Isde: il trasporto aereo sia ridotto e razionalizzato. Coordinamento tra i comitati contro i nuovi aeroporti

Ridurre il traffico su gomma, incentivare l'elettromobilità, il telelavoro, il trasporto su rotaia

[31 ottobre 2016]

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La   prima Giornata nazionale di studio sugli effetti sanitari e ambientali del trasporto aereo svoltasi a Firenze, un  convegno promosso dall’Associazione italiana medici per l’ambiente – Isde (International society of doctors for the environment)  è servita a  illustrare e proporre alla attenzione nazionale quanto secondo l’Isde e ormai dimostrato da  decenni  di ricerca scientifica: «Ovvero che il trasporto aereo contribuisce in modo rilevante ai cambiamenti climatici e che le strutture aeroportuali  con le connesse attività sono fonti consistenti di inquinamento ambientale e un rischio concreto per le popolazioni residenti in prossimità degli aeroporti e per gli stessi lavoratori di questo settore.

Il convegno è stato scandito dagli interventi di Gianni Tamino  dell’università di Padova su “Inquinamento ambientale, attività umane e cambiamento  climatico: le responsabilità anche del settore aereo”, di Massimo Generoso, pediatra e presidente della sezione Isde di Firenze su Inquinamento ambientale e salute in età prenatale e pediatrica”,d i Antonella Litta,  responsabile scientifico del convegno,  con la relazione “Danno a salute e ambiente da trasporto aereo, le evidenze scientifiche a sostegno delle istanze dei cittadini e dei comitati in Italia e in  Europa” di Giuseppina Ranalli su  ” Le emissioni degli aeromobili: composizione, quantitativi e misurazione degli inquinanti prodotti”, di Sergio Luzzi sul problema dell’inquinamento acustico “Città sempre più rumorose: misurazioni dell’inquinamento acustico e normativa vigente”.

L’intervento conclusivo è stato quello di  Paolo Maddalena, vicepresidente emerito della Corte Costituzionale che ha tenuto una s lezione magistrale suStrumenti legali  ed azioni nelle vertenze di opposizione alla costruzione di nuove  strutture aeroportuali e all’ampliamento di quelle già esistenti nel quadro generale dello strapotere della finanza internazionale”.

Una sessione del convegno è stata  poi dedicata  al confronto e allo scambio di esperienze  tra i  rappresentanti dei vari comitati che in Italia si impegnano per la riduzione dell’impatto ambientale delle strutture aeroportuali  e per evitare la realizzazione di nuovi aeroporti  e l’ampliamento di quelli già esistenti;  da questa sessione è nata la proposta di costituire una rete nazionale  di coordinamento tra i comitati di Ciampino, Treviso,  Orio al Serio, Napoli,  Bologna, Malpensa, Linate, Napoli, Prato, Firenze, Ampugnano  Viterbo e Carpenedolo.

Alla fine è stata approvata una mozione che  sarà inviata a breve a tutte le istituzioni competenti  e che chiede che: «L’intero sistema dei trasporti sia riconsiderato e rivisto quanto prima per tentare di ridurre il surriscaldamento del pianeta, tutelare la salute, gli ecosistemi, l’ambiente e garantire così un futuro di vita dignitoso e sufficientemente adeguato alle esigenze umane alle attuali e alle prossime generazioni;   il diritto alla salute, la tutela del territorio e quindi del patrimonio storico, artistico e paesaggistico, il rispetto delle leggi in materia ambientale e l’applicazione del principio di precauzione facciano da orientamento, vincolo e barriera ad ogni scelta di tipo economico-politico e infrastrutturale, ad ogni interesse di impresa che possa compromettere e contaminare beni comuni e fondamentali per la vita stessa come l’aria, l’acqua, il suolo e la salute delle popolazioni;  in Italia come nel mondo il trasporto aereo sia ridotto e razionalizzato;  non si consenta la realizzazione di nuovi aeroporti nel territorio italiano e si respingano i progetti di ampliamento di quelli già esistenti;  sia redatto un piano nazionale della mobilità che riduca il traffico su gomma, che incentivi l’elettromobilità, il telelavoro, il trasporto su rotaia, sempre nel rispetto delle peculiarità dei territori e dei diritti delle popolazioni interessate e che abbia la tutela dell’ambiente e della salute come elementi cardine»