I Verdi per rilanciarsi puntano ai voti ambientalisti del Movimento 5 Stelle

Il Sole che Ride: il M5S ha tradito le promesse sull’ambiente e flirta con i negazionisti climatici

[16 novembre 2018]

Sulla scia del successo dei Verdi in Germania e in altri Paesi del Nord Europa, la Federazione dei Verdi italiani cerca di lasciarsi alle spalle il disastro dell’alleanza “insieme” con il Partito socialista italiano e il micropartitino riformista/ulivista di Area Civica (del quale non si ha più notizia) e con lo slogan “E’ il momento dell’Onda Verde” puntano a presentarsi alle elezioni europee in autonomia, sganciandosi dall’alleanza popolari – socialdemocratici che governa a Brussellex (dove i Verdi europei sono all’opposizione). Il problema è come risollevarsi da percentuali da prefisso telefonico e riconquistare un elettorato deluso da continui stop and go e cambi di alleanze e dalla storia di un partito-movimento che non ha mai avuto grandi risultati elettorali ma che si è auto-divorato in astruse lotte di potere interne.

Probabilmente la campagna elettorale dei Verdi italiani per le elezioni europee è partita l’8 novembre con il volantone “M5S dalle stelle alle stalle” che accus: «Il Movimento 5 Stelle, dal momento in cui ha raggiunto la tanto agognata meta dei palazzi governativi, sembra aver dimenticato e contraddetto quanto affermato precedentemente, anche nella recente campagna elettorale delle Elezioni Politiche 2018» e poi mette impietosamente in fila «le 10 bugie più eclatanti che sono emerse già da questi pochissimi mesi di legislatura»: TAP, Ilva, fanghi tossici, reddito di cittadinanza, condono edilizio a Ischia, spese militari, Decreto Genova – Autostrade, Terra dei fuochi, Condono fiscale e migranti.

Paradossalmente la rinascita dei Verdi italiani potrebbe essere favorita dalla notizia che l’ex ministro dell’ambiente verde Alfonso Pecoraro Scanio – al quale molti ex militanti Verdi addebitano la colpa della crisi finale del Sole che Ride – potrebbe candidarsi con il Movimento 5 Stelle. Non a caso i Verdi sembrano puntare a recuperare i voti che sono andati a finire proprio al Movimento 5 Stelle, attratti dal radicalismo ambientalista professato da Beppe Grillo, almeno fino a che Luigi Di Maio non è diventato vicepremier del “governo del cambiamento” giallo-verde. E non a caso l’offensiva del Sole che Ride si è fatta durissima sul Decreto Genova approvato ieri in Senato, con la benevola astensione di Forza Italia e il voto favorevole di Fratelli d’Italia e il mal di pancia di una decina di senatori pentastellati, accusati dal loro stesso movimento di non aver capito cosa c’è davvero scritto nel decreto, stessa accusa rivolta a ambientalisti, costruttori edili, sindacati ordini professionali che di solito le leggi sanno leggerle e le capiscono.  Non a caso l’offensiva dei Verdi si fa durissima sul condono a Ischia, collegio elettorale di Di Maio e probabilmente di Pecoraro Scanio alle europee.

Subito dopo il veto al Senato il co-portavoce dei Verdi Angelo Bonelli era di nuovo all’attacco: «Con l’approvazione del Dl Genova, il M5S ha accontentato inquinatori e abusivi. Si è utilizzato questo decreto, che doveva dare una risposta rapida al disastro del crollo del ponte Morandi, come cavallo di Troia per approvare norme che inquineranno i suoli agricoli con diossine e vareranno, dopo quello di Craxi e i due di Berlusconi, il quarto condono edilizio della storia italiana: il Condono Di Maio. Con l’articolo 41, si è varata una vera e propria sanatoria di diossine, PCB e idrocarburi sui fanghi di depurazione destinati ai suoli agricoli, mentre con l’articolo 25 si approva il condono sulle case abusive, anche solo quelle lesionate, a Ischia che consente la sanatoria laddove vi sono vincoli idrogeologici, sismici, demaniali e monumentali allargando le maglie dei condonati anche alle case anche solo “lesionate” dal terremoto. Si tratta di norme incostituzionali ai sensi della sentenza 169 del 2003 della Corte Costituzionale e dell’art. 3 della Costituzione che sancisce che la Legge è uguale per tutti. Infine, chiedo al ministro Costa: quando si deciderà a fare il ministro dell’Ambiente?»

