In Toscana attivo un innovativo sistema radar satellitare per monitorare (anche) i ponti

Rossi: «Con questo monitoraggio sarà possibile controllare ogni 12 giorni gli eventuali spostamenti, anche millimetrici»

[21 agosto 2018]

L’interferometria radar satellitare rappresenta uno strumento all’avanguardia per la misura degli spostamenti superficiali del terreno e consente l’individuazione, la mappatura e l’analisi di quelle aree interessate da deformazioni connesse a fenomeni di dissesto idrogeologico come frane e subsidenza indotta da pompaggi della risorsa idrica o legata alla coltivazione della risorsa geotermica, fonte rinnovabile peculiare della Toscana: c’è questa tecnologia al cuore dell’attività partita nell’ottobre 2016 in Toscana – grazie a un finanziamento di 650mila euro da parte della Regione –, e che fornisce dati utili anche per il monitoraggio di infrastrutture di origine antropica come porti, tracciati stradali, ponti, cavalcavia e viadotti, per valutare la stabilità di edifici e per mettere in evidenza e controllare fenomeni di instabilità in aree di cava.

L’obiettivo generale è il monitoraggio in continuo dello scenario deformativo del territorio della Toscana, un’attività che in questo contesto viene oggi svolta dal Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università di Firenze (professori Nicola Casagli e Federico Raspini) in collaborazione con il Consorzio Lamma (Laboratorio di Monitoraggio e Modellistica Ambientale per lo sviluppo sostenibile), partner del progetto, che si occupa della creazione di una applicazione web per la rappresentazione e diffusione dei dati elaborati, e la partecipazione del Dipartimento Nazionale di Protezione Civile. Un sistema di monitoraggio che adesso la Regione Toscana metterà a disposizione delle amministrazioni pubbliche e delle società di gestione delle infrastrutture autostradali e ferroviarie in Toscana, in modo controllare gli eventuali spostamenti, anche millimetrici, che i ponti possono subire. È quanto il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi ha comunicato con due lettere, la prima indirizzata appunto alle amministrazioni (Comuni e Province, Città Metropolitana di Firenze), la seconda alle società di gestione (Autostrade per l’Italia, Anas, Salt, Sat, Rfi, Lfi).

«I nostri ponti, come è emerso anche in questi terribili giorni, sono monitorati sia dalle province che dai comuni – spiega Rossi – Tuttavia la tragedia di Genova ci impone di essere ancora più attenti e solleciti. Tanto più che anche in Toscana sono molte le infrastrutture costruite in cemento armato che nel corso degli anni hanno avuto problemi, soprattutto a seguito di alluvioni. Per questo ho deciso di mettere a disposizione delle amministrazioni il sistema di monitoraggio tramite interferometria radar satellitare che la Regione ha sviluppato a partire dalla fine del 2016, grazie alla collaborazione con l’Università di Firenze, con il Consorzio Lamma e il Dipartimento Nazionale della Protezione Civile. Con questo monitoraggio sarà possibile controllare ogni 12 giorni gli eventuali spostamenti, anche millimetrici. Cosa che, ovviamente, non ci metterà al riparo da un crollo improvviso, ma potrà segnalare l’emergere di criticità e consentire interventi preventivi».

In questo modo sarà possibile individuare aree anomale, ovvero aree che si muovono in modo non coerente con il passato e che quindi necessitano di ulteriori indagini ed approfondimenti, sarà possibile anche rilevare trasformazioni del territorio che non sono state regolarmente autorizzate o che non sono congrue alle norme vigenti.

«Nell’occasione ho chiesto a tutti i gestori delle infrastrutture toscane informazioni – prosegue Rossi – su cosa si sta facendo per garantire la sicurezza dei ponti di loro competenza nel territorio regionale. Nelle prossime settimane, con i Comuni e le Province in modo particolare, potremo presentare al Ministero delle infrastrutture un elenco di interventi urgenti per chiedere i finanziamenti relativi».

Questo perché il progetto di monitoraggio di cui dispone la Toscana è senz’altro un importante investimento in prevenzione, ma da solo non basta. «Il nostro sistema può aiutare – conclude il presidente della Regione – ma non risolvere tutti i problemi che solo un massiccio programma di interventi prevenzione, secondo il principio di precauzione, potrà risolvere. E ricordo che in questi anni le Regioni hanno visto i loro bilanci dimezzarsi, le Province hanno subito un sostanziale azzeramento delle loro capacità di spesa e ai Comuni non è certo andata meglio».