a quello del più piccolo dei Comuni d’ Italia», hanno sottolineato gli intellettuali, che invitano a firmare l’appello che si trova nel sito Eddyburg di Edoardo Salzano, a cui hanno aderito, fra gli altri, Alberto Asor Rosa, Vittorio Emiliani, Tomaso Montanari, Salvatore Settis e Renato Soru.