Il nuovo cemento di “Saltincelo” che minaccia Buggiano

[23 gennaio 2014]

Il circolo Valdinievole di Legambiente ha scritto al sindaco, ai consiglieri comunali ed alle forze politiche del Comune di Buggiano (Pt), sottolineando che «Le colline della Valdinievole – un sistema territoriale ricco di qualità storiche, ambientali e paesaggistiche – sono messe sotto pressione da appetiti residenziali e dal cemento, con un riuso in parte improprio del patrimonio edilizio. Sulle colline pesciatine (gli insediamenti di Via 27 Aprile), su quelle uzzanesi, buggianesi, ecc., fino al Montalbano (il villaggio turistico Le rocchine), ovunque si osservano costruzioni avulse dal contesto, recuperi alteranti le connotazioni architettoniche, servizi “turistici” che modificano il paesaggio, finte costruzioni a servizio di fondi rurali. E ciò avviene nonostante il Piano di Indirizzo Territoriale della Regione Toscana definisca i sistemi collinari come invarianti strutturali, cioè come contesti nei quali non possono proporsi alterazioni sensibili».

Il Cigno Verde è preoccupato per un altro intervento che è stato annunciato: « Il Comune di Buggiano ha approvato un programma di recupero – ma sarebbe meglio dire di “riuso improprio e impattante” – del “Saltincelo”, un insediamento di per sé già problematico, risalente a qualche decennio fa, composto da un bar-ristorante ed una piscina, situato nella parte alta della collina di Vetrignano, in un territorio bellissimo, ricco di emergenze architettoniche e di valori paesaggistici e delicato dal punto di vista idrogeologico (questa fascia collinare ha conosciuto di recente estesi movimenti franosi, con danni a insediamenti abitativi). Da tempo abbandonato, il “Saltincelo” sarà trasformato in ben sette unità residenziali in forma di villetta unifamiliare, soluzione ad alto consumo di suolo per unità di volume e ad alto impatto territoriale considerando anche tutte le pertinenze necessarie per ognuno dei fabbricati. La criticità geologica di questo contesto avrebbe invece dovuto, applicando un ragionevole principio di precauzione, indurre alla individuazione di un recupero non impattante; del resto, ormai sappiamo bene che le perizie e le misure geologiche non sono sufficienti a garantire stabilità a versanti così problematici, come dimostrano centinaia di casi accaduti in Italia con esiti drammatici e le recenti frane avvenute in Liguria imputabili proprio a interventi edilizi sconsiderati».

Secondo Legambiente Valdinievole, quella del  Comune di Buggiano è una scelta «Certamente più rispondente a esigenze private che a interessi collettivi, troppo facile e che non impegna l’Istituzione nella ricerca di soluzioni di recupero più rispettose» ed aggiuge: «Legambiente sostiene convintamente la rigenerazione e la riqualificazione dell’esistente, ma non certo introducendo nuove criticità, tanto più quando si opera su territori collinari così particolari e delicati. E afferma che le ragioni del recupero non sono mai sufficienti a giustificare interventi che alterano così gravemente lo Statuto dei Luoghi».

Gli ambientalisti concludono la lettera esprimendo la loro contrarietà a questo programma ed invitano «Il Comune di Buggiano, le forze politiche locali, le organizzazioni sociali ad aprire un dibattito serio sul tema del recupero edilizio, in particolare negli ambiti collinari, per trovare soluzioni sostenibili a questo e agli altri casi similari».