La città del futuro nascerà in mongolia: ecco Maidar EcoCity+ (FOTOGALLERY)

La nuova capitale della Mongolia sarà una “città a misura d’uomo” policentrica

[20 dicembre 2017]

Nella steppa della mongolia, 30 km a sud dell’attuale capitale Ulan-Bator, nel 2024 verrà costruita una città che diventerà il modello globale per lo sviluppo urbano sostenibile: Maidar EcoCity+, destinata a essere la nuova capitale del Paese Asiatico stretto tra Cina e Russia.

Il progetto è stato presentato già nel 2015 e Maidar EcoCity+ inizialmente dovrebbe estendersi su quasi 9 milioni di metri quadrati e ci dovrebbero abitare 300.000 persone. Circa il 50% dell’energia proverrà da fonti rinnovabili come l’eolico.

Di  Maidar EcoCity+ si occuperà anche Klimahouse, la fiera leader in Italia per l’efficienza energetica e il risanamento in edilizia,  che ospiterà Klimamobility, la principale conferenza in Alto Adige dedicata alla mobilità sostenibile, che verrà aperta dall’iniziativa “Chi costruisce la mobilità del futuro?”, durante la quale ui l’architetto e urban designer tedesco Stefan Schmitz presenterà il progetto Maidar EcoCity+, come  esempio per lo sviluppo di altri modelli ecosostenibili in tutta l’Asia.

«Un modello che non solo risponderà ai bisogni di oggi – dicono a Klimahouse – ma si prenderà cura anche dell’ambiente e delle risorse naturali per soddisfare le necessità delle generazioni future, per questo sarà un esempio per costruire nuove città in Asia e nel resto del mondo».

Schmitz spiega che «Maidar EcoCity è la nuova capitale della Mongolia. La pianificazione di Maidar EcoCity segue i principi di una “città a misura d’uomo”. Questo significa una città con uno schema policentrico delle varie unità: edificio, quartiere e distretto. Ogni quartiere risponde alle necessità quotidiane dei suoi abitanti. Ogni distretto funziona come una piccola città con un’unica identità, attorno alla quale ruotano tutti gli aspetti della vita umana: vita, lavoro, tempo libero, shopping, istruzione e assistenza sanitaria. Solo una strutturazione della città così concepita può permettere una riduzione drastica del traffico automobilistico».

Anticipando il suo intervento a Klimamobility, l’urban designer illustra il concetto di mobilità di Maidar: «Una mobilità che supporta la struttura policentrica e dà priorità ad una rete per i pedoni, ciclisti e trasporti pubblici in relazione al trasporto privato motorizzato. Punto cardine di questo sistema è la “Green Street”, nella zona centrale della città, sulla quale si trova un sistema di “Personal Rapid Transport” (PRT): auto elettriche autonome, che permettono un uso sia individuale, sia pubblico. Questo sistema di trasporto si colloca allo stesso livello di quello pedonale ed è un’evoluzione del sistema PRT, già in uso in Masdar (VEA)».