Il Senato proroga oneri di urbanizzazione per la spesa corrente dei Comuni. Legambiente insorge

[5 giugno 2013]

Ieri il Senato ha approvato il cosiddetto decreto “sblocca debito” che contiene la proroga di due anni per l’utilizzo, da parte dei Comuni, degli oneri derivanti dalle trasformazioni urbanistiche per la spesa corrente invece che per strade, fogne e servizi pubblici.

Secondo Vittorio Cogliati Dezza, presidente nazionale di Legambiente, questo provvedimento votato senza clamore all’interno dello “sblocca debito”  è in realtà «Una pessima decisione da parte del nuovo Parlamento . Si continuerà così ad assistere a trattative e scambi tra sindaci e costruttori, e a realizzare nuove costruzioni in cambio di risorse utilizzate per pagare gli stipendi e tenere aperti i servizi comunali.  Ma è folle continuare a ragionare in questo modo, incentivando il consumo di nuovo suolo  senza garantire i servizi essenziali alle periferie».

Il Cigno Verde sottolinea che «Nella Legge che nel 1977 ha istituito gli oneri di urbanizzazione, questi dovevano essere destinati esclusivamente per la realizzazione di strade, fogne, scuole, servizi pubblici o al risanamento dei complessi edilizi. Invece, a partire dal 2001, governi sia di centrodestra che di centrosinistra hanno introdotto e poi confermato una modifica che è stata alla base del devastante consumo di suolo realizzato in questi anni. Proprio nella giornata mondiale dell’Ambiente è importante ricordare  che il suolo trasformato in Italia da asfalto e cemento ha superato in Italia i 22mila chilometri quadrati, con una media, in questi anni, di 500 chilometri quadrati trasformati ogni anno, come evidenziano i dati del Centro di ricerche sul consumo di suolo di Legambiente, Inu e Politecnico di Milano».

Cogliati Dezza conclude: «Chiediamo che nel passaggio alla Camera  si fermi questa  decisione sbagliata e oltretutto incomprensibile alla luce degli annunci fatti dal Ministro Orlando sul suo impegno a far ripartire il percorso della Legge Catania e la grande attenzione da parte dei cittadini nei confronti dei danni provocati dal consumo di suolo».