Polemiche in Liguria

I geologi d’accordo con Realacci: «Vera grande opera è la messa in sicurezza del territorio»

L’altra proposta: «Servizio civile breve ma obbligatorio, anche per ambiente»

[27 gennaio 2014]

Oggi Gian Vito Graziano presidente del Consiglio nazionale dei geologi, ha detto che «la vera, grande opera che serve al Paese è un piano nazionale di prevenzione del rischio idrogeologico e di messa in sicurezza del territorio. E’ fondamentale che a tenere alta l’attenzione nei confronti del rischio sismico e del rischio idrogeologico sia un autorevole rappresentante del nostro Parlamento. Non possiamo infatti che condividere le dichiarazioni del Presidente della Commissione Ambiente della Camera Ermete Realacci che in questi giorni ha sottolineato l’esigenza di un piano nazionale di prevenzione del rischio idrogeologico e di messa in sicurezza del territorio, vera ‘grande opera’ che serve al Paese. Non sono sfuggite peraltro all’On. Realacci le ricadute sul fronte dell’occupazione, quando ha affermato che la crisi può essere affrontata anche puntando sulla sicurezza e sulla qualità. E’ un segnale positivo che anche nei corridoi della politica si affrontino finalmente questi temi».

Graziano si riferisce a quanto detto da Realaccia il 25 gennaio durante la trasmissione “Ambiente Italia” di Rai 3, dedicata proprio al dissesto idrogeologico,  dove ha lanciato anche un’altra proposta:  «Una grande riforma civile per l’Italia, per accompagnare le politiche di prevenzione e coesione, potrebbe essere un servizio civile obbligatorio per tutti, sia per gli uomini che per le donne, per un tempo limitato di pochi mesi, finalizzato anche a servizi sociali, ambiente e protezione civile».

Le critiche di Realacci alla gestione del territorio ligure sono state invece riprese da Stefano Sarti, vicepresidente di Legambiente in Liguria, che su Twitter  ha chiesto al presidente della Regione Claudio Burlando e alla sua “erede” designata, l’assessore ai trasporti Raffaella Paita, entrambi del Pd come Realacci: «E’ più importante il 3 valico o mettere in sicurezza Liguria?». Si è aperta subito una discussione molto accesa, ma allo stesso pacata, con il presidente della regione Burlando, e l’On Realacci.

Sarti spiega: «Non metto in dubbio l’impegno della regione su ambiente e territorio, quello che davvero non mi convince è l’affermazione del presidente e dell’assessore per cui la modernità della Liguria è legata al suo collegamento con il mondo, ergo con la realizzazione delle grandi opere. Un’idea veramente antiquata del territorio, altro che moderna».

La Paita ha risposto a Sarti che diceva che se si aspetta di collegare la Liguria con il terzo valico ci vorranno 20 anni. «Vedrai che si fa prima! Guarda al futuro con fiducia. Basta deprimerci. Diamoci da fare».

L’impressione è che in Liguria ci sia dati da fare fin troppo e Legambiente, della quale Realacci è presidente onorario, accusa la giunta Burlando di  voler fare opere inutili ed impattanti come il terzo valico e la “gronda”, della quale mette in discussione la fattibilità, visto il gran numero di prescrizioni imposte dal governo che, come dimostrano i continui disastri ambientali di questi ultimi anni, sembrerebbero meno urgenti della messa in sicurezza del territorio ligure.  Burlando ha twittato: «Dobbiamo difendere una Liguria fragile e collegarla al mondo perché è isolata» ed ha aggiunto che le prescrizioni sulla Gronda «le abbiamo chieste noi».  Realacci ha ribattuto: «Se si sostiene che mancano risorse è necessario fare delle scelte» e  che «Comunque preferisco scelgo la prevenzione, la sicurezza, la qualità del territorio e delle città». Nuova risposta di Burlando: «Anche io. ma insieme a questo scelgo anche il futuro».

Alla fine è intervenuto anche il presidente di Legambiente Liguria, Santo Grammatico, che sulla sua pagina Facebook snocciola qualche cifra: «Liguria satura di infrastrutture stradali (per 100 kmq ci sono 98 Km di strade e autostrade che tagliano i versanti dei nostri monti, primato italiano!) e cemento. Dirottare i finanziamenti di Terzo valico e Gronda autostradale genovese per la manutenzione delle infrastrutture esistenti e rendere meno fragile il territorio e dare sicurezza e sviluppo ai cittadini liguri! Solo così usciremo dall’emergenza!»

«Intanto  – dice Graziano   – i geologi continuano nella loro azione di sussidiarietà nei confronti delle istituzioni, svolgendo attraverso la formazione dei propri iscritti quel ruolo sociale al quale sono fortemente legati. Dopo lo stanziamento economico della Regione Sardegna nei confronti di quei comuni che si avvarranno dell’opera dei geologi, un’altra buona notizia arriva dalla Campania, dove  ha avuto inizio la formazione di geologi ed ingegneri che andranno a svolgere attività di presidio sul territorio, diventando parte integrante del sistema dei Presidi Territoriali .  Con il protocollo firmato dall’ Ordine dei Geologi della Campania e dagli Ordini degli Ingegneri con la Regione, saranno impegnati 500 geologi e 500 ingegneri».