Terre espropriate a chi chiede prestiti per coltivarle e poi li investe in Europa e a Dubai

Il governo demolirà le case abusive… ma è quello della Tanzania

Annunciato l’abbattimento delle speculazioni edilizie nelle zone non pianificate

[24 ottobre 2017]

Il governo della Tanzania ha Annunciato l’avvio di una campagna nazionale di demolizioni delle case costruite in zone non pianificate (cioè i nostri abusi edilizi) e il ministrop delle terre, degli alloggi e dello sviluppo degli insediamenti umani, William Lukuvi, ha chiarito che «L’iniziativa punta ad assicurarsi che gli edifici siano costruiti in aree approvate e non altrove».

L’azione del governo della Tanzania è stata annunciata proprio quando alcuni studi hanno dimostrato che oltre il 50% dei fresidenti nelle città del Paese vivono in  colonie non pianificate, spesso in bidonville. Ma Lukuvi  ha spiegato successivamente in Parlamento che nel mirino non ci sono i poverissimi di Dar es Salaam, Dodoma, Arusha o Zanzibar, ma i ricchi speculatori che costruiscono interi quartieri abusivi, spesso “sfrattando” chi si è costruito una baracca in un Paese ancora poverissimo dove l’”abusivismo di necessità” esiste davvero. Dar es Salaam, la più grande città del Paese, ha 5 milioni di abitanti, i due terzi dei quali vivono in quartieri informali e il governo ha avviato iniziative per regolarizzare le loro posizioni.

Il m inistro ha accusato gli amministratori locali di aver chiuso gli occhi di fronte a chi costruisce case ed altre strutture in aree a rischio e ha aggiunto che «La maggioranza degli urbanisti passano la maggior parte del loro tempo nel confort dei loro uffici invece di essere sul terreno. No possiamo continuare ad esercitare la formalizzazione (fondiaria) mentre ci sono delle persone che frenano gli sforzi: i direttori esecutivi distrettuali, gli ufficiali delle terre e gli urbanisti sono i principali ostacoli». Poi  Lukuvi ha dichiarato guerra «contro i responsabili che continuano a frenare gli sforzi di formalizzazione delle terre del governo».

Il governo ha ordinato ai direttori esecutivi distrettuali (Ded), agli ufficiali della terra e agli urbanisti di tutto il paese di collaborare per demolire tutte le case e le strutture costruite in aree proibite.

Durante un’iniziativa nel distretto di Sumbawanga,  Lukuvi ha dichiarato che «La principale causa degli insediamenti non pianificati nel Paese è stata il fallimento dei Ded nell’adempiere alle loro responsabilità. Non possiamo continuare con la formalizzazione degli insediamenti umani se allo stesso tempo non riescono ad affrontare le cause degli insediamenti non pianificati. Ho inviato una direttiva ai direttori esecutivi dei distretti per  demolire tutte le case costruite in aree non pianificate. Alcune di quelle case sono state costruite su appezzamenti che sono stati rubati a delle persone povere. Su questo abbiamo bisogno di giustizia e d equità».

Tanto per dare l’esempio, Lukuvi ha demolito un trilocale di sua proprietà per permettere l’ampliamento di una strada nel villaggio di Mapogoro, nella regione di Iringa, dove è nato. La casa era stata costruita nel 1995 ma la Tanzania National Roads Agency (Tanroads) ne aveva ordinato la demolizione perché era situata in un’area di rispetto stradale. Lukuvi spiega: «Era la mia prima casa. L’ho costruita quando sono diventato un parlamentare. Sto demolendola per consentire la costruzione di una strada asfaltata dal villaggio di Tungamalenga all’entrata del Ruaha National Park nella città di Iringa».

Lukuvi, che è stato anche commissario regionale di Dar es Salaam, aggiunge: «Sono nato nel villaggio di  Mapogoro a Idodi Ward. Sapevo che la mia casa doveva essere demolita dal 1995 e per questo ho deciso di demolirla. Altre persone hanno già demolito le loro. Sono stato in grado di recuperare alcuni degli oggetti più importanti come porte, finestre e ferro. So che quel che faccio è una cosa buona perché la strada in costruzione contribuirà a promuovere lo sviluppo in quest’area. Fino a poco tempo fa la casa è utilizzata dal funzionario dell’espansione agricola di Idodi Ward. Viveva nella casa gratuitamente, ma quando è cominciata la costruzione della strada gli ho detto di andarsene».

Lukuvi ha annunciato le demolizioni durante un incontro pubblico in un luogo simbolo della svolta a “sinistra” del governo della Tanzania: ha infatti visitato i 12.750 ettari destinati all’azienda agricola di Malonje che saranno restituiti al governo, poiché non sono state seguite le procedure previste per l’assegnazione della terra e ha dichiarato che il governo aveva concesso quei terreni per permettere agli investitori di ottenere prestiti, ma che loro non avevano investito in progetti a beneficio del Paese. Si tratta di una nuova forma di land grabbing che si sta diffondendo in Tanzania: in molti utilizzato le loro fattorie o l’acquisto di terreni per farsi concedere prestiti che poi vengono utilizzati per investire in Europa e Dubai. Per Lukuvi «Non c’è alcun senso a lasciare la terra nelle mani di tali persone. Il governo non è disposto a vedere delle persone che usano terra del Paese per ottenere prestiti che vengono spesi al di fuori del Paese. Vasti terreni terra che sono stati abbandonati sono una delle cause principali delle dispute terriere nelle aree rurali. Il ministero ha intenzione di presentare in Parlamento un disegno di legge che chiede la modifica della sezione 24 del Land Act del 1999 per restringere le condizioni in cui deve essere utilizzato il terreno per l’acquisizione di prestiti. Gli emendamenti consentiranno al Paese di beneficiare da prestiti da acquisire. Dal mese prossimo le banche saranno tenute a monitorare da vicino l’attuazione dei i business plan che accompagnano le richieste di prestito. E se la banca non riuscirà a controllarne l’attuazione e permetterà ai mutuatari di uscire dalle regole, il governo interverrà e esproprierà la terra in questione dal mutuatario. Questo lascerà la perdita all’istituzione finanziaria che avrà agevolato una flagrante violazione della legge».