Già quando i condoni erano passati alla Camera, Bonelli e l’altra portavoce dei Verdi Claudia Mannino avevano attaccato duramente il governo: «Pensavamo che Lega e Movimento 5 Stelle fossero degni allievi di Berlusconi e Craxi in tema di condoni, ma dobbiamo ricrederci: gli studenti hanno superato i maestri. Infatti, il DL Genova è stato più che un alibi, un vero cavallo di Troia, per immettere norme criminogene come gli articoli 17, 25 e, ultima scoperta, 39 TER dimostrano. Una estensione del condono edilizio che partendo da Ischia ora abbraccia le case abusive di Abruzzo, Marche, Umbria e Lazio, permettendo in queste regioni un aumento dell’abuso sull’abuso: praticamente utilizzando le norme del Piano Casa di Berlusconi che consente un aumento di cubatura del 20% sulle case abusive. Il tutto alla modica cifra di 5.000 €. Uno schiaffo in faccia ai cittadini onesti che pagano il mutuo per la loro casa o l’affitto, tutto ciò è una folle legalizzazione dell’illegalità. Anche perché la norma su Ischia consente agli abusivi di accedere ai 130 milioni finanziati dal Governo Gentiloni. Di Maio prima si è inventato “l’abuso di necessità” per giustificare i voti raccolti dagli abusivi in Sicilia, poi ha difeso il sindaco 5 Stelle di Bagheria Patrizio Cinque che ha licenziato un regolamento comunale che fermava le ruspe per le ville al Mare abusive, infine ha deciso di condonare le case abusive a Ischia e nel Centro Italia; a lui chiediamo: ma le tragedie di Rigopiano e di Casteldaccia, con tutte quelle vittime causate da catastrofi naturali/umane non gli ha insegnato nulla? Vuole realmente passare alla storia come uno dei padri nobili dei condoni in Italia? Vuole davvero avere sulla coscienza eventuali altri morti per condono?».

Il 13 novembre il  portavoce del Sole che Ride ha addirittura accusato il Movimento 5 Stelle di essersi convertito al negazionismo climatico (cosa che fa il paio con recenti dichiarazioni di Beppe Grillo). «Mentre gli scienziati di tutto il mondo certificano che il riscaldamento globale non solo è in atto, ma galoppa, il Movimento 5 Stelle oggi ha organizzato un convegno in una sala del Senato che avrebbe avuto doc – denuncia Bonelli in una nota – Il primo è il professor Umberto Crescenti, famoso per aver dichiarato: “mi auguro che Trump, con il suo sostegno alle teorie degli scettici, riesca a cambiare qualcosa in tal senso, ma ci sono troppi interessi dietro”. Il secondo è il professor Nicola Scafetta, autore di molte pubblicazioni stroncate dai climatologi e proponente di teorie sempre diverse e sempre meno credibili. Il terzo invitato era il professor Mario Giaccio, famoso per aver scritto che “gli effetti del Protocollo di Kyoto sono quasi inutili sul clima”, Dulcis in fundo, Franco Battaglia, che del negazionismo ha fatto la sua fortuna. Il tutto organizzato e coordinato dal senatore Franco Ortolani (M5S), noto per una pubblicazione sul clima che contiene frasi del tipo: “Il periodo compreso tra circa 8000 e 3800 anni fa e’ stato globalmente più caldo dell’attuale”»

Alla fine il convegno negazionista non c’è stato, ma Bonelli accusa: «Così i pentastellati al Governo, invece di approvare soluzioni e politiche contro il Climate Change, che il 99% degli scienziati e climatologi confermano con dati inoppugnabili, organizzano convegni, utilizzando risorse pubbliche, per pubblicizzare i testi dei negazionisti, con tanto di banner diffuso con il logo del loro partito. Il motivo del rinvio del convegno è per problemi organizzativi, e ci saremmo aspettati una netta sconfessione del M5S, che non vi è stata. L’unica cosa che mi sento di dire è Vergogna!!! E’ questo il nuovo corso del M5S sulla divulgazione scientifica e sul controllo che loro vorranno esercitare?»